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	<title>Francesca Cavaiani &#187; dsa</title>
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		<title>DSA: SCRIVERE UN TEMA&#8230;QUALI STRATEGIE?</title>
		<link>https://www.francescacavaiani.it/2014/10/19/dsa-scrivere-un-tema-quali-strategie/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Oct 2014 14:25:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Cavaiani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Disturbi Specifici Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia]]></category>
		<category><![CDATA[didattica inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[dislessia]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi dell'apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi specifici dell'apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[dsa]]></category>
		<category><![CDATA[mappe concettuali]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
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		<category><![CDATA[tema]]></category>

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		<description><![CDATA[&#34;Non scrivere mai per piacere agli altri, ma per piacere a te.&#34; (W. Smith) Scrivere un tema pu&#242; risultare un&#39;impresa ardua per qualsiasi allievo: il titolo spesso strano e difficile da capire, le idee che non vengono o&#160;che comunque arrivano &#8230; <a href="https://www.francescacavaiani.it/2014/10/19/dsa-scrivere-un-tema-quali-strategie/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/09/0041.jpg"><img alt="0041" class="alignnone size-medium wp-image-274" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/09/0041-300x199.jpg" style="width: 300px; height: 199px; float: left; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" /></a><em>&quot;Non scrivere mai per piacere agli altri, ma per piacere a te.&quot; (W. Smith)</em>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<strong>Scrivere un tema pu&ograve; risultare un&#39;impresa ardua</strong> per qualsiasi allievo: il titolo spesso strano e difficile da capire, le idee che non vengono o&nbsp;che comunque arrivano in modo confuso e a cui non si riesce dare un&nbsp;ordine ed una una strutturazione, le varie parti che non si riescono ad unire logicamente tra loro, la difficolt&agrave; ad iniziare e a concludere&#8230;e molto altro!<br />
	Quest&#39;impresa pu&ograve; diventare<strong> ancora pi&ugrave; difficoltosa per un bambino</strong> con disturbi specifici dell&#39;apprendimento (<strong>DSA</strong>): alle <strong>difficolt&agrave;</strong> elencate si sommano quelle <strong>ortografiche e di conversione fonema-grafema</strong>, di <strong>scrittura</strong> (disgrafia), di <strong>rilettura</strong> del testo prodotto e quelle di <strong>organizzazione del discorso</strong>, spesso presenti in un bambino con DSA.<br />
	<u>Quali strategie si possono utilizzare per aiutare il bambino con DSA </u>(ma non solo) <u>a produrre un testo scritto</u>, cercando di arginare le difficolt&agrave; derivanti dal disturbo?<br />
	Vediamolo insieme.
</p>
<p>
	<span id="more-273"></span>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	La scrittura di un tema consta di due fasi, che &egrave; necessario dividere:
</p>
<ol>
<li style="text-align: justify;">
		l&#39;<b>IDEAZIONE DEI CONTENUTI</b>, ovvero la fase pi&ugrave; ideativa e costruttiva, in cui il bambino genera le idee
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		l&#39;<strong>ELABORAZIONE FORMALE DEL TESTO</strong>, ovvero la fase pi&ugrave; esecutiva, in cui le idee assumono la forma di un unico testo strutturato,&nbsp;coerente e corretto formalmente e grammaticalmente.
	</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">
	E&#39; importante che siano <strong>ben separate</strong>, in modo tale che le risorse attentive del bambino siano, inizialmente, tutte concentrate sul contenuto e, in secondo momento, tutte concentrate sulla forma.
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Analizziamole separatemente, concentrandoci sulle strategie pi&ugrave; utili in ciascuna delle due fasi.
</p>
<h2 style="text-align: justify;">
	L&#39;IDEAZIONE DEI CONTENUTI<br />
</h2>
<p style="text-align: justify;">
	E&#39; la<strong> prima fase </strong>di stesura di un testo scritto, quella in cui il bambino <strong>genera le varie idee</strong>.<br />
	Qui &egrave; utile <strong>utilizzare una mappa</strong>, poich&egrave; il foglio bianco pu&ograve; creare ansia.&nbsp;<br />
	<span style="line-height: 1.6em;">L&#39;uso di una mappa, infatti:</span>
</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">
		aiuta a <strong>organizzare le idee</strong>
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		permette una <strong>visualizzazione globale</strong>, preferita dai bambini con DSA (si veda anche l&#39;articolo<a href="http://www.francescacavaiani.it/2014/08/31/dsa-e-stili-di-apprendimento/" target="_blank"> DSA E STILI DI APPRENDIMENTO</a>)
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		evidenzia le <strong>relazioni ed i nessi logici tra le parti</strong>, aiutando la successiva strutturazione di un testo logico e coerente e favorendo lo sviluppo di associazioni (favorendo, quindi lo stile cognitivo divergente, tipico dei DSA. Si veda anche l&#39;articolo <a href="http://www.francescacavaiani.it/2014/08/31/dsa-e-stili-di-apprendimento/" target="_blank">DSA E STILI DI APPRENDIMENTO</a>)
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		permette di <strong>dividere il testo in diversi argomenti</strong> e di approfondirne uno alla volta
	</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
	Per quanto riguarda la <strong>costruzione della mappa</strong> si possono usare <strong>due modalit&agrave;</strong>: &egrave; utile allenare gli studenti ad entrambe le modalit&agrave;, anche perch&egrave;, dipendentemete dal tipo di testo e di titolo, pu&ograve; risultare pi&ugrave; appropriata una o l&#39;altra.
</p>
<ol>
<li style="text-align: justify;">
		Modalita&#39; del<b>&nbsp;BRAINSTORMING</b>, ovvero viene creata una <strong>mappa con una struttura a raggiera intorno ad una parola o espressione chiave</strong>, che pu&ograve; essere anche il titolo. Si mette il titolo/parola chiave al centro e si dice al bambino di <strong>scrivere in nodi diversi </strong>(un nodo per ogni idea)&nbsp;che partono dal titolo <strong>tutte le idee che gli vengono in mente</strong> legate a quel titolo. In questa fase <strong>non &egrave; importante la forma</strong> in cui vengono scritte le idee:&nbsp;l&#39;importante &egrave; scrivere tutto quello che viene in mente, senza prestare particolarmente attenzione all&#39;ortografia e alla morfologia.<br />
		Facciamo un esempio.<br />
		<em>Figura 1. Qui sotto riporto un&#39;iniziale mappa, fatta in modalit&agrave; di brainstormng, da una bamina di 11 anni (inizio della classe prima della scuola secondaria di primo grado). Cliccare sull&#39;immagine per visualizzarla pi&ugrave; in grande.</em><br />
		<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/09/LA-MIA-PRIMA-SETTIMANA-DI-SCUOLA-SECONDARIA-brutta.jpg" target="_blank"><img alt="LA MIA PRIMA SETTIMANA DI SCUOLA SECONDARIA brutta" class="alignnone size-medium wp-image-283" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/09/LA-MIA-PRIMA-SETTIMANA-DI-SCUOLA-SECONDARIA-brutta-300x210.jpg" style="width: 300px; height: 210px; margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" /></a><br />
		Successivamente si porta il bambino ad <strong>organizzare la mappa</strong>, cio&egrave;:<br />
		&#8211; lo si porta a capire se ci sono<strong> relazioni fra le varie idee</strong> e che tipo di relazioni<br />
		&#8211; si cerca di capire&nbsp;se pi&ugrave; idee possono essere <strong>idee secondarie</strong> che si dipartono da una principale<br />
		&#8211;&nbsp;si incomicia a dare un<strong> ordine di trattazione degli argomenti</strong> (o facendo una mappa piramidale, o mettendo i numeri o anche mettendo i nodi in ordine orario o antiorario, come preferisce il bambino)<br />
		&#8211;&nbsp;si possono scrivere delle<strong> domande sulle frecce</strong> (o in un altro nodo) che servono per legare i nodi&nbsp;tra di loro.<br />
		<em>Figura 2. Qui sotto riporto la versione della mappa precendente, organizzata insieme alla bambina. Cliccare sull&#39;immagine per visualizzarla pi&ugrave; in grande.</em><br />
		<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/09/LA-MIA-PRIMA-SETTIMANA-DI-SCUOLA-SECONDARIA1.jpg" target="_blank"><img alt="LA MIA PRIMA SETTIMANA DI SCUOLA SECONDARIA" class="alignnone size-medium wp-image-284" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/09/LA-MIA-PRIMA-SETTIMANA-DI-SCUOLA-SECONDARIA1-300x142.jpg" style="width: 300px; height: 142px; margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" /></a><br />
		Analizziamo meglio questi concetti basandoci sull&#39;esempio (figura 1 e figura 2).<br />
		La traccia del tema era: &quot;Descrivi le tue impressioni sulla tua prima settimana di scuola secondaria&quot;, titolo adatto per essere sviluppato in modalit&agrave; di brainstorming. Abbiamo messo il titolo/parole chiave in un nodo centrale e da qui la bambina ha incominciato a scrivere in nodi diversi tutte le idee che le venivano in mente su quell&#39;argomento, senza prestare particolarmente attenzione alla forma (figura 1).<br />
		Quando erano esaurite le idee, abbiamo incominciato ad organizzare la mappa (figura 2). Ha individuato quale idea potesse essere l&#39;introduzione e quale la conclusione del suo tema e ha chiamato cos&igrave; i due nodi corrispondenti. Abbiamo usato un colore uguale (il verde) per distinguere questi due nodi dagli altri, che si riferiscono, invece, allo svolgimento del tema (l&#39;idea &egrave; venuta alla bambina. Si consideri che questa bambina ha una memoria visiva sviluppatissima e riesce ad organizzare meglio i contenuti basandosi su colori di riferimento).<br />
		A questo punto ci siamo concentrati&nbsp;sulle altre idee e le abbiamo organizzate.<br />
		Partendo dall&#39;introduzione ha individuato i due concetti fondamentali intorno ai quali voleva sviluppare il tema, ovvero che la prima settimana di scuola era stata bella, ma anche faticosa.<br />
		<span style="font-size: 13px; line-height: 20.7999992370605px; text-align: justify;">Abbiamo creato due nodi separati per i due concetti (in colori diversi, possibilmente che al bambino evochino i concetti espressi): &quot;&egrave;&nbsp;stata bella perch&egrave;&quot; ed &quot;&egrave; stata faticosa perch&egrave;&quot;&nbsp;</span> e abbiamo cercato di capire se e quali nodi potevano legarsi al primo o al secondo concetto (relazione fra i nodi/idee sviluppati inizialmente e individuazione dei nodi principali e secondari).&nbsp;I&nbsp;nodi relativi ai nuovi e vecchi compagni ed ai professori erano nodi secondari che&nbsp;si potevano legare al nodo principle &quot;E&#39; stata bella perch&egrave;&quot;&nbsp;ed invece quelli relativi alla materia francese e alla struttura della scuola si legavano al nodo &quot;E&#39; stata faticosa perch&egrave;&quot; (inviduazione dei nodi principali e secondari).&nbsp;L&#39;ho portata a ragionare su come questi nodi potevano legarsi tra loro (per esempio i due nodi sui vecchi e nuovi compagni erano connessi oppure la grandezza della scuola poteva essere la causa del fatto che non trovasse l&#39;aula), dando cos&igrave; una struttura organizzata e ordinata al discorso (ordine di trattazione degli argomenti).<br />
		Infine abbiamo aggiunto delle domande o parole chiave sulle varie frecce (o nei nodi, dipende molto dalla strutturazione della mappa e dalla sua organizzazione prettamente grafica), che servono da connettivi e aiutano a legare le varie parti del discorso (i nodi) o a dividere i vari argomenti.</p>
<p>
			&nbsp;
		</p>
<p>
			<span style="line-height: 1.6em;">Successivamente, nel capitolo relativo all&#39;elaborazione formale del testo, vedremo come sviluppare il tema da questa mappa.</span>
		</p>
</li>
<li style="text-align: justify;">
		Utilizzo di una <b>MAPPA PREIMPOSTATA </b>come supporto alla scrittura. Si forniscono <strong>mappe preimpostate </strong>e si portano i bambini a <strong>sviluppare ogni nodo dei concetti come se fossero i titoli </strong>degli argomenti di cui trattare. Si pu&ograve; fornire la mappa preimpostata a pc, in programmi appositi, come SuperMappe per esempio e da l&igrave; aggiungere&nbsp;le varie informazioni nel nodo o come approfondimenti al nodo (&egrave; una scelta personale. Io personalmente uso poco gli approfondimenti e faccio inseririre direttamente nel nodo, in modo tale che si crea una nuova mappa con tutte le informazioni, che pu&ograve; essere stampata e portata all&#39;insegnante come &quot;scaletta&quot; da cui si &egrave; partiti per organizzare il tema. Si consideri anche che spesso per i bambini mostrare anche questi lavori prelimanari &egrave; motivo di orgoglio).<br />
		Mediante la mappa preimpostata&nbsp;si<strong> facilita la scrittura</strong>, in quanto:<br />
		&#8211; <strong>si affronta&nbsp;ogni parte del tema separatamente</strong>, come fossero tanti pezzetti separati<br />
		&#8211; <strong>aiuta ad organizzare e strutturare&nbsp;il discorso</strong>, cosa spesso difficile in un bambino con DSA<br />
		&#8211;&nbsp;d&agrave;&nbsp;un <strong>punto chiaro di partenza e di arrivo</strong><br />
		&#8211; fa <strong>superare l&#39;ansia generata dal foglio bianco</strong><br />
		Questo procedimento pu&ograve; essere fatto anche su carta: si fornisce la mappa e si chiede di riempire, su un foglio&nbsp;a parte,&nbsp;ogni nodo, o come se fosse una vera e propria mappa o scrivendo le informazioni relative ad i vari titoli dei nodi una sotto l&#39;altra, lasciando una riga tra una e l&#39;altra.<br />
		<em>Figura 3. Qui sotto riporto una mappa preimpostata che pu&ograve; essere utlizzata per lo sviluppo di un tema narrativo. La mappa &egrave; presa dal libro &quot;Come leggere la dislessia e i DSA&quot;, di G. Stella e L Grandi e in parte adattata da me (principalmente nei colori&nbsp;e nelle immagini). Cliccare sull&#39;immagine per visualizzarla pi&ugrave; in grande.</em><br />
		<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/10/IL-TEMA-NARRATIVO.jpg" target="_blank"><img alt="IL TEMA  (NARRATIVO)" class="alignnone size-medium wp-image-288" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/10/IL-TEMA-NARRATIVO-300x125.jpg" style="width: 300px; height: 125px; margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" /></a><br />
		<em style="font-size: 13px; line-height: 20.7999992370605px; text-align: justify;">Figura 4. Riporto qui sotto l&#39;esempio di un&#39;iniziale mappa creata da una bambina&nbsp;di 9 anni (inizio classe quarta della scuola primaria), a partire da questa mappa preimpostata. In questo caso la mappa preimpostata &egrave;&nbsp;stata leggermente modificata ad hoc, in quanto si partiva da un esercizio del libro e vi erano gi&agrave; alcune domande, che sono state usate anch&#39;esse come nodi della mappa preimpostata. L&#39;esercizio chiedeva di sviluppare un piccolo testo sulla tematica: &quot;Quella volta l&#39;ho combinata davvero grossa&#8230;&quot;.</em><br />
		<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/10/LE-SCARPE-NUOVE.jpg" target="_blank"><img alt="LE SCARPE NUOVE" class="alignnone size-medium wp-image-291" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/10/LE-SCARPE-NUOVE-300x148.jpg" style="width: 300px; height: 148px; margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" /></a></p>
<p>
			&nbsp;
		</p>
<p>
			&nbsp;
		</p>
<p>
			Analizziamo l&#39;esempio.<br />
			La bambina &egrave; partita dalla mappa preimpostata (figura 3), in questo caso modificata ad hoc insieme a lei (figura 4). Ha iniziato a completare ogni nodo della mappa separatamente, utilizzando le domande-stimolo poste sulle frecce, senza prestare particolare attenzione alla forma. Siamo partite dal primo nodo &quot;CHI?&quot;, proseguendo in senso orario a completare tutti i nodi: questo l&#39;ha aiutata a dare un&#39;organizzazione pi&ugrave; chiara al suo discorso, fornendole anche un punto di partenza e di arrivo.<br />
			E&#39; da notare, inoltre,&nbsp;che l&#39;avere una mappa preimpostata davanti l&#39;ha aiutata molto anche da un punto di vista emotivo, ovvero a superare la cosidetta&nbsp;&quot;ansia del foglio bianco&quot;. La bambina, infatti, appena ero arrivata in casa, mi aveva accolto dicendomi: &quot;Ho un compito di italiano da fare, ma &egrave; troppo difficile, non so cosa scrivere. Non lo faccio perch&egrave;&nbsp;tanto non ci riuscir&ograve; mai!Io queste cose non le so fare e non le riuscir&ograve; mai a fare&quot;.&nbsp;Il suo livello di autostima e la sua&nbsp;sensazione di autoefficacia erano bassissimi. L&#39;ho tranquilizzata un pochino e le ho detto: &quot;Eh s&igrave;, non &egrave; facile, neanche per me lo &egrave;, ma adesso ci proviamo e vedrai che lo farai tutto da sola, verr&agrave; bellissimo e sar&agrave; anche divertente farlo!!&quot;. Appena ha visto la mappa preimpostata e abbiamo iniziato a modificarla insieme sulla base dell&#39;esercizio, le sono incominciate a venire un sacco di idee&nbsp;grazie alle domande stimolo e la mappa l&#39;ha aiutata molto anche nell&#39;organizzazone e strutturazione delle idee stesse.<br />
			Alla fine era contentissima del risultato e mi ha detto: &quot;E&#39; bellissimo vero?E l&#39;ho fatto tutto da sola!Ed &egrave; stato anche facile e anche divertente!!&quot;. L&#39;avere una mappa preimpostata l&#39;ha aiutata a superare l&#39;ansia di non sapere cosa scrivere, da dove incominciare e come strutturare il discorso ed ha aumentato anche molto il suo senso di autoefficacia e la sua autostima.
		</p>
</li>
</ol>
<h2 style="text-align: justify;">
	L&#39;ELABORAZIONE FORMALE DEL TESTO<br />
</h2>
<p style="text-align: justify;">
	Dopo aver creato una mappa con una delle due modalit&agrave; descitte sopra, si passa alla <strong>stesura formale del testo</strong>.<br />
	Si pu&ograve; dividere questo procedimento in<strong> due fasi</strong>.
</p>
<ol>
<li style="text-align: justify;">
		Per prima cosa <strong>si copia e incolla la mappa in un editor di testi</strong>, quale per esempio Word (nel caso si usi SuperMappe per la creazione della mappa ed il bambino possedesse anche SuperQuaderno o altri programmi Anastasis il collegamento &egrave; ancora pi&ugrave; rapido).<br />
		Usando come editor Word, si copia e incolla un nodo alla volta (e, se utile, anche le parole sulle frecce), preferibilmente un pezzetto sotto l&#39;altro, lasciando una riga fra i vari &quot;nodi&quot; copiati.<br />
		Riporto qui sotto questo lavoro fatto per le due mappe prima utilizzate come esempio.<br />
		<em>Figura 5. Riporto l&#39;esempio di questa procedura di copia-incolla per il lavoro riguardante la prima settimana di scuola media, a partire dalla mappa della figura 2. Cliccare sul link sottostante per scaricare il documento e visionarlo.</em><br />
		<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/10/LA-MIA-PRIMA-SETTIMANA-DI-SCUOLA-SECONDARIA-BRUTTA.docx">LA MIA PRIMA SETTIMANA DI SCUOLA SECONDARIA (BRUTTA)</a><br />
		<em>Figura 6.&nbsp;</em><em style="font-size: 13px; line-height: 20.7999992370605px; text-align: justify;">Riporto l&#39;esempio di questa procedura di copia-incolla per il lavoro&nbsp;riguardante: &quot;Quella volta l&#39;ho combinata proprio grossa&#8230;&quot;, a partire dalla mappa della figura 4. Cliccare sul link sottostante per scaricare il documento e visionarlo.</em><br />
		<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/10/LE-SCARPE-NUOVE-BRUTTA.docx">LE SCARPE NUOVE (BRUTTA)</a><br />
		<span style="font-size: 13px; line-height: 20.7999992370605px; text-align: justify;">Come si nota dagli esempi <strong>risulteranno tanti piccoli pezzi di discorso </strong>poco connessi tra loro: l&#39;ultima parte del lavoro sar&agrave; proprio quella di legare le varie parti del testo mediante i connettivi, modificarlo dove opportuno e correggere gli eventuali errori morfologici ed ortografici.</span><br />
		&nbsp;
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		Ci si pu&ograve; ora dedicare alla <strong>stesura definitiva del testo</strong>.<br />
		Si parte dal testo che abbiamo copiato ed incollato e <strong>si legge</strong>, con l&#39;aiuto della sintesi vocale (io di solito uso LEGGIXME, ma va bene qualunque sintesi), <strong>un pezzetto alla volta</strong>. La rilettura aiuta a capire se il discorso pu&ograve; andare bene o non &egrave; connesso e si ragiona insieme al bambino su come e attraverso quali &quot;paroline&quot; (i connettivi) si possono unire le varie parti e se e come si debba modificare lo scritto. Ogni volta che si modifica una parte &egrave; bene rileggerla con la sintesi, per verificare che si abbia costruito un discorso coerente.<br />
		Si utilizzano, a questo punto,&nbsp;tutti gli <strong>strumenti messi a dispozione dal pc</strong>, quali, per esempio, oltre la <strong>sintesi vocale</strong>, il<strong> correttore ortografico</strong> ed il<strong> suggeritore di&nbsp;parole</strong>. Il correttore ortografico pu&ograve; essere molto utile dal punto di vista didattico se, una volta rilevato l&#39;errore,&nbsp;lo si lascia correggere al bambino, anche aiutandosi con le alternative proposte dal suggeritore di parole. E&#39; utile affiancare al correttore ed al suggeritore l&#39;uso della sintesi, facendo ascoltare al bambino la parola che ha scritto e portandolo a riflettere sull&#39;aspetto sonoro della parola (si pu&ograve; ascoltare la parola intera o anche lettera per lettera), ascoltando anche le varie alternative proposte dal suggeritore (che, appunto, &egrave; utile se affiancato da una &quot;lettura con le orecchie&quot;). L&#39;autocorrezione, inoltre,&nbsp; porta ad un&#39;aumento del senso di autoefficacia e quindi all&#39;aumento dell&#39;autostima.<br />
		E&#39; utile <strong>separare</strong> il momento&nbsp;in cui ci si focalizza&nbsp;sulla <strong>strutturazione della frase e del discorso</strong> da&nbsp;quello&nbsp;in cui si analizza&nbsp;la <strong>correttezza delle parole</strong>,&nbsp;altrimenti potrebbe essere troppo dispendioso e faticoso per il bambino. E&#39; consigliabile partire dalla strutturazione logica del discorso ed infine focalizzarsi sulle parole. Lo si pu&ograve; fare per tutto il testo insieme o anche parte per parte.<br />
		E&#39; utile, alla fine, una <strong>rilettura globale</strong>, sia per valutare il contenuto che la forma, morfologica e fonologica.&nbsp;Volendo, per l&#39;aspetto pi&ugrave; strettamente fonologico, si pu&ograve; rileggere anche parola per parola o anche dall&#39;ultima parola alla prima, per sganciarsi del tutto dal contenuto.<br />
		<em>Figura 7. Riporto qui sotto il testo definitivo relativo al<em style="font-size: 13px; line-height: 20.7999992370605px; text-align: justify;">&nbsp;lavoro riguardante la prima settimana di scuola media. Cliccare sul link qui sotto per scaricare il file e visualizzarlo.</em></em><br />
		<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/10/LA-MIA-PRIMA-SETTIMANA-DI-SCUOLA-SECONDARIA-BELLA.doc">LA MIA PRIMA SETTIMANA DI SCUOLA SECONDARIA BELLA</a><br />
		<em style="line-height: 1.6em;"><span style="line-height: 20.7999992370605px;">Figura 8. Riporto qui sotto il testo definitivo</span><em style="line-height: 20.7999992370605px;">&nbsp;riguardante il lavoro: &quot;Quella volta l&#39;ho combinata proprio grossa&#8230;&quot;.&nbsp;</em></em><em style="font-size: 13px; line-height: 20.7999992370605px; text-align: justify;"><em style="line-height: 20.7999992370605px;">Cliccare sul link qui sotto per scaricare il file e visualizzarlo.</em></em><br />
		<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/10/LE-SCARPE-NUOVE-BELLA.docx">LE SCARPE NUOVE BELLA</a>
	</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">
	&nbsp;
</p>
<p style="text-align: justify;">
	In conclusione, questo vuole essere un esempio del <strong>modo in cui si pu&ograve; portare un bambino con DSA (ma non solo!) ad approcciarsi alla scrittura di un tema in una modalit&agrave; pi&ugrave; idonea per lui</strong>, cercando di far fronte alle sue dificolt&agrave;, non eliminandole, ma &quot;compensandole&quot;, <u>in modo tale che scrivere possa diventare un momento di piacere, un momento in cui esprimere agli altri parte di s&egrave; e non solo una fonte di frustrazione.&nbsp;Il&nbsp;bambino potr&agrave;, quindi, incominciare ad avere voglia di scrivere&nbsp;per esprimere s&egrave; stesso,&nbsp;<em>&quot;per piacere a s&egrave; stesso&quot;</em>, come dirrebbe Smith, e non solo perch&egrave; gli &egrave; stato imposto e per far <em>&quot;piacere agli altri&quot;</em>.</u></p>
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		<title>DSA E STILI DI APPRENDIMENTO</title>
		<link>https://www.francescacavaiani.it/2014/08/31/dsa-e-stili-di-apprendimento/</link>
		<comments>https://www.francescacavaiani.it/2014/08/31/dsa-e-stili-di-apprendimento/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 31 Aug 2014 14:53:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Cavaiani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Disturbi Specifici Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[canale cinestesico]]></category>
		<category><![CDATA[canale uditivo]]></category>
		<category><![CDATA[canale visivo-non verbale]]></category>
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		<category><![CDATA[didattica inclusiva]]></category>
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		<description><![CDATA[&#34;Ogni studente suona il suo strumento, non c&#39;&#232; niente da fare. La cosa difficile &#232; conoscere bene i nostri musicisti e trovare l&#39;armonia. Una buona classe non &#232; un reggimento che marcia al passo, &#232; un&#39;orchestra che prova la stessa &#8230; <a href="https://www.francescacavaiani.it/2014/08/31/dsa-e-stili-di-apprendimento/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/emisferi_cervello.jpg"><img alt="emisferi_cervello" class="alignnone size-medium wp-image-236" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/emisferi_cervello-281x300.jpg" style="width: 281px; height: 300px; float: left; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" /></a><em>&quot;Ogni studente suona il suo strumento, non c&#39;&egrave; niente da fare. La cosa difficile &egrave; conoscere bene i nostri musicisti e trovare l&#39;armonia. Una buona classe non &egrave; un reggimento che marcia al passo, &egrave; un&#39;orchestra che prova la stessa sinfonia.&quot; (D. Pennac, 2008)</em>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Le persone <strong>apprendono&nbsp;in modo diverso</strong> uno dall&#39;altro, in base al loro &quot;<em>modo tipico e stabile di percepire, elaborare, immagazzinare e recuperare le informazioni&quot;</em> (Mariani, 2000), cio&egrave; in base al loro <strong>STILE DI APPRENDIMENTO</strong> preferenziale.<br />
	Quindi, per favorire l&#39;apprendimento di ogni bambino, &egrave; importante <strong>conoscere e&nbsp;valorizzare lo stile di apprendimento a lui preferenziale</strong>: un insegnamento che tenga conto dello stile di apprendimento dello studente<strong> facilita il raggiungimento degli obiettivi</strong> educativi e didattici.
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Come alcune ricerche dimostrano, gli studenti con disturbo specifico dell&#39;apprendimento (<strong>DSA</strong>) &nbsp;<strong>presentano stili di apprendimento specifici</strong>, che &egrave; importante <strong style="line-height: 1.6em;">riconoscere </strong><span style="line-height: 1.6em;">per <strong>applicare una didattica</strong> personalizzata efficace <strong>che gli permetta di raggiungere gli obiettivi</strong> di apprendimento con minor fatica: questo non significa agire sulle cause, &quot;eliminare la dislessia&quot;, ma agire sulle conseguenze, facilitare il bambino, usando una didattica che consideri le sue modalit&agrave; di apprendimento, nel rispetto delle normali differenze individuali.</span>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<u>Ma quali sono gli stili di apprendimento preferenziali per un DSA e come fare, nella pratica, a valorizzarli, permettendo al bambino di apprendere?</u><br />
	Vediamolo insieme.
</p>
<p>
	<span id="more-234"></span>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<span style="line-height: 1.6em;">In primis, come si pu&ograve; intuire dalla definizione prima data di stile di apprendimento (Mariani, 2000), lo <strong>stile di apprendimento</strong> tipico di una persona <strong>deriva</strong> sia <strong>da come percepisce l&#39;in</strong></span><span style="line-height: 1.6em;"><strong>formazione</strong>, ovvero</span><span style="line-height: 1.6em;">&nbsp;dai <strong>CANALI SENSORIALI</strong> preferenziali, sia <strong>da come la rielabora&nbsp;cognitivamente</strong>, cio&egrave; dai suoi <strong>STILI COGNITIVI</strong> favoriti.</span>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Vediamo in cosa consistono questi concetti in termini generale e focallizandoci poi sui canali sensoriali e gli stili cognitivi preferiti dai DSA e su come fare a favorirli e a non ostacolarli.
</p>
<h2 style="text-align: justify;">
	CANALI SENSORIALI<br />
</h2>
<p style="text-align: justify;">
	Vari studi (Mariani 1996; 1999; 2000) evidenziano la presenza di <strong>quattro canali sensoriali</strong>&nbsp;mediante i quali l&#39;informazione viene percepita, che portano ad un modo diverso di accedere alle informazioni e quindi a <strong>stili di apprendimento diversi</strong>.<br />
	Essi sono:
</p>
<ul>
<li>
		<strong>visivo-verbale</strong>
	</li>
<li>
		<strong>visivo-non verbale</strong>
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>uditivo</strong>
	</li>
<li>
		<strong><span style="line-height: 1.6em;">cinestesico</span></strong>
	</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
	<em>Qui di seguito uno schema che rappresenta graficamente questi quattro canali.<br />
	Cliccando sull&#39;immagine la si potr&agrave; visulaizzare pi&ugrave; in grande.</em><br />
	IMMAGINE 1<br />
	&nbsp;
</p>
<p>
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/CANALI-SENSORIALI.jpg" target="_blank"><img alt="CANALI SENSORIALI" class="alignnone size-medium wp-image-241" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/CANALI-SENSORIALI-300x182.jpg" style="width: 300px; height: 182px;" /></a>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<strong>Preferire un canale sensoriale</strong> o un altro, come detto, <strong>influisce sullo stile di apprendimento preferenziale</strong> di una persona: per esempio una preferenza per il canale visivo-verbale porter&agrave; ad uno stile di apprendimento basato sulle informazioni scritte. Questo vuol dire che la persona apprender&agrave; meglio facendo dei riassunti del testo, prendendo appunti, leggendo e ripetendo, facendosi elenchi scritti delle cose pi&ugrave; importanti e cos&igrave; via.
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<em>Qui sotto uno schema che rappresenta i quattro canali sensoriali, in relazione alle&nbsp;modalit&agrave; di apprendimento preferenziali e alle metodiche che sono pi&ugrave; idonee per apprendere mediante uno specifico canale (al modo, quindi, che pu&ograve; usare l&#39;insegnante e&nbsp;chi lo aiuta nei compiti per valorizzare l&#39;uso di quel canale&nbsp;e favorire l&#39;apprendimento ad un bambino che lo usa).<br />
	Pi&ugrave; avanti analizzer&ograve; e mi soffermer&ograve;, anche con esempi pratici, su alcune metodiche per favorire l&#39;uso di alcuni di questi canali (quelli favoriti dai bambini&nbsp;con DSA).</em><br />
	<em>Cliccando sull&#39;immagine la si potr&agrave; visualizzare pi&ugrave; in grande.</em><br />
	IMMAGINE 2
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/CANALI-SENSORIALI-E-STILI-APPRENDIMENTO.jpg" target="_blank"><img alt="CANALI SENSORIALI E STILI APPRENDIMENTO" class="alignnone size-medium wp-image-242" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/CANALI-SENSORIALI-E-STILI-APPRENDIMENTO-300x210.jpg" style="width: 300px; height: 210px;" /></a><br />
	&nbsp;
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Ci si pu&ograve; a questo punto chiedere <u>quali sono i canali preferenziali di un bambino con DSA</u>.
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<em>Qui sotto una rappresentazione grafica dei canali preferiti e non da un bambino con DSA.</em><br />
	IMMAGINE 3
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/CANALI-SENSORIALI-E-PREFERENZE-DEI-DSA.jpg" target="_blank"><img alt="CANALI SENSORIALI E PREFERENZE DEI DSA" class="alignnone size-medium wp-image-244" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/CANALI-SENSORIALI-E-PREFERENZE-DEI-DSA-300x153.jpg" style="width: 300px; height: 153px;" /></a>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Gli&nbsp;allievi con DSA incontreranno<strong> pi&ugrave; difficolt&agrave; con il canale visivo-verbale</strong>, basato sulla letto-scrittura, legato, appunto, alla difficolt&agrave; di decodifica&nbsp;dei grafemi (&quot;lettere&quot; scritte). In questo senso <strong>il disturbo condiziona</strong> inconsapevolmete <strong>la scelta dello stile di apprendimento </strong>preferenziale, portando la persona con DSA a prediligere altri stili di apprendimento.<br />
	Sicuramente<strong> lo stile preferenziale</strong>&nbsp;sar&agrave; quello<strong> visivo-non verbale</strong>, in quanto, spesso, le persone con DSA processano molto bene le informazioni che passano da questo canale, essendo questo un loro specifico <strong>punto di forza&nbsp;</strong>(<em>per quanto concerne i punti di forza che spesso si riscontrano in un DSA si veda lo schema riassuntivo riportato sotto</em>).<em> Cliccare sull&#39;immagine per ingrandirla</em>.<br />
	IMMAGINE 4
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/PUNTI-DI-FORZA-DEI-DSA.jpg" target="_blank"><img alt="PUNTI DI FORZA DEI DSA" class="alignnone size-medium wp-image-247" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/PUNTI-DI-FORZA-DEI-DSA-300x253.jpg" style="width: 300px; height: 253px;" /></a><br />
	Inoltre, spesso hanno<strong> buone capacit&agrave; uditive e cinestesiche</strong>, che comunque vanno allenate, come per esempio, per l&#39;ascolto, utilizzando gli audiolibri e la sintesi vocale.
</p>
<p style="text-align: justify;">
	In base a quanto detto, risulta chiaro che gli allievi con DSA <strong>prediligano i canali sensoriali visivo-non verbale, uditivo e cinestesico</strong> e quindi abbiamo <strong>stili di apprendimento basati sulle immagine, sull&#39;ascolto e sull&#39;esperienza pratica</strong>&nbsp;(si veda l&#39;IMMAGINE 2).<br />
	<u>Vediamo ora come pu&ograve; fare l&#39;insegnante e anche chi segue il bambino nei compiti a casa a valorizzare un apprendimento basato sui canali preferenziali</u>: riferiamoci all&#39;IMMAGINE 2 e analizziamone alcuni punti.
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Per&nbsp;favorire uno stile di apprendimento basato sul <strong>CANALE VISIVO-NON VERBALE</strong> &egrave; importante portare il bambino a <strong>riassumere il testo</strong> da studiare <strong>NON</strong> usando <strong>riassunti scritti</strong> o facendo <strong>leggere e ripetere il testo</strong>, <u>ma</u> con <strong>immagini, disegni, grafici e mappe concettuali</strong>.<br />
	In specifico &egrave; importante che le <strong>mappe concettuali </strong>siano<strong> molto grafiche</strong>, poco scritte e <strong>con </strong>riportate le <strong>parole chiave</strong> da ricordare: i bambini con DSA faticano a ricordare i termini specifici e sarano facilitati se essi sono inseriti in mappa, meglio ancora se affiancati da un&#39;immagine&nbsp;che rappresenti il termine. Le immagini sono importanti, perch&egrave; una mappa senza immagini, a colpo d&#39;occhio, &egrave; tutta uguale ed &egrave; difficile recuperare le informazioni richieste; inoltre una mappa non grafica non agevola la memoria visiva ed il canale visivo-non verbale, favorito nei DSA.<br />
	<em>Qui sotto un esempio di mappa di questo tipo, fatta insieme ad una bambina (classe V della&nbsp;scuola primaria). Cliccare sull&#39;immagine per ingrandirla.</em><br />
	IMMAGINE 5
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/I-LAGHI-MIO.jpg" target="_blank"><img alt="I LAGHI MIO" class="alignnone size-medium wp-image-253" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/I-LAGHI-MIO-300x267.jpg" style="width: 300px; height: 267px;" /></a><br />
	Inoltre, &egrave; importante cercare le immagini con il bambino e creare la mappa con lui.&nbsp;Questo perch&egrave; <strong>le immagini scelte devono essere evocative </strong>(cio&egrave; evocare e richiamare un determinato termine) <strong>per quello specifico&nbsp;bambino</strong>: un&#39;immagine che per noi pu&ograve; essere rappresentativa, pu&ograve; non esserlo per il bambino e la mappa non lo aiuter&agrave;&nbsp;nel recupero delle informazioni e nell&#39;esposizione in classe.<br />
	Un esempio reale.&nbsp;<em>Sara (nome di fantasia), 11 anni, quinta elementare. Stavamo facendo una mappa sui deserti ed in specifico stavamo lavorando sul nodo relativo agli animali del deserto. Il libro, tra i vari animali,&nbsp;riportava i roditori. La bambina non conosceva il termine &quot;roditore&quot; (da notare che Sara ha un accesso al lessico molto ridotto, ma, di contro, ha una capacit&agrave; di pensare per immagini sviluppatissima. Inoltre ha una dislessia che le compromette molto la decodifica grafema-fonema: fatica molto a leggere i termini che non conosce, quindi per lei &egrave; necessaria un immagine che sia davvero evocativa). L&#39;idea era, quindi, quella di mettere il termine specifico &quot;roditore&quot; nel nodo insieme ad un&#39;immagine che lo evocava. </em><a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/images.jpg"><img alt="images" class="alignnone size-full wp-image-250" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/images.jpg" style="width: 150px; height: 96px; float: right; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" /></a><em>Abbiamo cercato insieme i roditori caratteristici del deserto e abbiamo trovato un&#39;immagine carina del Gerboa (una specie di topo-canguro che vive nel deserto) (l&#39;immagine &egrave; quella a destra). A mio parere &egrave; un&#39;immagine evocativa e corretta, perch&egrave; si riferisce ad un roditore che effettivamente vive nel deserto, ma alla bambina non faceva venire in mente i roditori ed infatti, nel ripetere la mappa, saltava sempre questi animali. <a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/Mappa2.jpg"><img alt="Mappa2" class="alignnone size-medium wp-image-252" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/Mappa2-300x212.jpg" style="width: 100px; height: 71px; float: left; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" /></a>Le ho detto allora di cercare un&#39;immagine che le ricordasse i roditori e di sceglierla lei: ha scelto un&#39;immagine stilizzata di un topo (quella a sinistra), presente nell&#39;archivio immagini interno a&nbsp;SuperMappe. Sicuramente &egrave; meno precisa e corretta, ma a lei evocava i roditori e riusciva a ripetere correttamente e senza problemi la mappa (da notare che comunque le era chiaro che i roditori del deserto sono diversi dai topi e sapeva anche verbalizzarlo: &quot;sono dei topini ma con le zampe dietro pi&ugrave; lunghe e saltano di pi&ugrave;&quot;).</em>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Per aiutare il bambino nella comprensione del testo e nella strutturazione della mappa si pu&ograve;&nbsp;<strong style="font-size: 13px; text-align: justify;">associare un colore ad ogni categoria di informazioni </strong><strong style="font-size: 13px; text-align: justify;">presente</strong><span style="font-size: 13px; text-align: justify;">&nbsp;nel testo, <strong>sottolineare</strong> <strong>le parti</strong> del testo <strong>relative ad una certa informazione con il colore corrispondente</strong> e riportare le informazioni diverse con <strong>colori diversi anche nella mappa</strong>. Questo rende molto&nbsp;</span><strong style="font-size: 13px; text-align: justify;">pi&ugrave; visivo il processo di studio</strong><span style="font-size: 13px; text-align: justify;">, pi&ugrave; &quot;sganciato&quot; dalla mera informazione portata dalla parola (un&#39;analisi pi&ugrave; approfondita di questa metodica &egrave; presente nell&#39;articolo <a href="http://www.francescacavaiani.it/2014/08/07/dsa-come-studiare-con-efficacia/" target="_blank">DSA: COME STUDIARE CON EFFICACIA</a>).</span>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<span style="font-size: 13px; text-align: justify;">Per favorire un approccio al materiale da studiare che si basi sul canale visivo-non verbale &egrave; fondamentale anche, prima di leggere il testo, <strong>portare il bambino a guardare e a ragionare sugli indici testuali</strong>, cio&egrave; il <strong>titolo</strong>, i <strong>sottotitoli</strong>, le <strong>immagini</strong>, le <strong>didascalie</strong> e le <strong>parole chiave</strong>: sono necessari per aiutare il bambino a capire di cosa parler&agrave; il testo, quali saranno le informazioni importanti e a preattivarlo a cercarle nel testo (per una trattazione pi&ugrave; approfondita sull&#39;uso degl indici testuali si guardi l&#39;articolo <a href="http://www.francescacavaiani.it/2014/08/07/dsa-come-studiare-con-efficacia/" target="_blank">DSA: COME STUDIARE CON EFFICACIA</a>).</span>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<span style="font-size: 13px; text-align: justify;">L&#39;uso del canale visivo-non verbale viene facilitato anche dall<strong>&#39;aiutare il bambino a creare immagini mentali e&nbsp;ad associarle ad un concetto</strong> da imparare: si pu&ograve; creare un&#39;immagine per un concetto o anche immagini complesse, meglio se bizzarre e non convenzionali (si ricordano meglio), che uniscono pi&ugrave; concetti insieme.<br />
	Vediamo un esempio reale di associazione di un&#39;immagine mentale. In questo caso l&#39;&#39;immagine mentale &egrave; stata usata per imparare una regola, non un termine specifico.&nbsp;<em>Sara (nome di fantasia), 11 anni,quinta&nbsp;elementare&nbsp;(&egrave; la stessa bambina dell&#39;esempio precedente). Stavamo facendo un ripasso sugli articoli. La bambina ha la mappa sugli articoli, riesce ad analizzarli, ma fatica a distinguere l&#39;uso di&nbsp;<u>un</u>&nbsp;e di&nbsp;<u>un&#39;</u>. Avevamo associato il colore rosa&nbsp;(femminile) a&nbsp;<u>un&#39;</u> e azzurro (maschile) a&nbsp;<u>un</u>. La aiutava ma faticava ancora un p&ograve;. Le ho fatto due esempi di uso (con disegno): un orso e un&#39;anatra. Lei ha associato le immagini mentali ai due esempi e nello specifico l&#39;ha aiutata l&#39;immagine dell&#39;anatra. Mi ha detto: &quot;adesso &egrave; facile&#8230;Quando le parole sono femmine, come l&#39;anatra, metto l&#39;apostrofo, perch&egrave; l&#39;anatra ha l&#39;ala e l&#39;ala &egrave; l&#39;apostrofo. L&#39;orso, che &egrave; mascho, non ha l&#39;ala e quindi non ci va l&#39;apostrofo&quot;.&nbsp;</em>E&#39; sempre fondamentale che l&#39;associazione, per quanto possiamo aiutarli, venga da loro e non sia imposta.</span>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Per favorire l&#39;uso del <strong>CANALE CINESTESICO</strong> &egrave; importante non dare solo spiegazioni teoriche, ma <strong>utilizzare esempi pratici, concreti, usare materiale</strong> <strong>che il bambino possa vedere, toccare manipolare</strong>, infatti, tra i punti di forza dei DSA vi &egrave; proprio la capacit&agrave; di apprendere pi&ugrave; facilmente tramite esempi pratici ed esperienze.
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Per esempio per capire i concetti astratti di unit&agrave; e decine si pu&ograve; usare <strong>materiale manipolabile</strong>, come&nbsp;i<strong> regoli</strong> e farli usare al bambino: cos&igrave; capir&agrave;, nella pratica, che dieci unit&agrave; (dieci cubetti bianchi) formano una decina (rettangolo arancione). Questo pu&ograve; essere utile anche per imparare e capire il concetto del riporto nell&#39;addizione (cio&egrave;, per esempio, perch&egrave;&nbsp;7+5 fa 2 con il riporto di 1). Un altro strumento utile che pu&ograve; essere usato per capire il concetto di unit&agrave;, decine, centinaia &egrave; l&#39;<strong>abaco</strong> con colonne verticali, che pu&ograve; essere usato anche per fare le addizioni (o anche le sottrazioni, anche se &egrave; un pochino pi&ugrave; complicato, a mio parere), prima di fargliele fare in colonna sul foglio, cosa che risulta pi&ugrave; astratta e molto procedurale (si tenga conto della fatica fatta dai bambini con DSA con le procedure).
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Cosa si intende per<strong> esempi pratici</strong>? <em>Per esempio con Sara (la bambina gi&agrave; nominata precedentemente)&nbsp;stavamo studiando a cosa serve la vista. Per introdurle l&#39;argomento ho preso l&#39;astuccio e le ho detto (tenendolo in mano): &quot;Guardalo..Che cosa mi puoi dire sull&#39;astuccio solo guardandolo?E lei me l&#39;ha descitto: la forma, il colore eccetera. Cos&igrave; l&#39;ho portata a capire che la vista da informazioni, per esempio, sulla forma, sul colore, sulla dimensione degli oggetti, senza fare un mero elenco astratto delle informazioni che d&agrave;. Stessa cosa per il tatto, dandole in mano l&#39;oggetto e facendole chiudere gli occhi.</em><br />
	Un altro esempio: <em>sempre Sara.&nbsp;Stavamo studiando le proteine ed in specifico il fatto che le proteine siano formati da una catena di amminoacidi. Il concetto astratto di catena di amminoacidi non le era per niente chiaro, allora ho preso il mio bracciale,&nbsp;fatto&nbsp;tipo catena, con anelli legati uno all&#39;altro&nbsp;(oltrettutto a lei piaceva tanto quel bracciale e l&#39;idea di usarlo per capire un argomento di studio la stimolava molto e aumentava il suo interesse). L&#39;ho messo sul tavolo e le ho detto che quello era la protina e gli anelli gli amminoacidi. Ha capito con pi&ugrave; facilit&agrave; il concetto astratto di un insieme di &quot;cose&quot; pi&ugrave; piccole unite insieme per formarne una pi&ugrave; grande.</em>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Si possono fare anche<strong> esperimenti pratici</strong> o usare esperimenti che hanno fatto in classe come esempi. Per scienze questo &egrave; pi&ugrave; facile. Per esempio se devo spiegare gli stati della materia (solido e liquido, per esempio), posso prendere un oggetto solido,&nbsp;farglielo toccare e descriverne insieme le&nbsp;caratteristiche. Poi prendo un bicchiere d&#39;acqua e descriviamo insieme le caratteristiche dell&#39;acqua e le differenze con l&#39;oggetto solido.<br />
	Per il passaggio di stato, da liquido a solido, per esempio, si pu&ograve; far creare al bambino i cubetti di ghiaccio&nbsp;a partire dall&#39;acqua e farlo ragionare sul &quot;punto di partenza&quot; (stato liquido) e sulle caratteristiche del &quot;punto di arrivo&quot; (stato solido).<br />
	Di esempi di esperimenti di scienze ce ne sono tanti: &egrave; molto utile per bambini che apprenedono mediante il canale cinestesico (ma non solo a loro, anche agli altri bambini: in questo modo si pu&ograve; far sviluppare questo canale di apprendimento)&nbsp;far fare questi esperimenti anche in classe:<strong> il concetto teorico diventer&agrave; pratico e sar&agrave; ricordato con pi&ugrave; facilit&agrave;</strong>.
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Per quanto riguarda il fare delle pause e pianificarle, cos&igrave; come per l&#39;importanza di far muovere il bambino ogni tanto, si guardi l&#39;articolo<a href="http://www.francescacavaiani.it/2014/08/26/dsa-organizzazione-e-autonomia/" target="_blank"> DSA: ORGANIZZAZIONE E AUTONOMIA</a>, dove questi concetti sono trattati nello specifico.
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Per stimolare l&#39;uso del <strong>CANALE UDITIVO</strong>, &egrave; importante prediligere le <strong>spiegazioni orali</strong> senza troppi riferimenti al testo scritto, stimolare l&#39;utilizzo dei <strong>libri digtali</strong> con l&#39;uso della <strong>sintesi vocale</strong>, l&#39;uso degli <strong>audiolibri</strong> per leggere i libri di narrativa, la <strong>registrazione delle lezioni</strong>, per risentirle a casa e la <strong>registrazione di s&egrave; stesso mentre ripete la lezione</strong>. Questo pu&ograve; essere molto utile per favorire la <strong>capacit&agrave; di autocorrezzione,&nbsp;metacognizione e autoefficacia</strong>: il bambino diventa pi&ugrave; consapevole di cosa sbaglia, di come funziona, di quali sono le cose in cui fa pi&ugrave; fatica e quelle dove riesce bene (i suoi punti di forza, da valorizzare), capisce che riesce, ce la fa anche lui e aumenta la sua senzazione di autoeffcacia e la sua autostima.
</p>
<h2 style="text-align: justify;">
	STILI COGNITIVI<br />
</h2>
<p style="text-align: justify;">
	Gli stili cognitivi sono &quot;<em>la modalit&agrave; di elaborazione dell&#39;informazione che la persona adotta in modo prevalente, che permane nel tempo e si generalizza a compiti diversi&quot;&nbsp;</em>(Boscolo, 1981). Gli <strong>stili cognitivi preferenziali</strong> di una persona&nbsp;<strong>influenzano</strong>, quindi, <strong>le strategie che utilizza nel risolvere un compito</strong> e sono strettamente<strong> legati&nbsp;agli stili di apprendimento</strong> (si veda anche la definizione di stile di apprendimento data all&#39;inizio).<br />
	Una persona utilizzer&agrave; uno stile cognitivo piuttosto che un altro anche in base alle sue caratteristiche personali: per esempio, se ha buone abilit&agrave; visuo-spaziali tender&agrave; ad utilizzre uno stile visuale pittosto che verbale. La<strong> scuola </strong>ha il compito di <strong>promuovere l&#39;utilizzo dei diversi stili cognitivi</strong> (apprendimento plurimo), cos&igrave; che il bambino pu&ograve;, sperimentando varie modalit&agrave; di apprendere, capire qual &egrave; lo stile a lui pi&ugrave; congeniale e usare quindi strategie di apprendimento per lui pi&ugrave; efficaci.
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<u>Vediamo adesso alcuni stili cognitivi</u> (Cornoldi, De Beni e Gruppo MT, 2001), <u>focalizzandoci principalmente sulle dicotomie di maggior interesse negli studenti con DSA, analizzando anche le metodiche che l&#39;insegnate pu&ograve; utilizzare per favorire e non ostacolare il bambino che predilige un determinato stile cognitivo.</u><br />
	<em>Qui di seguito una rappresentazione grafica di alcuni stili cognitivi, le loro caratteristiche generali,&nbsp;le preferenze nei DSA e come, in pratica, favorire l&#39;uso dello stile cognitivo favorito nell&#39;alunno con DSA.<br />
	Non esistono solo le tre dicotomie qui presentate, ma anche quelle tra stile cognitivo sistematico vs intuitivo, impulsivo vs riflessivo, dipendente vs indipendente dal campo (Cornoldi, De Beni e gruppo MT, 2001). Qui ho preferito trattare pi&ugrave; approfonditamente gli stili cognitivi per cui esiste una chiara preferenza nel bambino con DSA, non essendo il mio obiettivo di questo articolo una trattazione globale e teorica su tutti gli stili cognitivi esistenti.<br />
	Cliccare sull&#39;immagine per vederla pi&ugrave; in grande.</em><br />
	IMMAGINE 6
</p>
<p>
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/STILI-COGNITIVI-E-DSA.jpg" target="_blank"><img alt="STILI COGNITIVI E DSA" class="alignnone size-medium wp-image-260" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/STILI-COGNITIVI-E-DSA-300x179.jpg" style="width: 300px; height: 179px;" /></a>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	In primis, lo <strong>studente con DSA </strong>tende ad avere uno <strong>stile cognitivo</strong> <strong>GLOBALE </strong>piuttosto che analitico, ovvero tende ad <strong>evidenziare l&#39;aspetto generale</strong> dell&#39;argomento, a<strong> farsi un&#39;idea d&#39;insieme</strong>, a<strong> fare associazioni</strong> fra pi&ugrave; concetti, a <strong>ragionare</strong>, quindi,<strong> in parallelo </strong>e non in serie. Questo, infatti, si lega a quelli che sono i punti di forza dei&nbsp;bambini&nbsp;con DSA (IMMAGINE 4), che, appunto, riescono facilmente a crearsi una visione globale dell&#39;argomento e fanno pi&ugrave; fatica ad analizzare le informazione una a una in serie ed a cogliere i nessi causali. E&#39; bene, quindi, <strong>spiegare dando un&#39;idea generale dell&#39;argomento</strong>, a partire dalle idee fondamentali e portanti e <strong>non segmentarlo</strong> in parti (si guardi l&#39;IMMAGINE 6 per una spiegazione pi&ugrave; dettagliata di quali metodologie mettere in atto per aiutare un bambino con stile di apprendimento globale). Si pu&ograve; portare il bambino a <strong>svilupparsi un&#39;idea &quot;grafica&quot; dell&#39;argomento</strong>, una sorta di <strong>immagine dell&#39;argomento con tutte le sue relazioni</strong>: una sorta di mappa prelimiare, cosa che lo aiuta a <strong>cogliere l&#39;argomento come un insieme</strong> e non come formato da parti separate (si guardi anche l&#39;articolo<a href="http://www.francescacavaiani.it/2014/08/07/dsa-come-studiare-con-efficacia/"> DSA: COME STUDIARE COME EFFICIA</a>, dove questo concetto era stato trattato). In questo modo, inoltre, si fa leva sul canale visivo-non verbale, molto sviluppato nei bambini con DSA. Il pensiero globale, infatti, &egrave; spesso legato ad uno <strong>stile cognitivo</strong> <strong>VISUALE </strong>pittosto che verbale (IMMAGINE 6) (Krupska e Klein, 1995; Morgan e Klein, 2000).<br />
	Si veda l&#39;IMMAGINE 6 per una spiegazione dettagliata di come favorire questo stile cognitivo e si faccia anche riferimento a quanto detto sopra per favorire il canale visivo-non verbale.
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Infine, alcune ricerche avvallano l&#39;ipotesi che i bambini con DSA abbiano <strong>uno stile cognitivo DIVERGENTE</strong> pi&ugrave; sviluppato della popolazione normativa (Grenci, Amodio, Bandello, 2007), che li portebbe (si vedano anche i punti di forza, IMMAGINE 4) ad essere <strong>creativi, siluppare facilmente nuove idee e soluzioni, trovare nessi e connessioni inusuali, approccaiare le materie scolastiche in modo nuovo, vedere le cose da varie prospettive</strong>.<br />
	E&#39; importante <strong>avvallare</strong> e non ostacolare <strong>questo modo di approcciare l&#39;apprendimento</strong>, per esempio (si veda l&#39;IMMAGINE 6 per una spiegazione pi&ugrave; approfondita) <strong>stimolando</strong>&nbsp;il suo <strong>uso spontaneo di associazioni</strong>, anche con materiale ed esperienze non scolastiche, favorendo la<strong> creativit&agrave;</strong>,&nbsp;il <strong>ragionamento</strong> e l&#39;uso di esso per risolvere i problemi e <strong>non </strong>facendogli applicare <strong>procedure routinarie e mnemoniche</strong> (anche per la difficolt&agrave;&nbsp;che il DSA ha con l&#39;uso standardizzato delle procedure), <strong>evitare lo studio mnemonico</strong>, ma favorire la comprensione, le associazioni e la rieloborazione da parte del bambino.<br />
	Ecco un esempio dell&#39;uso di associazioni spontanee, inusuali e anche con materiale non scolastico (con anche l&#39;uso del canale visivo-non verbale e del pensiero visuale). <em>Michele (nome di fantasia) (&egrave; lo stesso bambino del mio precedente articolo), 12 anni, prima media. Stavamo studiando l&#39;Italia e le isole maggiori (Sicilia e Sardegna) che fanno parte dell&#39;Italia. Non riusciva a ricordarsi da un punto di vista di mero elenco che la Sicilia e la Sardegna fanno parte dell&#39;Italia e la Corsica no. Poi ad un certo punto guarda bene la cartina, mi guarda e mi dice: &quot;ah, adesso ho capito&#8230;e&#39; come quando si gioca a calcio e si tira&nbsp;un rigore!!!&quot;. Per favorire l&#39;associazione, la sua creativit&agrave; e dargli un feedback di autoefficacia e bravura&nbsp;(e sinceramente anche perch&egrave; non avevo capito cosa intendesse) gli ho chiesto spiegazioni: &quot;Ma che bella idea! Spiegami cosa intendi, cos&igrave; capisco anch&#39;io!&quot;. E lui mi fa: &quot;L&#39;Italia &egrave; il piede che tira, la Sicilia il dischetto del rigore e la Sardegna &egrave; la palla che &egrave; stata tirata. La Corsica non pu&ograve; far parte dell&#39;Italia, perch&egrave; &egrave; la porta degli avversari.</em>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	&nbsp;
</p>
<p style="text-align: justify;">
	In conclusione si pu&ograve; dire che i<strong> bambini con DSA</strong> tendono ad avere <strong>stili di apprendimento visuali, uditivi, cinestesici, di tipo globale e principalmente creativi e divergenti</strong>. Ovviamente &egrave;, per&ograve;, <strong>molto importate non generalizzare</strong>: bisogna proporre stimoli diversi al bambino per capire cosa lo facilita e cosa no, bisogna imparare a consocere lui e le sue caratteristiche, seguendo gli input e gli stimoli che lui ci da, senza obbligarlo ad imparare nel modo preferito da noi. <u>I bambini sono tutti diversi, non sono un esercito di soldatini che seguono i nostri ordini marciando al passo, ma, riprendendo Pennac, sono un&#39;orchestra, bella da sentire proprio perch&egrave; composta da strumenti diversi che suonano insieme la stessa melodia, melodia che probabilmente non sarebbe altrettanto bella se suonata dallo stesso strumento!</u>
</p>
<h2 style="text-align: justify;">
	<br />
	&nbsp;<br />
</h2>
<p style="text-align: justify;">
	&nbsp;
</p>
<p>
	&nbsp;
</p>
<p style="text-align: justify;">
	&nbsp;
</p>
<p style="text-align: justify;">
	&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>DSA: ORGANIZZAZIONE E AUTONOMIA</title>
		<link>https://www.francescacavaiani.it/2014/08/26/dsa-organizzazione-e-autonomia/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Aug 2014 14:05:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Cavaiani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Disturbi Specifici Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia]]></category>
		<category><![CDATA[dislessia]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi specifici dell'apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[dsa]]></category>
		<category><![CDATA[metacognizione]]></category>
		<category><![CDATA[metodo di studio]]></category>
		<category><![CDATA[organizzazione dello studio]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Aiutare il bambino nelle difficolt&#224;, ma, allo stesso tempo, accompagnarlo&#160;all&#39;autonomia,&#160;&#232;&#160;come far volare un aquilone: all&#8217;inizio bisogna correre forte&#160;tenendolo ben stretto nella mano, in alto tanto quanto il nostro&#160;braccio ci consente, finch&#232; l&#8217;aria comincia a sollevarlo. Solo&#160;adesso si pu&#242;&#160;mollare la presa, &#8230; <a href="https://www.francescacavaiani.it/2014/08/26/dsa-organizzazione-e-autonomia/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/disordine-1.png"><img alt="disordine 1" class="alignnone size-full wp-image-213" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/disordine-1.png" style="width: 200px; height: 161px; float: left; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" /></a><em>&ldquo;Aiutare il bambino nelle difficolt&agrave;, ma, allo stesso tempo, accompagnarlo&nbsp;all&#39;autonomia,&nbsp;&egrave;&nbsp;come far volare un aquilone: all&rsquo;inizio bisogna correre forte&nbsp;tenendolo ben stretto nella mano, in alto tanto quanto il nostro&nbsp;braccio ci consente, finch&egrave; l&rsquo;aria comincia a sollevarlo. Solo&nbsp;adesso si pu&ograve;&nbsp;mollare la presa, ma &egrave; importante continuare a&nbsp;correre mantenendo il filo corto. Questo &egrave; il momento pi&ugrave;&nbsp;difficile e faticoso ed &egrave; quello determinante per la riuscita del&nbsp;volo. Quando l&rsquo;aquilone ha&nbsp;preso quota, lo si affida alla forza del&nbsp;vento perch&eacute; lo sostenga. Ora non &egrave; pi&ugrave; necessario correre&nbsp;con&nbsp;lui. Bisogna solo allungare il filo, piano piano, controllando&nbsp;sempre che non perda quota.<br />
	L&rsquo;aquilone andr&agrave; sempre pi&ugrave; in alto e, col naso all&rsquo;ins&ugrave;, lo si potr&agrave;&nbsp;ammirare, austero, luccicare al sole.&quot;</em>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Spesso i ragazzi con Disturbi Specifici dell&#39;Apprendimento (DSA) hanno <strong>difficolt&agrave; di organizzazione e di pianificazione</strong>, sia del <strong>tempo</strong> che del <strong>materiale</strong> (scolastico e non). In termini pratici capiter&agrave; non di rado che&nbsp;si dimentichino di scrivere i compiti, li scrivano sul giorno sbagliato, non portino tutto il materiale necessario a scuola, si apprestino a fare i compiti senza il quaderno o la penna o il libro o le mappe, non riescano ad organizzare i tempi di studio delle varie materie in autonomia e cos&igrave; via.<br />
	<u>Come fare per aiutarli ad organizzarsi</u>, senza per&ograve; sostituirsi a loro (deleterio per l&#39;autonomia e l&#39;autostima) <u>ed accompagnarli&nbsp;piano piano verso l&#39;autonomia</u>, aumentando cos&igrave; anche il loro senso di autoefficacia?<br />
	Vediamolo insieme.
</p>
<p>
	<span id="more-211"></span>
</p>
<h2 style="text-align: justify;">
	ORGANIZZAZIONE DEL MATERIALE<br />
</h2>
<h3>
	DIARIO<br />
</h3>
<p>
	<strong>Il tipo di diario</strong> che si sceglie <strong>&egrave; importante</strong>. Dovrebbe essere:
</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>abbastanza grande</strong>, cosicch&egrave;&nbsp;il bambino abbia spazio per scrivere i compiti
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		con<strong> pochi disegni &nbsp;e scritte</strong> nelle pagine, che tolgono spazio per la scrittura dei compiti
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		con <strong>i giorni scritti sulle pagine</strong>, cio&egrave; con indicata la data gi&agrave; corrispondente al giorno della settimana. I bambini con DSA hanno difficolt&agrave; nel ricordare le sequenze, quindi anche i giorni della settimana: un diario con i giorni da segnare in corrispondenza della data li metterebbe in difficolt&agrave;, infatti&nbsp;potrebbero fare errori nel segnare il giorno e quindi anche i compiti
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		con <strong>cordino</strong>, che li aiuti&nbsp;ad identificare pi&ugrave; facilmente il giorno ed il mese
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		con le singole pagine divise, cos&igrave; da avere degli<strong> spazi gi&agrave; predisposti</strong> dove scrivere le singole materie, gli esercizi e le pagine da studiare
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		con <strong>mesi di colori diversi</strong>, cos&igrave; da identificarli pi&ugrave; facilmente. I bambini con DSA, avendo difficolt&agrave; con tutto ci&ograve; che ha caratteristiche di sequenzialit&agrave;, faticano nel ricordare la sequanza dei mesi.
	</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
	Un buon esempio di diario&nbsp;che ha tutte queste caratteristiche, &egrave;, a mio parere, il &quot;Diario Easy&quot;, edizione Fabbrica dei Segni, costo circa 18 euro. Lo potete trovare a questo link:<br />
	<a href="http://fabbricadeisegni.it/index.php?id_product=111&amp;controller=product" target="_blank">http://fabbricadeisegni.it/index.php?id_product=111&amp;controller=product</a>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Inoltre &egrave; importante che l<strong>&#39;orario settimanale sia molto chiaro</strong>, meglio se<strong> figurato</strong>, cio&egrave; accostando un&#39;immagine di &quot;riconoscimento&quot; ad ogni singola materia e&nbsp;creato insieme al bambino, cos&igrave; da renderlo facilmente comprensibile a lui, in base alle sue caratteristiche e preferenze.<br />
	<em>Ecco un esempio creato da me (&egrave; solo a titolo esemplificativo). Cliccando sull&#39;immagine la&nbsp;si potr&agrave; visualizzare pi&ugrave; in grande.</em>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/ORARIO-SCUOLA.jpg" target="_blank"><img alt="ORARIO SCUOLA" class="alignnone size-medium wp-image-217" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/ORARIO-SCUOLA-247x300.jpg" style="width: 247px; height: 300px;" /></a>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	A questo si pu&ograve; accostare un <strong>elenco</strong>, diviso per materia (magari usando la stessa immagine usata sull&#39;orario per la singola materia)&nbsp;<strong>dei materiali</strong> che servono, in generale,&nbsp;per quella materia e attaccare entrambi all&#39;inizio del diario.
</p>
<h3 style="text-align: justify;">
	QUADERNI, LIBRI E MAPPE<br />
</h3>
<p style="text-align: justify;">
	Per aiutare nel riconoscimento di quaderni e libri, &egrave; consigliabile usare delle<strong> copertine colorate</strong>, un colore per materia, magari utilizzando lo stesso colore per i libri e i quaderni della stessa materia e delle <strong>etichette </strong>con il nome della materia/titolo del libro.<br />
	E&#39; meglio porre in librerie separate quaderni e libri, per evitare confusione.<br />
	<span style="line-height: 1.6em;">Per quanto riguarda gli strumenti compensativi cartacei, ovvero, per esempio, formulari e&nbsp;</span><span style="line-height: 1.6em;">mappe, &egrave; consigliabile riporli in quaderni ad anelli (raccoglitori) o a listino. A mio parere, sarebbe meglio avere un raccoglitore per materia, magari dello stesso colore delle copertine di libri/quaderni di quella materia, cos&igrave; il ragazzo &egrave; facilitato sia nel portarlo a scuola il gorno di quella specifica materia (colore), sia nella ricerca delle mappe. Si pu&ograve; anche tenere un raccoglitore unico con divisori colorati per le varie materie: diminuisce il peso e la quantit&agrave; di cose</span><span style="line-height: 1.6em;">&nbsp;da portare a scuola, ma potrebbe risultare difficoltosa la ricerca delle mappe idonee per una certa interrogazione/verifica. La scelta dipende molto dalle caratteristiche e dall&#39;et&agrave; del bambino.</span>
</p>
<h2 style="text-align: justify;">
	<span style="line-height: 31.200000762939453px;">ORGANIZZAZIONE DELLA SETTIMANA</span><br />
</h2>
<p style="text-align: justify;">
	Per aiutare il bambino ad organizzare bene il proprio pomeriggio, inteso come attivit&agrave; scolastiche ed extrascolastiche, si pu&ograve; definire insieme al bambino il momento dedicato allo studio, ovvero creare un <strong>programma settimanale</strong>, dove sono segnate tutte le attivit&agrave; del bambino.<br />
	Nel programma saranno segnate le attivit&agrave; ricreative e di svago, lo sport, ma anche i momenti da dedicare allo studio (da dedicidere con il bambino), in modo <strong>fissare il numero di ore da dedicare allo studio tutti i giorni</strong>, <strong>alternandole</strong> in maniera coerente <strong>con le attivit&agrave; extrascolastiche</strong> e cercando di mettere <strong>tutti i giorni qualche ora dedicata ai compiti</strong>. In questo modo si porta il bambino ad <strong>avere degli impegni, a rispettarli e&nbsp;si evita la frammentariet&agrave;</strong>.<br />
	E&#39; bene che il programma sia<strong> realistico</strong> e tenga conto di possibili imprevisti, altrimenti si rischia di sovraccaricare il bambino che non riuscir&agrave; a far fronte a tutti gli impegni e questo andr&agrave; a discapito della sua autostima.<br />
	Il programma, ovviamente, &egrave; <strong>variabile</strong>: verr&agrave; fatto settimanalmente, alcuni impegni resteranno i medesimi (per esempio gli sport), ma potranno esserci impegni nuovi (per esempio qualche festa di compleanno), che porter&agrave; alcune modifiche nell&#39;organizzazione (per esempio qualche ora di studio in meno il giorno della festa, ma magari un&#39;ora di studio in pi&ugrave; il giorno precedente).<br />
	Il programma settimale va posto ben in vista.<br />
	Questo lavoro non<strong> va fatto</strong> senza il bambino, ma <strong>CON LUI&nbsp;</strong>e portarlo a farlo in autonomia: questo aumenta la sua capacit&agrave; di organizzazione, la sua autonomia, la sua capacit&agrave; di metacognizione, ovvero di ragionare su di s&egrave; e sul suo funzionamento e di fare un piano che ne tenga conto (per esempio lo pu&ograve; portare a capire che lui non riesce a studiare di sera dopo due ore di calcio, ma &egrave; meglio fare i compiti prima dello sport oppure a capire che non riesce a studiare due ore di fila senza pause, ma necessita di una pausa pi&ugrave; o meno lunga) ed anche il&nbsp;senso di autoefficacia e la sua autostima (il fare da solo un piano e portarlo a termine lo aiuta a capire che riesce anche lui ed &egrave; bravo).
</p>
<p>
	<em>Qui sotto riporto, a titolo esemplificativo, un programma settimanale (non &egrave; reale, funge da esempio). Qui non sono considerati i sabati e le domeniche: nel planning reale &egrave; meglio metterli (dipende poi dall&#39;et&agrave; del bambino, dalla mole di studio e dai suoi impegni). Qui non ho segnato le varie materie, ma &quot;studio&quot; in termini generali: volendo, almeno per compiti gi&agrave; dati tempo prima o verifiche gi&agrave; programmate, si pu&ograve; gi&agrave; indicativamente segnare che materie si vogliono studiare ed in che giorno (&egrave; un passo ulteriore, molto utile). Cliccando sull&#39;immagine la&nbsp;si potr&agrave; visualizzare pi&ugrave; in grande.</em>
</p>
<p>
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/ORGANIZZAZIONE-SETTIMANA1.jpg" target="_blank"><img alt="ORGANIZZAZIONE SETTIMANA" class="alignnone size-medium wp-image-222" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/ORGANIZZAZIONE-SETTIMANA1-262x300.jpg" style="width: 262px; height: 300px;" />​</a>
</p>
<h2>
	ORGANIZZAZIONE DELLO STUDIO GIORNALIERO<br />
</h2>
<p style="text-align: justify;">
	Pu&ograve; essere molto utile<strong> pianificare</strong>, oltre che la settimana in termini generali, anche<strong> le ore di studio giornaliere</strong>.
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<em>Di seguito una esempio di &quot;tabella di pianificazione&quot; giornaliera che si pu&ograve; compilare&nbsp;con il bambino (e con il tempo lo si porter&agrave; a farlo da solo) prima dell&#39;inizio dello svolgimento dei compiti. E&#39; stata creata da me prendendo spunto dal libro &quot;Come Leggere la dilessia e i DSA&quot; (Stella G., Grandi L.; Giunti Scuola).&nbsp;(Per visualizzarla in grande cliccare sull&#39;immagine).</em>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/STUDIO.jpg" target="_blank"><img alt="STUDIO" class="alignnone size-medium wp-image-226" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/STUDIO-300x133.jpg" style="width: 300px; height: 133px;" /></a>
</p>
<p>
	Analizziamola meglio, almeno i punti pi&ugrave; salienti.
</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>DOVE</strong>. In primo luogo &egrave; importante che il ragazzo scelga <strong>un luogo idoneo per lo studio</strong>, possibilmente <strong>dedicato</strong> e con <strong>meno distrazioni possibili</strong>. La scelta del luogo &egrave; <strong>importante nella strada verso lo sviluppo dell&#39;autonomia e della metacognizione</strong>, infatti il ragazzo imparar&agrave; a conoscersi, a capire dove preferisce studiare, dove, quindi, riesce a concentrarsi di pi&ugrave;, con meno distrazioni e con tutti i materiali vicini e a portata di mano.<br />
		Io, personalmente, <strong>non osteggio la scelta di un determinato luogo</strong>:&nbsp;certo, inizialmente d&ograve;&nbsp;dei consigli (per esempio, meglio evitare luoghi molto rumorosi, con il fratellino che guarda la televisione e&nbsp;la mamma che prepara da mangiare!!) e dei suggerimenti, lo aiuto a capire cosa sarebbe meglio fare, ma faccio scegliere a lui, in modo tale che piano piano impari a conoscere meglio le sue esigenze, senza vedere la scelta del luogo come un&#39;imposizione.<br />
		Esempio reale: <em>Carlo (nome di fantasia), 8 anni, terza elementare. Insiste affinch&egrave; il gatto stia nella sua cameretta mentre facciamo i compiti e, quando la&nbsp;mamma lo porta nell&#39;altra stanza continua a distrarsi, a guardare la porta da dove &egrave; uscito il gatto e a chiedermi: &quot;Quando posso andare ad accarezzare Romeo?Non &egrave; che Romeo si sente solo di l&agrave;?&nbsp;Lo portiamo di qua?A me non da fastidio&quot;. Decido di far rientrare il gatto (cucciolo che non stava fermo un minuto). Alla quinta volta che Romeo saltava sulla scrivania rovesciando tutti i pennereli e macchiando il quaderno, il bambino prende il gatto da solo, lo porta fuori e mi dice:&quot;Cos&igrave; non riuscivo a studiare&quot;. Da l&igrave; in poi&nbsp;non ha pi&ugrave; perso la concentrazione. Ha capito le condizioni idonee per lui, senza prenderla come un&#39;imposizione.</em><br />
		Inoltre, &egrave; importante fare una considerazione sulle &quot;distrazioni&quot;: <strong>non sempre il muoversi o scarabocchiare sono distrazioni</strong>. Alcune persone hanno bisogno di tenere occupati due canali sensoriali per rimanere concentrati, quindi il bambino non va osteggiato, ma, magari, va aiutato a cercare una modalit&agrave; accettabile per attuare la sua metodica di apprendimento.<br />
		Esempio reale: <em>Michele (nome di fantasia), 12&nbsp;anni, prima media. E&#39; un bambino che difficilmente riesce a stare fermo mentre studia. Se gli si impone di farlo perde totalmente la concentrazione. Stavamo ripassando (con le mappe fatte in precedenza) geografia per l&#39;interrogazione. Continuava a lanciare una piccola palla da baseball e la riprendeva al volo, sfiorando il lampadario e vari soprammobili per pi&ugrave; volte. Lui comunque, nel mentre, rispondeva correttamente a tutte le domande usando le mappe in autonomia, scegliendo quella giusta per la domanda. Cosa fare? Impedigli di muoversi voleva dire perdere la sua attenzione, ma continuare a lanciare la palla cos&igrave; non era il massimo per l&#39;integrit&agrave; della casa. Ho proposto un gioco: stavamo a piccola distanza, in modo tale da essere lontani da soprammobili vari e da far s&igrave; che comunque lui fosse comodo per usare le mappe. Io gli lanciavo la palla e gli facevo una domanda, lui me la rilanciava dandomi la risposta e cos&igrave; via. Inoltre, su suggerimento suo, una volta la domanda la facevo io a lui e una volta lui a me (sempre con lanci della palla). Questo pu&ograve; essere utile per stimolare una maggiore comprensione della strutturazione della mappa: potevo valutare se aveva ben compreso la funzione delle parole/domande stimolo sulle frecce e la loro utilit&agrave; a funzionare da incipit per un discorso. In conclusione, interrogazione=8</em>.
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>PER QUANTO TEMPO</strong>. Lo <strong>stabilire un&#39;ora d&#39;inizio e fine</strong> &egrave; utile, come gi&agrave; visto per l&#39;organizzazione settimanale, per aiutare il bambino ad <strong>organizzarsi in autonomia il suo tempo</strong> in modo realistico e proficuo e anche <strong>per dargli un obiettivo</strong> (deve essere realizzabile!!).<br />
		Le <strong>pause</strong> sono importanti per fargli riprendere la concentrazione e farlo riposare. Il <strong>programmarle prima</strong> lo aiuta a <strong>prendere coscienza di s&egrave; stesso e delle proprie capacit&agrave; e anche necessit&agrave;</strong>, il tutto per portarlo a <strong>regolarsi autonomamente</strong>. Due esempi estremi: se pianifica una pausa ogni 5 minuti, inizialmente lo si pu&ograve; lasciar fare (poi dipende dai casi, dalle caratteristiche del bambino e dall&#39;et&agrave;) e alla terza pausa sar&agrave; lui autonomamente che tender&agrave; a non farla perch&egrave; non ne ha bisogno e quindi lo si pu&ograve; portare a ragionare sul fatto che forse ne ha pianificate troppe e che a lui cos&igrave; tante non servono (metacognizione). All&#39;opposto se non mette pause o la pianifica dopo 1 ora e 30/ 2 di lavoro lo si lascia fare e si vedr&agrave; che spesso sar&agrave; lui dopo 45 minuti -1 ora a chiedere una piccola pausa: anche in questo caso lo si pu&ograve; portare a ragionare sulle sue necessit&agrave; (metacognizione).<br />
		Un discorso analogo vale per la<strong> lunghezza delle pause</strong>.
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>ORGANIZZAZIONE DELLE MATERIE</strong>. E&#39; molto utile stabilire, prima di iniziare, in base al singolo bambino, l<strong>&#39;ordine delle materie da svolgere</strong> (&egrave; consigliabile andare a &quot;scalare&quot;, partendo dalle pi&ugrave; lunghe e pesanti o anche alternare materie pi&ugrave; lunghe/pesanti ad altre pi&ugrave; sempilci/brevi. Dipende dal bambino): all&#39;inizio lo si pu&ograve; aiutare e consigliare, ma piano piano <strong>lo si deve portare ad organizzare l&#39;ordine autonomamente</strong>, man mano aumenta la sua capacit&agrave; di metacognizione, cio&egrave; piano piano capir&agrave; cosa &egrave; pi&ugrave; lungo e difficile per lui e quando &egrave; meglio farlo.<br />
		Per ogni materia lo si porta a ragionare su <strong>che compiti</strong> ha da fare e <strong>che materiale serve</strong>, cos&igrave; da prepararlo in anticipo (strumenti compensativi inclusi): questo, oltre che <strong>ottimizzare i tempi</strong> e risparmiare spreco inutile di energie con strument sbagliati, lo porta a <strong>diventare autonomo</strong>, anche in classe, <strong>nella scelta delle strategie </strong>migliori (materiali e strumenti compresi) per la soluzione di un certo compito.<br />
		In ultimo, ma non meno importante, gli si pu&ograve; far fare una <strong>stima approssimativa del tempo che pensa di utilizzare per ogni materia</strong> (in base a quello che deve fare). Dopo avere svolto il compito si fa scrivere al bambino il tempo effettivamente impiegato.<br />
		Il confronto pu&ograve; essere utile per vari motivi. Nel caso di una sottostima del tempo il bambino sar&agrave; portato a riflettere su stesso e le sue caratteristiche, cos&igrave; come su quelle del compito (metacognizione): questo lo porter&agrave; a pianificare meglio il suo tempo e ad usare &quot;metodologie&quot; pi&ugrave; idonee per affrontare un certo compito. Nel caso di una sovrastima del tempo necessario vi sar&agrave; sempre un aumento della metacognizione e sar&agrave; anche di aiuto per la crescita dell&#39;autostima personale.
	</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
	E&#39; utile <strong>compilare la tabella in modo scritto </strong>(a computer o manulamente) con il bambino: cos&igrave; gli eventuali problemi di pianificazione (luogo o tempi stimati per materia, per esempio)&nbsp;gli saranno pi&ugrave; evidenti e sar&agrave; pi&ugrave; facile discuterne.
</p>
<p style="text-align: justify;">
	&nbsp;
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Questi vogliono essere dei semplici suggerimenti per aiutare il bambino a <u>migliorare la propria capacit&agrave; di organizzazione e pianificazione dello studio, cosa fondamentale nel processo verso l&#39;autonomia, processo di cui &egrave; il bambino il protagonista: l&#39;adulto lo aiuta e lo indirizza facendogli sperimentare vari metodi e strategie</u> (intendendo anche luoghi, tempi, odine delle materie eccetera), <u>ma sar&agrave; lui che conoscendosi sempre di pi&ugrave; riuscir&agrave; a scegliere quelle pi&ugrave; idonee a s&egrave;&nbsp;e a diventare autonomo nell&#39;apprendimento e nello studio, proprio come l&#39;aquilone della citazione iniziale, che, alla fine, vola alto nel cielo</u>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>DSA: COME STUDIARE CON EFFICACIA!</title>
		<link>https://www.francescacavaiani.it/2014/08/07/dsa-come-studiare-con-efficacia/</link>
		<comments>https://www.francescacavaiani.it/2014/08/07/dsa-come-studiare-con-efficacia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Aug 2014 16:29:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Cavaiani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Disturbi Specifici Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[comprensione del testo]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi specifici dell'apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[dsa]]></category>
		<category><![CDATA[mappe concettuali]]></category>
		<category><![CDATA[metodo di studio]]></category>

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		<description><![CDATA[&#34;Se non riesco ad imparare nel modo in cui insegni&#8230; Potresti insegnare nel modo in cui imparo?&#34; Il bambino&#160;con Disturbo&#160;Specifico&#160;dell&#39;Apprendimento (DSA) non pu&#242;&#160;permettersi di adottare il metodo di studio pi&#249; diffuso tra i coetanei, ovvero leggere&#160;il testo e ripetere pi&#249; &#8230; <a href="https://www.francescacavaiani.it/2014/08/07/dsa-come-studiare-con-efficacia/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/immagine-per-articolo.jpg"><img alt="immagine per articolo" class="alignnone size-medium wp-image-195" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/immagine-per-articolo-300x168.jpg" style="margin: 5px; width: 300px; height: 168px; float: left;" /></a>
</p>
<p>
	<em style="text-align: justify; line-height: 1.6em;">&quot;Se non riesco ad imparare nel modo in cui insegni&#8230;</em><br />
	<em style="text-align: justify; line-height: 1.6em;">Potresti insegnare nel modo in cui imparo?&quot;</em>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Il bambino&nbsp;con Disturbo&nbsp;Specifico&nbsp;dell&#39;Apprendimento (DSA) <strong>non</strong> <strong>pu&ograve;</strong>&nbsp;permettersi di adottare il metodo di studio pi&ugrave; diffuso tra i coetanei, ovvero <strong>leggere&nbsp;il testo e ripetere</strong> pi&ugrave; volte. Infatti, le difficolt&agrave; di decodifica dei grafemi (le &quot;lettere&quot; scritte) gli <strong>rallenterebbe</strong> notevolmente i tempi, lo <strong>affaticherebbe</strong> e avrebbe anche un&#39;<strong>influenza negativa sulla comprensione </strong>del significato del testo, in quanto la maggior parte delle sue risorse attentive sono focalizzate sul&nbsp;processo di decodifica stesso.
</p>
<p>
	<span id="more-194"></span>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Inoltre, il <strong>classico metodo di studio</strong> si fonda su uno <strong>stile di apprendimento</strong> principalmente basato sul canale<strong> visivo-verbale</strong> (ovvero le parole scritte), che <strong>non &egrave; il canale preferenziale</strong> per uno studente con <strong>DSA</strong>, che predilige il canale uditivo, cinestesico (l&#39;esperienza pratica) e soprattutto quello visivo non verbale (immagini, mappe&#8230;).<br />
	Leggere e ripetere un testo presuppone&nbsp;uno stile di <strong>apprendimento sequenziale</strong>, sviluppando nessi di causa-effetto fra le varie parti del testo: il bambino con<strong> DSA</strong>, tendenzialmente, invece, ha uno <strong>stile di apprendimento globale</strong>, tende ad avere una visione d&#39;insieme&nbsp;e a sviluppare associazioni simultanee tra concetti.<br />
	Per queste ed altre ragioni, meglio approfondite nel sottocapitolo relativo alle mappe&nbsp;dell&#39;articolo <a href="http://www.francescacavaiani.it/2014/08/05/strumenti-compensativi-quali-e-perche/" target="_blank">&quot;STRUMENTI COMPENSATIVI QUALI E PERCHE&#39;?&quot;</a>, il bambino con DSA pu&ograve; essere <strong>molto agevolato dall&#39;utilizzo di mappe</strong> concettuali e mentali per lo studio ed il ripasso (oltre che nella fase di interrogazione scritta o orale).<br />
	<u>Ma come si pu&ograve; portare il bambino a costruire una mappa</u>, ovvero <u>come portarlo ad una piena comprensione del testo</u>, preliminare e necessaria per la costruzione della mappa e per la successiva memorizzazione?
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<em>Qui sotto riporto, in veste grafica,&nbsp;il processo di studio che a mio parere pu&ograve; essere utile applicare ed insegnare ad un bambino con DSA (e non solo!)</em> (cliccando sull&#39;immagine&nbsp;la&nbsp;potrete visualizzare in dimensioni maggiori).<br />
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/PER-STUDIARE.jpg" target="_blank"><img alt="PER STUDIARE" class="alignnone size-medium wp-image-197" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/PER-STUDIARE-300x191.jpg" style="margin: 5px; width: 300px; height: 191px;" /></a><br />
	&nbsp;
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Vediamo adesso, passo dopo passo questo metodo.
</p>
<h2 style="text-align: justify;">
	<strong>1- ALL&#39;INIZIO: gli indicatori testuali</strong><br />
</h2>
<p style="text-align: justify;">
	La prima cosa da fare &egrave; <strong>prestare attenzione e discutere</strong> insieme al ragazzo&nbsp;riguardo agli<strong> INDICATORI TESTUALI</strong>, ovvero:
</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>TITOLO </strong>principale e dei paragrafi
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>IMMAGINI </strong>e loro didascalie
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>PAROLE IN GRASSETTO</strong> (parole chiave)
	</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
	Inoltre &egrave; importante anche leggere<strong> LE DOMANDE</strong> poste a fine capitolo/paragrafo (quando sono presenti).
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Gli indicatori testuali e le domande, infatti:
</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">
		fanno <strong>capire l&#39;argomento</strong> e&nbsp;di che cosa parler&agrave; il testo
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		fanno <strong>capire</strong> <strong>quali sono le cose pi&ugrave; importanti</strong>
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		portano il ragazzo ad<strong> avere delle aspettative</strong>, a pensare che il testo dar&agrave; certe informazioni e a cercarle durante la successiva fase di lettura. In questo senso le domande sono fondamentali: il ragazzo, leggendole prima sar&agrave; portato a cercare la risposta nel testo. Comunque anche le immagini e le parole chiave fungono da anticipatori delle informazioni che si troveranno. In questo modo il ragazzo non legge &quot;a caso&quot;, ma ha gi&agrave; una traccia di lettura
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		in base alle varie informazioni che si aspetter&agrave; di trovare (aiutano molto le parole chiave) pu&ograve; iniziare a <strong>suddividere il testo in parti per la mappa</strong> che creer&agrave; in seguito, vedendo le varie informazioni come nodi della mappa. Si cre&agrave; cos&igrave; una visione globale della struttura del testo, una sorta di &quot;fotografia&quot;
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>attivano le conoscenze pregresse</strong>, spesso necessarie per una comprensione pi&ugrave; profonda dell&#39;argomento e facilitano la creazioni di legami e associazioni fra informazioni
	</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
	Mentre si svolge questo lavoro preliminare sul testo si pu&ograve; anche <strong>associare un colore ad ogni categoria di informazioni che il bambino si aspetta </strong>di trovare ed in seguito, durante la lettura,&nbsp;sottolineare le parti del testo relative ad una certa informazione con il colore corrispondente. Questo rende molto <strong>pi&ugrave; visivo il processo di studio</strong>, pi&ugrave; &quot;sganciato&quot; dalla mera informazione portata dalla parola.<br />
	In contemporanea si pu&ograve; anche <strong>fare un piccolo &quot;schizzo&quot;</strong>, anche su carta, <strong>della possibile mappa</strong>, ovvero legare le varie informazioni (con i loro colori di riferimento) tra di loro: ovviamente il tutto &egrave; un&#39;ipotesi, non avendo ancora letto il testo, ma aiuta il bambino a farsi un&#39;idea globale del testo, come un&#39;isieme interconnesso (una mappa preliminare, appunto).
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Facciamo un esempio pratico.<em> Riporto sotto le immagini di due pagine di un libro di testo su cui &egrave; stato fatto questo lavoro da me insieme ad una bambina della classe quinta della scuola primaria (da notare: le parole chiave sono quelle evidenziate in azzurro, questo perch&egrave; essendo un libro con poche parole in grassetto la maestra fa sottolineare in classe le parole chiave ai bambini).</em>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/libri-i-deserti-1.jpg" target="_blank"><img alt="libri i deserti 1" class="alignnone size-medium wp-image-200" height="300" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/libri-i-deserti-1-222x300.jpg" width="222" /></a>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/libro-i-deserti-2.jpg" target="_blank"><img alt="libro i deserti 2" class="alignnone size-medium wp-image-201" height="300" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/libro-i-deserti-2-236x300.jpg" width="236" /></a><br />
	&nbsp;
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Solamente guardando le immagini ed il titolo il bambino potr&agrave; capire che l&#39;argomento principale (il &quot;titolo&quot; della sua mappa) sar&agrave; il deserto e che si parler&agrave; delle piante e degli animali del deserto, cosa confermata anche da alcune parole chiave. Dalle immagini capir&agrave; che il deserto &egrave; fatto da sabbia e non ci vivono molte persone, ma (immagine dell&#39;oasi) ci sono anche dei posti nel deserto che sono abitati&nbsp;e che si chiamano oasi (didascalia). Le parole chiave suggeriscono che altre informazioni (oltre, piante, animali e oasi)&nbsp;sono: l&#39;origine della parola deserto, il clima e&nbsp;dove si trovano i principali deserti.<br />
	La bambina ha associato colori diversi ad ogni informazione. Nelle scansioni&nbsp;si vedono gi&agrave; anche le sottolineature perch&egrave; il lavoro &egrave; stato completato, ma in questa fase baster&agrave; sottolineare le varie parole chiave che si riferiscono alle varie informazioni da cercare in colori diversi oppure farsi un piccolo elenco &quot;colorato&quot; delle categorie da cercare su un foglietto a parte.<br />
	A questo punto si pu&ograve; anche fare un piccolo schema preliminare, su un foglio per esempio, che rappresenti le varie informazioni che si potrebbero trovare nel testo e come si potrebbero legare tra loro. Ovviamente non &egrave; definitivo e dovr&agrave; essere ampliato leggendo il testo, ma aiuta il bambino a costruirsi una buona visione d&#39;insieme, una &quot;fotografia&quot; del testo: questo facilita i bambini con uno uno stile di apprendimento globale, come, appunto, i DSA.
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<em>Sotto l&#39;esempio pratico di questo schema fatto sulla base dell&#39;osservazione degli indicatori testuali delle due pagine sui deserti.</em>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/schema-i-deserti.jpg" target="_blank"><img alt="schema i deserti" class="alignnone size-medium wp-image-202" height="174" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/schema-i-deserti-300x174.jpg" width="300" /></a>
</p>
<h2 style="text-align: justify;">
	<strong>2- DOPO: leggo e sottolineo</strong><br />
</h2>
<p style="text-align: justify;">
	Una volta finito questo lavoro preliminare <strong>si pu&ograve; iniziare a leggere il testo</strong>. Per la lettura del testo &egrave; consigliabile utilizzare una <strong>sintesi vocale </strong>(per una trattazione pi&ugrave; approfondita dei libri digitali e dei software di gestione delle sintesi&nbsp;vocali si veda l&#39;articolo <a href="http://www.francescacavaiani.it/2014/08/05/strumenti-compensativi-quali-e-perche/" target="_blank">&quot;STRUMENTI COMPENSATIVI: QUALI E PERCHE&#39;?&quot;</a>, in specifico il capitolo &quot;Per leggere&quot;).<br />
	Si consiglia di <strong>leggere un paragrafo per volta</strong>, spiegando al bambino le parole difficili&nbsp;(magari scrivere sopra alla parola il significato) e i passaggi pi&ugrave; complessi e <strong>portandolo a cercare le informazioni prima messe in evidenza</strong> e rappresentate visivamente nello schemino. In ogni paragrafo si chiede al bambino di cosa parla, facendo riferimento soprattutto alle informazioni selezionate in precedenza, e si chiede se &egrave; rilevante. A questo punto <strong>si sottolineano le informazioni pi&ugrave; importanti</strong>, utilizzando i colori di riferimento.<br />
	Nell&#39;esempio prima fatto (si guardino le due immagini relative alle pagine del libro) le prime informazioni riguardano l&#39;etimologia della parola deserto: si chiede al bambino:<em> &quot;Questo pezzo &egrave; importante? Di cosa parla? C&#39;&egrave; nello schema che abbiamo fatto? Di che colore &egrave;?&quot;</em> e si sottolineano solo le cose importanti, aiutando il bambino a riassumenre e sintetizzare.<br />
	Cos&igrave; via per ogni paragrafo.<br />
	<strong>Per ogni parte importante sottolineata si pu&ograve; dare un &quot;titoletto&quot;</strong>, che in linea di masima riprender&agrave; il nome delle informazioni precedentemente evidenziate: nel nostro esempio &quot;la parola&quot;, &quot;cos&#39;e&#39; il deserto&quot;, &quot;il clima&quot; e cos&igrave; via. Questi &quot;titoletti&quot; saranno il &quot;titolo&quot; del nodo della mappa e potranno<strong> essere scritti sulle frecce </strong>(o nel nodo, dipende poi dalla grafica della mappa).<br />
	I &quot;titoletti&quot; sono utili quando si trovano, per un argomento, pi&ugrave; informazioni diversificate, che saranno poi poste in sotto-nodi: servono per suddividerle meglio. Si veda, per esempio, nei nostri deserti, &quot;le oasi&quot;: qui ci sono informazioni su cosa sono, sul lavoro dell&#39;uomo nell&#39;oasi e sulle piante dell&#39;oasi: si pu&ograve; portare il bambino a capire che sono tre cose diverse, sempre legate all&#39;oasi&nbsp;e che&nbsp;&egrave; meglio scriverle in tre caselle diverse che partono dall&#39;oasi. Dagli un &quot;nome&quot; (&quot;cosa sono le oasi&quot;, &quot;uomo&quot;, &quot;piante dell&#39;oasi&quot;) &egrave; utile per classificarle meglio.
</p>
<h2 style="text-align: justify;">
	<strong>3- ALLA FINE: la mappa</strong><br />
</h2>
<p style="text-align: justify;">
	Una volta analizzato tutto il testo (o anche pezzetto per pezzetto) <strong>si pu&ograve; costruire la mappa</strong>. Si pu&ograve; costruire tutta alla fine o anche paragrafo per paragrafo.<br />
	Qui non mi concentrer&ograve; sulla strutturazione della mappa, essendo un discorso lungo che merita una trattazione a parte.<br />
	In linea generale, comunqe, sulle frecce si riporter&agrave; il &quot;titoletto&quot;, ovvero la categoria di informazione e nel nodo le informazioni relative alla categoria. Se per una categoria generale vi sono pi&ugrave; informazioni di tipo diverso, &egrave; bene fare partire dei nodi secondari dal nodo principale (si veda &quot;le oasi&quot;&nbsp;del nostro esempio).
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<em>Sotto riporto la mappa (cliccando sulla mappa la si pu&ograve; vedere in grande)&nbsp;costruita con la bambina, in relazione alle due pagine riguardanti i deserti.</em>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/I-DESERTI.jpg" target="_blank"><img alt="I DESERTI" class="alignnone size-medium wp-image-198" height="197" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/I-DESERTI-300x197.jpg" width="300" /></a>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	&nbsp;
</p>
<p style="text-align: justify;">
	In conclusione &egrave; importante sottolineare che questo vuole essere <strong>uno spunto per utilizzare un metodo di studio pi&ugrave; idoneo ad un bambino con DSA</strong>, ma ovviamente <strong>non &egrave; qualcosa di immodificabile</strong> e &quot;giusto&quot; in toto: ogni bambino, al di l&agrave; delle caratteristiche generali, &egrave; diverso dall&#39;altro, ha le sue caratteristiche specifiche che devono essere comprese e rispettate. <u><strong>Il metodo di studio va quindi plasmato e rimodellato sullo specifico bambino</strong></u>, in base anche alle sue idee e suggerimenti (per esempio l&#39;idea dei colori diversi per ogni argomento viene da una bambina!): per insegnare ad un bambino, DSA e non, in primo luogo dobbiamo<strong> <u>imparare noi il modo in cui lui impara e modellare il nostro metodo di insegnamento su di esso</u>.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>STRUMENTI COMPENSATIVI: QUALI E PERCHE&#8217;?</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Aug 2014 16:20:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Cavaiani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumenti compensativi]]></category>
		<category><![CDATA[dislessia]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi dell'apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[dsa]]></category>
		<category><![CDATA[mappe concettuali]]></category>
		<category><![CDATA[sintesi vocale]]></category>
		<category><![CDATA[software compensativi]]></category>
		<category><![CDATA[strumenti compensativi]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Giustizia in ambito educativo non &#232; dare a tutti la stessa cosa, ma dare a ognuno ci&#242; di cui ha bisogno&#8221; Il bambino con Disturbo Specifico dell&#8217;Apprendimento (DSA), spesso, a scuola, sperimenta una serie di insuccessi che lo portano a &#8230; <a href="https://www.francescacavaiani.it/2014/08/05/strumenti-compensativi-quali-e-perche/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/strumenti-compensativi.jpg"><img alt="strumenti compensativi" class="alignnone size-medium wp-image-183" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/strumenti-compensativi-300x238.jpg" style="width: 300px; height: 238px; float: left; margin: 5px;" /></a><em style="line-height: 1.2em;">&ldquo;Giustizia in ambito educativo non &egrave; dare a tutti la stessa cosa, ma dare a ognuno ci&ograve; di cui ha bisogno&rdquo;</em>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Il bambino con Disturbo Specifico dell&rsquo;Apprendimento (DSA), spesso, a scuola, sperimenta una serie di insuccessi che lo portano a sentirsi incapace e a sviluppare un senso di <strong>impotenza appresa</strong>. Infatti, se una persona viene esposta spesso a eventi che non riesce a controllare, sviluppa un atteggiamento rinunciatario e passivo. Il bambino, quindi, incomincer&agrave; a pensare: <em>&ldquo;E&rsquo; inutile che studio e ci provo, tanto mi andr&agrave; male, come tutte le altre volte&rdquo;.</em><br />
	Per sopportare la fatica il bambino deve vedere dei <strong>vantaggi</strong>, cio&egrave; a scuola (e a casa) deve <strong>sperimentare il successo e l&rsquo;autonomia</strong> e lo pu&ograve; fare grazie all&rsquo;<strong><span style="text-decoration: underline;">uso&nbsp;di strumenti ed ausili informatici compensativi</span></strong>, in modo autonomo.
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<span id="more-43"></span>
</p>
<h2 style="text-align: justify;">
	COSA SONO GLI STRUMENTI COMPENSATIVI?<br />
</h2>
<p style="text-align: justify;">
	Sono strumenti che<strong> permettono di compensare, superare la debolezza che deriva dal disturbo, facilitando l&rsquo;esecuzione dei compiti compromessi da esso</strong> (i compiti automatici di lettura e scrittura per esempio), come un paio di occhiali permettono al miope di leggere ci&ograve; che &egrave; scritto alla lavagna.<br />
	Permettere al bambino con DSA di usare questi strumenti non significa dispensare dalle conoscenze, quanto piuttosto &ldquo;da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualit&agrave; dell&rsquo;apprendimento&rdquo; (art. 5 comma 2b; Legge n. 170).<br />
	Far usare gli strumenti compensativi <strong>NON </strong>significa facilitare il bambino, infatti <em>&ldquo;sono misure che non violano l&rsquo;imparzialit&agrave;, ma al contrario mettono il dislessico sullo stesso piano dei suoi comapgni&rdquo;</em> (Giacomo Stella).
</p>
<h2 style="text-align: justify;">
	QUALI SONO GLI STRUMENTI COMPENSATIVI?<br />
</h2>
<p style="text-align: justify;">
	In primis &egrave; importante sottolineare che gli strumenti compensativi sono importantissimi per un ragazzo con DSA, ma non basta fornirglieli!!<br />
	Il ragazzo deve essere portato ad avere una buona padronanza dello strumento, ad usare, per esempio, il computer, meglio degli altri alunni, quindi <strong>ad usarli in modo maturo e critico</strong>: questo deve essere fatto mediante un percorso graduale e progressivo.
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Presenter&ograve; adesso un breve excursus sugli strumenti compensativi pi&ugrave; diffusi e utili, trattando principalmente quelli di tipo informatico, al fine di dare un&rsquo;idea generale sull&rsquo;ampia gamma di strumenti esistenti e sul loro uso. Per una trattazione pi&ugrave; specifica dei singoli strumenti pubblicher&ograve; in seguito altri articoli dedicati.
</p>
<h2 style="text-align: justify;">
	1- PER SCRIVERE (disortografia e disgrafia)<br />
</h2>
<h3>
	PROGRAMMI PER APPRENDERE IL CORRETTO USO DELLA TASTIERA DEL COMPUTER<br />
</h3>
<p style="text-align: justify;">
	Per utilizzare il computer come strumento compensativo, il ragazzo deve avere una buona padronanza dello strumento ed usarlo in modo <strong>veloce e corretto</strong>, per evitare che agli errori derivanti dal disturbo si sommino anche molti errori di battitura.<br />
	Esistono alcuni programmi che hanno lo scopo di far&nbsp;apprendere al bambino l&#39;uso corretto della tastiera e sono da usare <span style="text-decoration: underline;">prima</span> dell&#39;introduzione di altri software specifici (o comunque in concomitanza). Presentano esercizi di diverso grado di difficolt&agrave; che allenano il bambino ad usare tutte le dita per scrivere e quindi lo aiutano ad utilizzare la tastiera in modo pi&ugrave; rapido ed efficace. Essi sono:
</p>
<ul>
<li>
		<strong>TUTORE DATTILO</strong>,&nbsp;gratuito e scaricabile all&#39;indirizzo:<br />
		<a href="http://www.tutoredattilo.it/home.html" target="_blank">http://www.tutoredattilo.it/home.html</a>
	</li>
<li>
		<strong>DIECI DITA</strong>, gratuito e scaricabile all&#39;indirizzo:<br />
		<a href="http://www.letturagevolata.it/letturagevolata/prodotti-e-servizi/kit-ipovisione/programma-10-dita" target="_blank">http://www.letturagevolata.it/letturagevolata/prodotti-e-servizi/kit-ipovisione/programma-10-dita</a><br />
		<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/05/10-dita.jpg"><img alt="10 dita" class="alignnone size-full wp-image-46" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/05/10-dita.jpg" style="width: 100px; height: 75px;" /></a><br />
		&nbsp;
	</li>
<li>
		<strong style="font-size: 13px;">SCRIVERE VELOCI</strong><span style="font-size: 13px;">, a pagamento (prezzo indicativo 26 &euro;)&nbsp;e acquistabile all&#39;indirizzo:</span><br />
		<span style="font-size: 13px; line-height: 1.6em;"><a href="http://www.erickson.it/Multimedia/Pagine/Scheda-Minikit.aspx?ItemId=38405" style="font-size: 13px;" target="_blank">http://www.erickson.it/Multimedia/Pagine/Scheda-Minikit.aspx?ItemId=38405</a></span></p>
<p>
			<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/05/scrivere-veloci-tastiera1.jpg"><img alt="scrivere-veloci-tastiera[1]" class="alignnone size-full wp-image-47" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/05/scrivere-veloci-tastiera1.jpg" style="width: 100px; height: 131px;" /></a>
		</p>
</li>
</ul>
<p>
	<span style="line-height: 1.2em;">PROGRAMMI DI VIDEOSCRITTURA CON CORRETTORE ORTOGRAFICO</span>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	I programmi di videoscrittura permettono di comporre un testo, visualizzarlo sullo schermo, modificarlo e salvarlo.<br />
	Sono <u>utili</u> per vari motivi:
</p>
<ul style="list-style-type: disc;">
<li>
<div style="text-align: justify;">
			permettono al bambino con DSA di <strong>concentrarsi</strong> maggiormente <strong>sul contenuto del testo</strong> e non sugli aspetti grafo-motori ed ortografici della scrittura (aspetti deficitari e non automatizzati)
		</div>
</li>
<li style="text-align: justify;">
		&egrave; presente un <strong>correttore ortografico</strong> che segnala (alcuni) errori ortografici e di battitura, cos&igrave; il bambino pu&ograve; concentrarsi sul contenuto del testo e solo in un secondo momento correggere gli eventuali errori. Il correttore, inoltre, suggerisce possibili correzioni dell&#39;errore.<br />
		Va comunque utilizzato in maniera critica, perch&eacute; non segnala tutti gli errori ortografici (per esempio le parole omofone, ma non omografe: <em>lago</em> e<em>&nbsp;l&#39;ago</em>) e a volte segnala come errore parole corrette.
	</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
	I programmi di videoscrittura sono&nbsp;utilizzabili preferibilmente&nbsp;dalla <strong>terza elementare</strong>. E&#39; consigliabile far utilizzare al bambino lo <strong>stampato maiuscolo </strong>(perch&egrave; &egrave; un carattere visivamente pi&ugrave; semplice e non ha lettere confondibili), con <strong>interlinea 1.5</strong>, carattere <strong>Arial o&nbsp;Verdana o&nbsp;Tahoma</strong>, di dimensione <strong>12 o 14</strong> ed <strong>allineare</strong> il testo <strong>a sinistra </strong>(&egrave; da evitare il giustificato, perch&egrave; la spaziatura tra le parole &egrave; variabile e questo &egrave; un elemento di complessit&agrave; per un DSA).<br />
	Tra i pi&ugrave; comuni programmi di videoscrittura si hanno:
</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>WORD&nbsp;</strong>del pacchetto Microsoft&nbsp;Office
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		<strong style="font-size: 13px; text-align: justify;">WRITER&nbsp;</strong><span style="font-size: 13px; text-align: justify;">del pacchetto OpenOffice</span>
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>KIT&nbsp;X KIDS&nbsp;</strong>&egrave; un prodotto Microsoft. E&#39; un software che semplifica le funzionalit&agrave; di Microsoft Word, Excel e PowerPoint, usando icone pi&ugrave; adatte ai bambini.<br />
		E&#39; possibile scaricare il programma solo se si ha installato sul proprio computer Microsoft Office.<br />
		E&#39; scaricarbile a questo <a href="http://www.apprendereinrete.it/Risorse_online_per_la_scuola/KitxKids/KitXKids.kl" target="_blank">LINK</a>.<br />
		<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/05/kitxkids.jpg"><img alt="kitxkids" class="alignnone size-medium wp-image-48" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/05/kitxkids-266x300.jpg" style="width: 100px; height: 113px;" /></a>
	</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
	&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;
</p>
<h3>
	PROGRAMMI DI VIDEOSCRITTURA CHE ASSOCIANO IMMAGINI AL TESTO<br />
</h3>
<p style="text-align: justify;">
	Questi programmi, oltre che le funzioni di un normale programma di videoscrittura (comporre, salvare, modificare un testo&nbsp;e correggero con il correttore ortografico), permettono di<strong> illustrare il testo</strong>, anche in modo automatico durante la scrittura. Essi associano (o sostituiscono)&nbsp;un&#39;immagine alla parola scritta, prendendole da un vocabolario figurato di oltre 1000 parole,&nbsp;tra quelle che ricorrono con maggior frequenza nei testi scritti dai bambini della scuola primaria.<br />
	Permettono, quindi, l&#39;attivazione di <strong>pi&ugrave; canali sensoriali</strong>, quali quello visuo-verbale (le parole scritte), quello visivo non verbale (le immagini), che, di norma, &egrave; tra i canali sensoriali preferiti da bambini con DSA e quello uditivo, stimolato utilizzando la sintesi vocale. L&#39;uso di pi&ugrave; canali sensoriali stimola l&#39;interesse verso la scrittura, che diventa pi&ugrave; <strong>divertente e gratificante </strong>e non solo fonte di stanchezza e frustazione, facilitando, quindi, il processo di apprendimento e di alfabetizzazione.<br />
	Questi programmi, come gi&agrave; accennato, possono essere integrati con una <strong>sintesi vocale</strong>, che permette di riascoltare quanto scritto dal bambino, favorendo cos&igrave; la rilevazione di dissonanze tra quanto volesse&nbsp;scrivere e quanto ha prodotto e facilitando cos&igrave; l&#39;autocorrezione, necessaria nella strada verso l&#39;autonomia.<br />
	Possono essere utilizzati gi&agrave; <strong>all&#39;inizio della scuola primaria</strong>, anche perch&egrave; il disegno &egrave; il primo modo usato dal bambino per raccontare storie. E&#39; consigliabile utilizzarli durante la scuola primaria e passare poi, gi&agrave; nella scuola secondaria di primo grado, a strumenti pi&ugrave; complessi o comunque con un interfaccia considerato meno infantile dal bambino.<br />
	Alcuni software di questo tipo sono:
</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">
		<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/06/images.jpg"><img alt="images" class="alignnone size-full wp-image-62" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/06/images.jpg" style="width: 100px; height: 101px; float: right; margin: 5px;" /></a><strong style="font-size: 13px; text-align: justify;">SUPERQUADERNO</strong><span style="font-size: 13px; text-align: justify;">, della cooperativa Anastasis.<br />
		<span style="font-size: 13px; text-align: justify;">SuperQuaderno permette di&nbsp;</span><strong style="font-size: 13px; text-align: justify;">scrivere un testo&nbsp;</strong><span style="font-size: 13px; text-align: justify;">(usando le formattazioni preferite dal bambino) e di&nbsp;</span><strong style="font-size: 13px; text-align: justify;">associare immagini alle parole</strong><span style="font-size: 13px; text-align: justify;">, tratte da un vocabolario figurato di pi&ugrave; di 1700 parole.<br />
		<span style="font-size: 13px; text-align: justify;">Pu&ograve; essere&nbsp;</span><strong style="font-size: 13px; text-align: justify;">integrato con l&#39;uso della sintesi vocale Loquendo</strong><span style="font-size: 13px; text-align: justify;">, che pu&ograve; essere acquistata insieme al programma, con la sola lingua italiana o anche una o pi&ugrave; lingue straniere. Vi &egrave; la possibilit&agrave; di regolare la velocit&agrave; di lettura e di utilizzarla con l&#39;effetto karaoke (ovvero evidenziando la parola che si sta leggendo).<br />
		<span style="font-size: 13px; text-align: justify;">Permette di&nbsp;</span><strong style="font-size: 13px; text-align: justify;">aprire e&nbsp;leggere</strong><span style="font-size: 13px; text-align: justify;">&nbsp;file di vari formati, tra cui il&nbsp;</span><strong style="font-size: 13px; text-align: justify;">PDF</strong><span style="font-size: 13px; text-align: justify;">, il formato pi&ugrave; diffuso dei libri di testo digitale. Aprendo il file dall&#39;apposito pulsante sulla barra degli strumenti (che &egrave; in versione iconica, quindi pi&ugrave; semplice per i DSA), si aprir&agrave; la pagina PDF con un&#39;apposita pulsantiera. Con questa il bambino potr&agrave; potr&agrave;&nbsp;</span><strong style="font-size: 13px; text-align: justify;">operare direttamente sul PDF</strong><span style="font-size: 13px; text-align: justify;">, per esempio evidenziando il testo, creando frecce, scrivendoci sopra appunti, come se si trattasse di un vero e proprio libro cartaceo: questo rende SuperQuaderno uno&nbsp;</span><strong style="font-size: 13px; text-align: justify;">strumento utile anche per lo studio</strong><span style="font-size: 13px; text-align: justify;">&nbsp;per la scuola primaria (nella scuola secondaria, per lo studio,&nbsp;si potr&agrave; utilizzare&nbsp;</span><u style="font-size: 13px; text-align: justify;">e</u><span style="font-size: 13px; text-align: justify; text-decoration: underline;">PICO!&nbsp;o PDF-XChange Viewer</span><span style="font-size: 13px; text-align: justify;">&nbsp;di cui parler&ograve; pi&ugrave; avanti).<br />
		<span style="font-size: 13px; text-align: justify;">Si possono anche&nbsp;evidenziare parti del testo, che&nbsp;vengono copiate in una pagina di SuperQuaderno per usi ulteriori, come rielaborare il testo o anche&nbsp;</span><strong style="font-size: 13px; text-align: justify;">inviarlo a SuperMappe</strong><span style="font-size: 13px; text-align: justify;">&nbsp;(di cui parler&ograve; pi&ugrave; avanti), per creare una mappa concettuale con grande rapidit&agrave;.<br />
		<span style="font-size: 13px; text-align: justify;">Il programma &egrave; a pagamento, a partire da 129 euro (versione base con una licenza e senza sintesi vocale). Il prezzo varia in base al numero di licenze acquistate e al numero di voci&nbsp;</span><span style="font-size: 13px; text-align: justify;">per la sintesi vocale</span><span style="font-size: 13px; text-align: justify;">&nbsp;(solo italiano o anche le voci per le lingue straniere).</span></span></span></span></span></span><br />
		<span style="line-height: 1.6em;">Le informazioni sul programma e sui costi si trovano all&#39;indirizzo:</span><br />
		<a href="http://www.anastasis.it/?q=object/detail&amp;p=Prodotto/_a_ID/_v_50" style="line-height: 1.6em;" target="_blank">http://www.anastasis.it/?q=object/detail&amp;p=Prodotto/_a_ID/_v_50</a><br />
		<span style="font-size: 13px; text-align: justify;">dove si pu&ograve; anche acquistare il programma o provare la versione dimostrativa gratuita che dura 10 giorni.<br />
		<em style="font-size: 13px; text-align: justify;">Qui sotto un esempio (tratto dal web), a livello operativo, di un testo scritto e illustrato con SuperQuaderno.<br />
		<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/06/446_SQemoticon_shadowborder_550px.jpg" style="font-size: 13px; text-align: justify;" target="_blank"><img alt="446_SQemoticon_shadowborder_550px" class="alignnone size-medium wp-image-63" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/06/446_SQemoticon_shadowborder_550px-300x230.jpg" style="opacity: 0.9; width: 500px; margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; border-width: 1px; border-style: solid;" /></a></em></span><br />
		&nbsp;
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>SCRIVI IMMAGINI</strong><br />
		Anche ScriviImmagini permette di&nbsp;<strong>scrivere un testo&nbsp;</strong>(usando le formattazioni preferite dal bambino e utilizzando il correttore ortografico) e di&nbsp;<strong>associare immagini alle parole</strong>.<br />
		Il programma&nbsp;<strong>non ha una sintesi vocale integrata</strong>, ma per leggere i testi scritti con ScriviImmagini&nbsp;<strong>si pu&ograve; utilizzare una qualunque sintesi</strong>, come per esempio&nbsp;<span style="text-decoration: underline;">LeggiXme</span>&nbsp;(sintesi vocale gratuita di cui parler&ograve; in seguito).<br />
		ScriviImmagini&nbsp;<strong>legge e scrive file in formato rtf</strong>. Per i file scritti, si pu&ograve; comunque salvare il file in rtf e successivamente salvarlo nel formato preferito. In lettura non permette, a differenza di SuperQuaderno di aprire file in pdf (quindi non apre i libri digitali e non li legge. Ma per leggerli si pu&ograve; usare una qualunque sintesi vocale, come LeggiXme) e di modificarli (sottolinearli, prendere appunti&#8230;): non pu&ograve; essere, quindi, usato come uno strumento per lo studio, ma solo come un utile programma di videoscrittura. Si pu&ograve; ovviare utilizzando come strumento di studio&nbsp;<span style="text-decoration: underline;">PDF-XChange Viewer</span>, di cui trattero in seguito.<br />
		Non ha un collegamento diretto con SuperMappe, ma comunque si possono copiare e incollare le frasi in SuperMappe: il collegamento, comunque non servirebbe, non essendo Scrivi Immagine uno strumento di studio, ma solo un editor di testi.<br />
		<strong>Il programma &egrave; gratuito</strong>&nbsp;e scaricabile a questo <a href="http://www.ivana.it/sj/index.php?option=com_phocadownload&amp;view=category&amp;id=43:elaboratori-di-testo" target="_blank">LINK</a>.<br />
		Andando sul sito, basta cercare &quot;ScriviImmagini&quot; nella casella di ricerca in alto a destra e sarete direttamente sulla pagina da dove si scarica gratuitamente il programma.<br />
		<em>Qui sotto un esempio (tratto dal web), a livello operativo, di un testo scritto e illustrato con Scrivi Immagini.</em><br />
		<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/07/scrivi-immagine.jpg" target="_blank"><img alt="scrivi immagine" class="alignnone size-medium wp-image-111" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/07/scrivi-immagine-300x182.jpg" style="width: 350px; height: 212px; margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; border-width: 1px; border-style: solid;" /></a>
	</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
	A mio parere, SuperQuaderno &egrave; uno strumento decisamente valido e con pi&ugrave; funzionalit&agrave; di ScriviImmagini, potendo essere utilizzato anche per lo studio e non solo come programma di videoscrittura. E&#39;, comunque un programma costoso, che &egrave; utile solamente nel periodo della scuola primaria e al massimo per il primo anno della secondaria di primo grado. ScriviImmagine &egrave;&nbsp;gratuito e si pu&ograve; ovviare al problema della mancata apertura dei file in pdf utilizzando il software PDF-XChange Viewer&nbsp;(di cui esiste una versione gratuita) per lo studio e una sintesi vocale, come LeggiXme per la lettura.
</p>
<h2 style="text-align: justify;">
	2- PER LEGGERE (dislessia)<br />
</h2>
<p style="text-align: justify;">
	Le difficolt&agrave; di lettura non si limitano a rendere difficoltosa la lettura ad alta voce, ma spesso influenzano negativamente la comprensione del testo e quindi creano difficolt&agrave; nello studio. Infatti, le difficolt&agrave; di decodifica dei grafemi (le &quot;lettere&quot; scritte) porta il bambino ad investire un enorme sforzo cognitivo nel processo di lettura, a discapito della comprensione di ci&ograve; che c&#39;&egrave; scritto.<br />
	Per far fronte al problema si possono usare alcuni strumenti compensativi, come i <strong>programmi di sintesi vocale</strong>, i <strong>libri digitali</strong> e gli <strong>audiolibri</strong>.
</p>
<h3>
	PROGRAMMI CHE GESTISCONO LA SINTESI VOCALE<br />
</h3>
<p style="text-align: justify;">
	I software di sintesi vocale&nbsp;<strong>riproducono in modo artificiale la voce umana</strong> e servono per<strong>&nbsp;leggere file importati o&nbsp;anche elaborati scritti dal ragazzo</strong> a pc.<br />
	Leggere con la sintesi vocale non significa &quot;farsi leggere il libro&quot;, ma <strong>&egrave; un modo di leggere autonomo e distinto</strong>, diverso sia dal puro ascolto che dalla lettura: il bambino ascolta la sintesi ed in pi&ugrave; ha un riferimento visivo su ci&ograve; che legge la sintesi.<br />
	La&nbsp;sintesi vocale permette, inoltre, di regolare la velocit&agrave; di lettura e anche di leggere con l&#39;effetto karaoke, ovvero evidenziando la parola che viene letta dalla sintesi in quel momento, evitando cos&igrave; che il bambino perda il segno.<br />
	La sintesi <span style="text-decoration: underline;">aiuta</span>, quindi, il bambino con DSA perch&egrave;:
</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">
		vengono attivati <strong>pi&ugrave; canali sensoriali</strong> (quello visuo-verbale e quello dell&#39;ascolto), cosa che facilita, come visto, l&#39;apprendimento
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		il bambino <strong>non deve concentrarsi sulla decodifica</strong>, a cui pensa la sintesi,&nbsp;e pu&ograve; concentrarsi sul significato del testo
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		facilita l&#39;<strong>autocorrezion</strong>e, perch&egrave; il bambino&nbsp;pu&ograve; rileggere ci&ograve; che ha scritto, accorgendosi cos&igrave; autonomamente dei possibili errori (aiuta quindi anche il bambino disortografico)
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		porta all&#39;<strong>autonomia</strong> nello studio individuale, perch&egrave; il bambino non deve dipendere da un&#39;altra persona che legga il testo per lui
	</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
	Il principale limite della sintesi vocale &egrave; che non &egrave; una voce umana, quindi legge senza sapere cosa legge: pu&ograve; sbagliare accenti ed intonazioni.&nbsp;Il bambino, per&ograve;, vede e segue sul testo quello che la sintesi legge e quindi pu&ograve; far fronte a questi errori. Con il tempo il ragazzo imparer&agrave; ad usare lo strumento in modo maturo e critico e quindi a far fronte ai superabili errori della sintesi.
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Parler&ograve;&nbsp;ora di alcuni programmi di sintesi vocali&nbsp;tra i pi&ugrave; noti, diffusi e da me utilizzati, espondendo, in linea generale, le loro funzioni e dove&nbsp;scaricarli. Una descrizione dettagliata di ogni singolo programma non &egrave; l&#39;obiettivo principale di questo articolo: ad essa saranno dedicati articoli specifici.
</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">
		<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/07/leggixme.png"><img alt="leggixme" class="alignnone size-medium wp-image-112" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/07/leggixme-300x59.png" style="width: 300px; height: 59px; float: right; border-width: 0px; border-style: solid; margin: 5px;" /></a><strong>LEGGI X ME</strong>, &egrave; un&nbsp;<strong>software gratuito</strong>&nbsp;con una doppia funzione:<br />
		<span style="font-size: 14px;"><strong>1-&nbsp;</strong></span><strong>funziona da sintesi vocale e legge qualsiasi file selezionabile</strong>, indipendentemente dal programma in cui si trova, con una piccola finestrella di comando della lettura posta sempre in primo piano. Pu&ograve; leggere, quindi, una pagina internet, un documento in PDF selezionabile (come, per esempio, un libro digitale), documenti prodotti con programmi di videoscrittura, come per esempio ScriviImmagine, mappe concettuali create in SuperMappe e cos&igrave; via: basta che sia un file&nbsp;<span style="text-decoration: underline;">selezionabile</span>. Per leggere con LeggiXme basta selezionare il testo,&nbsp;le parti del testo o anche le pagine (per esempio di un libro digitale) che si vuole&nbsp;leggere e premere l&#39;icona start (freccia verde). Il programma funziona sia come finestra compattata posta in primo piano (avendo aperto separatamente un altro file) o permette di aprire all&#39;interno di esso un file, anche in formato PDF.<br />
		Si pu&ograve; scegliere la velocit&agrave; di lettura, leggere con l&#39;effetto karaoke, scegliere la voce con cui si vuole leggere, in quanto esistono voci per l&#39;italiano o voci per le varie lingue straniere (che hanno accenti tipici della lingua in questione).<br />
		<strong>2- funziona da programma di videoscrittura</strong>.<br />
		E&#39; dotato di un&nbsp;<strong>correttore ortografico</strong>&nbsp;che pu&ograve; anche, se si vuole, segnalare le possibili correzioni dell&#39;errore.<br />
		E&#39; possibile<strong>&nbsp;formattare il testo</strong>&nbsp;che si sta scrivendo, visualizzarlo in maiuscolo o minuscolo, scegliere l&#39;interlinea,&nbsp;il colore del testo, allinearlo o giustificarlo, inserire simboli e cos&igrave; via, come in un qualsiasi editor di testi.<br />
		Si possono cercare anche i&nbsp;<strong>sinonimi&nbsp;</strong>di una determinata parola, funzione utile al bambino se usa il programma per svolgere temi o riassunti.<br />
		Per i&nbsp;<strong>riassunti</strong>&nbsp;vi &egrave; la funzione &quot;evidenzia e riassumi&quot; che permette di selezionare parte del testo, copiarla negli appunti per poi incollarla dove si preferisce, e anche di&nbsp;salvare solo il testo evidenziato e cancellare il testo non richiesto: questo pu&ograve; essere una buona base da cui partire per lo svolgimento di un riassunto.<br />
		Il programma permette si stampare o&nbsp;<strong>salvare</strong>&nbsp;i documenti creati, anche in&nbsp;<strong>formato mp3</strong>, cos&igrave; il bambino pu&ograve; riascoltarli quando preferisce.<br />
		Il programma ha anche altre funzioni, come quella del<strong>&nbsp;traduttore</strong>&nbsp;(necessaria la connessione ad internet) che permette di tradurre il testo e di leggerlo (se si ha installata la voce della lingua in questione); il&nbsp;<strong>dizionario</strong>&nbsp;(non serve la connessione ad internet), che permette di tradurre parole singole; la&nbsp;<strong>calcolatrice</strong>, che permette di svolgere le 4 operazioni principali, l&#39;elevamento alla seconda e la radice quadrata ed &egrave; dotata di sintesi vocale, cio&egrave; vengono letti i numeri digitati, cosa che serve al bambino per ricontrollare ci&ograve; che ha scritto.<br />
		<strong>Il programma &egrave; gratuito</strong>.<br />
		Esistono varie versioni di LeggiXme:<br />
		1- versione&nbsp;<u>L</u><span style="text-decoration: underline;">eggiXme_Jr</span>, per i pi&ugrave; piccoli. Di LeggiXme_Jr&nbsp;esistono due versioni: LeggiXme_Jr che utilizza le voci della SAPI5&nbsp;(voci a pagamento) e la versione pi&ugrave; nuova, LeggiXme_Jr_SP che ha un lettore interno (voci gratuite). Informazioni su LeggiXme_Jr e LeggiXme_Jr_SP si trovano all&#39;indirizzo:<br />
		<a href="https://sites.google.com/site/leggixme/leggixme-con-traduttore/leggixme-jr" target="_blank">https://sites.google.com/site/leggixme/leggixme-con-traduttore/leggixme-jr</a><br />
		2- versione&nbsp;<span style="text-decoration: underline;">LeggiXme standard</span>. Questa versione&nbsp;<strong>NON ha un lettore interno</strong>, cio&egrave; NON utilizza voci sue proprie, ma le&nbsp;<strong>voci della sintesi vocale SAPI5</strong>, che non sono gratuite.<br />
		L&#39;Associazione Italiana Dislessia (AID) ha stretto una convenzione con la ditta ByteWay, distributore per l&#39;Italia della tecnologia Voice della NUANCE, quindi, per i soci AID si possono acquistare alcune voci delle sintesi vocali SAPI5 ad un prezzo inferiore.<br />
		Qui tutte le informazioni in merito:<br />
		<a href="http://www.byteway.it/photo-album/voci_aid.html" target="_blank">http://www.byteway.it/photo-album/voci_aid.html</a><br />
		<span style="line-height: 1.6em;">Si pu&ograve; trovare un&nbsp;<strong>manuale chiaro e utile</strong>&nbsp;per l&#39;utilizzo di LeggiXme standard a questo <a href="https://docs.google.com/viewer?a=v&amp;pid=sites&amp;srcid=ZGVmYXVsdGRvbWFpbnxtZ3VlcnJlc2NoaXxneDo1MzYxYWI5YWNmNzFlODk2" target="_blank">LINK</a>.</span><br />
		<span style="line-height: 1.6em;">3- versione&nbsp;<u>L</u></span><span style="line-height: 1.6em; text-decoration: underline;">eggiXme_SP</span><span style="line-height: 1.6em;">, nata nel 2013 e&nbsp;funzionalmente&nbsp;simile alla versione standard, anche se graficamente si differenzia da essa.</span><br />
		<span style="line-height: 1.6em;">La differenza fondamentale &egrave; che il programma&nbsp;</span><strong style="line-height: 1.6em;">ha un lettore interno</strong><span style="line-height: 1.6em;">, cio&egrave; NON utilizza le voci della SAPI5, ma delle&nbsp;</span><strong style="line-height: 1.6em;">voci della piattaforma Microsoft Speech gratuite&nbsp;</strong><span style="line-height: 1.6em;">(italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo).</span><br />
		<span style="line-height: 1.6em;">Infomazioni su questa versione del programma si trovano all&#39;indirizzo:</span><br />
		<a href="https://sites.google.com/site/leggixme/leggixme-con-traduttore/leggixme_sp" target="_blank">https://sites.google.com/site/leggixme/leggixme-con-traduttore/leggixme_sp</a></p>
<p>
			&nbsp;
		</p>
<p>
			&nbsp;
		</p>
<p>
			&nbsp;
		</p>
<p>
			<span style="line-height: 1.6em;">Tutte le versioni del programma e le voci della piattaforma Microsoft Speech&nbsp;sono</span><strong style="line-height: 1.6em;"> scaricabili gratuitamente&nbsp;</strong><span style="line-height: 1.6em;">all&#39;indirizzo:</span>
		</p>
<p>
			<a href="https://sites.google.com/site/leggixme/installazioni/download" target="_blank">https://sites.google.com/site/leggixme/installazioni/download</a>
		</p>
<p>
			Uso LeggixMe con bambini con DSA e, a mio parere, &egrave; una buona alternativa gratuita (secondo me &egrave; la sintesi vocale gratuita migliore tra le varie esistenti) ad altre sintesi vocali a pagamento. Sicuramente le voci sono pi&ugrave; metalliche di quelle della Loquendo (cooperativa Anastasis), ma in linea di massima i bambini le capiscono e non si trovano male.<br />
			Per il funzionamento del programma &egrave; necessario avere installato il FrameWork 3.5, che &egrave; una raccolta gratuita di librerie Microsoft.
		</p>
</li>
<li style="text-align: justify;">
		<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/06/balabolka.jpg"><img alt="balabolka" class="alignnone size-full wp-image-74" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/06/balabolka.jpg" style="width: 100px; height: 92px; margin: 5px; float: right;" /></a><strong>BALABOLKA&nbsp;</strong>&egrave; un&nbsp;<strong>software di sintesi vocale gratuito con lettore interno</strong>&nbsp;che permette di:<br />
		1-&nbsp;<strong>Leggere testi</strong>&nbsp;gi&agrave; esistenti e prodotti dal bambino e supporta vari formati tra cui DOC, DOCX, TXT, PDF, HTML, RTF. Ha varie funzioni tra cui la possibilit&agrave; di cambiare la velocit&agrave; ed il timbro della voce.<br />
		Permette di&nbsp;<strong>salvare i testi in file&nbsp;audio</strong>&nbsp;in formato MP3, WAV, OGG e WMA.<br />
		Permette di divedere il file di testo in file pi&ugrave; piccoli, cosa pi&ugrave; comoda per il successivo ascolto del file in formato audio.<br />
		2- Utilizzare alcune&nbsp;<strong>funzioni dei programmi&nbsp;di videoscrittura</strong>, come per esempio la formattazione del testo, la lente d&#39;ingradimento ed il correttore ortografico. L&#39;editor di testi &egrave; comunque pi&ugrave; limitato rispetto a LeggiXme.Il software &egrave; gratuito e scaricabile dal sito del programma:<br />
		<a href="http://www.cross-plus-a.com/it/balabolka.htm" target="_blank">http://www.cross-plus-a.com/it/balabolka.htm</a><br />
		Alcune informazioni tecniche utili per scaricare il programma&nbsp;e le voci si trovano al <a href="http://www.icsanzenomontirone.gov.it/wp-content/uploads/2011/11/guida_all_installazione_e_all_utilizzo_di_software_gratuiti_per_alunni_con_dsa.pdf" target="_blank">LINK</a>.<br />
		&nbsp;
	</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
	Questi due software non sono certo le uniche sintesi vocali gratuite esistenti (si possono ricordare anche JUMP&nbsp;o Dspeech e molte altre), ma, a mio parere, sono tra le migliori tra quelle da me provate e quindi consigliabili (tra i due programmi, personalmente, preferisco LeggiXme).
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Vi sono anche buone sintesi vocali a pagamento. Per esempio ci&nbsp;sono i software della cooperativa Anastasis che usano le voci della Loquendo, tra le migliori in commercio. In questo senso si pu&ograve; ricordare <strong>CARLOMOBILE PRO, ePICO!</strong> (<span style="font-size: 13px;">di ePICO! parler&ograve; pi&ugrave; estasamente in seguito nella sezione dedicata ai programmi per lo studio)</span> e <strong>SuperQuaderno&nbsp;</strong>(vedi sopra), che, per&ograve;, come gi&agrave; accennato non sono delle semplici sintesi vocali, ma programmi con pi&ugrave; funzioni oltre che quelle di sintesi, utili anche nello studio in quanto permettono di modificare un file PDF ed utilizzarlo come un vero e proprio libro cartaceo (sottolinearlo, prendere appunti&#8230;). Questi programmi<strong>&nbsp;possono essere anche usati come sintesi vocali</strong> per leggere testi autoprodotti o file importati in vari formati, tra cui il PDF, e come editor di testi.<br />
	E&#39; da ricordare anche <strong>PERSONAL READER</strong> (cooperativa anastasis), che<strong> &egrave; un lettore di libri digitali con ambiente di studio che funziona direttamente su chiavetta</strong>. Non vuole sostituirsi&nbsp;agli altri&nbsp;software compensativi (ha funzionalit&agrave; molto simili ad ePICO!), ma li affianca, in quanto permette all&#39;utente di non portarsi il pc con se, ma pu&ograve; essere usato liberamente su qualsiasi pc compatibile con Windows.<br />
	Il programma, che parte da un prezzo base di 139 euro, &egrave; acquistabile al sito:<br />
	<a href="http://www.anastasis.it/?q=object/detail&amp;p=Prodotto/_a_ID/_v_77" target="_blank">http://www.anastasis.it/?q=object/detail&amp;p=Prodotto/_a_ID/_v_77</a>
</p>
<h3>
	LIBRI DIGITALI<br />
</h3>
<p style="text-align: justify;">
	I libri digitali sono <strong>opere letterarie</strong>, per esempio libri scolastici, forniti dalle case editrici <strong>in formato digitale</strong> <strong>(formato PDF)</strong> e sono identici in contenuto ed aspetto grafico alla versione cartacea.<br />
	<u>Sono fondamentali</u> per i bambini e ragazzi con DSA perch&egrave;:
</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">
		possono essere <strong>letti utilizzando le sintesi vocali</strong>, favorendo cos&igrave; la lettura autonoma e indipendente da altre persone. Il formato PDF dei libri digitali &egrave; selezionabile, quindi pu&ograve; essere letto dalle sintesi vocali direttamente, senza passare dalla fase di scannerizzazione e di utilizzo dell&#39;OCR, necessaria se si parte da un libro cartaceo
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>favoriscono lo studio in autonomia</strong>, utilizzando i vari programmi che permettono di sottolinearli, prendere&nbsp;appunti su di essi, cio&egrave; di usarli come un libro cartaceo.
	</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
	I libri digitali si possono richiedere gratutitamente al sito:<br />
	<span style="line-height: 1.6em;"><a href="http://www.libroaid.it//" target="_blank">http://www.libroaid.it/</a><br />
	e per farlo bisogna:</span>
</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">
		essere<strong> iscritti all&#39;Associazione Italiana Dislessia (AID) </strong>(<a href="http://www.aiditalia.org/it/" target="_blank">http://www.aiditalia.org/it/</a>), la cui quota annuale &egrave; di 40 euro. L&#39;iscrizione si pu&ograve; fare all&#39;indirizzo:<br />
		<a href="http://www.aiditalia.org/it/iscrizioni.html">http://</a><a href="http://www.aiditalia.org/it/iscrizioni.html" target="_blank">www.aiditalia.org/it/iscrizioni.html</a>
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		essere in possesso della <strong>copia cartacea dei libri</strong>, per non violare il diritto d&#39;autore
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		essere in possesso della <strong>diagnosi&nbsp;di DSA</strong>, del <strong>nominativo dello specialista</strong> che ha redatto la diagnosi e del suo <strong>numero di iscrizione all&#39;albo</strong>.
	</li>
</ul>
<p>
	Maggiori informazioni in merito alla richiesta dei libri digitali tramite LibroAID per il 2014-2015 si possono trovare all&#39;indirizzo:<br />
	<a href="http://www.libroaid.it/wp-content/uploads/2014/05/Chiusura-libroAID.pdf" target="_blank">http://www.libroaid.it/wp-content/uploads/2014/05/Chiusura-libroAID.pdf</a>
</p>
<p>
	Un utile &quot;guida&quot; per la richiesta dei libri digitali si trova all&#39;indirizzo:<br />
	<a href="http://​http://www.libroaid.it/guida-prenotazione-testi/" target="_blank">http://www.libroaid.it/guida-prenotazione-testi/</a>
</p>
<h3>
	AUDIOLIBRI<br />
</h3>
<p style="text-align: justify;">
	Gli audiolibri sono<strong> il formato audio di un libro, solitamente in formato MP3</strong>. <strong>NON</strong> sono in formato <span style="text-decoration: underline;">PDF</span>, quindi <strong>NON</strong> servono per essere<span style="text-decoration: underline;"> letti con sintesi vocale o usati per lo studio</span>. Un audiolibro pu&ograve; essere utile per avvicinare il bambino con DSA alla<strong> lettura di romanzi</strong>, sentiti cos&igrave; in <strong>modalit&agrave; audio e con il vantaggio di essere letti da una voce umana</strong>.&nbsp;Per lo studio del testo scolastico, sono invece consigliabili&nbsp;i libri digitali.<br />
	Informazioni sugli audiolibri ed il catalogo completo di quelli presenti si pu&ograve; trovare all&#39;indirizzo:<br />
	<a href="http://www.libroparlato.org/it/" target="_blank">http://www.libroparlato.org/it/</a>
</p>
<h2>
	3- PER STUDIARE<br />
</h2>
<h3>
	LE MAPPE<br />
</h3>
<p style="text-align: justify;">
	Una mappa &egrave; una <strong>rappresentazione grafica di un testo o di un ragionamento</strong>, che permette di evidenziare il <strong>tema principale</strong> di cui stiamo trattando, i <strong>concetti </strong>ad esso <strong>collegati</strong> (usando immagini ed eventualmente testo scritto) e le <strong>relazioni</strong>, causali o di associazione,&nbsp;tra i vari concetti (usando linee e frecce).<br />
	La mappa ha lo scopo di rappresentare una certa realt&agrave; con un <strong>grande uso di materiale grafico</strong> e minimizzando il materiale testuale.<br />
	Inoltre, utilizzando i vari software esitenti per la creazione di mappe, si possono creare <strong>mappe multimediali</strong>, che permettono di collegare ai vari concetti anche, per esempio, collagamenti internet, video, registrazioni audio, collegamenti con altre mappe: sono molto utili per i ragazzi con DSA perch&egrave; arricchiscono l&#39;apprendimento grazie&nbsp;all&#39;uso di pi&ugrave; canali sensoriali.<br />
	In generale, le mappe sono uno <u>strumento indispensabile</u> per alunni con DSA (e non solo) perch&egrave;:
</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>i concetti vengono presentati in modo grafico</strong>, utilizzando immagini e&nbsp;colori, quindi attraverso il canale visivo non verbale, che &egrave; quello preferito dai bambini con DSA. Questo facilita la memorizzazione e la comprensione, perch&egrave; permette loro di apprendere mediante uno stile di apprendimento visivo, che &egrave; a loro pi&ugrave; congeniale
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>favoriscono le associazioni tra concetti</strong> e questo facilita l&#39;apprendimento del bambino con DSA che tende a memorizzare in base ad associazioni e connessioni simultanee e non mediante l&#39;apprendimento lineare e in sequenza
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>favoriscono&nbsp;un approccio globale all&#39;argomento</strong>, cosa che facilita l&#39;apprendimento nel bambino con DSA, che fa&nbsp;fatica a cogliere le informazioni in sequenza, ma riesce a cogliere bene la visione d&#39;insieme (approccio sintetico e non analitico)
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>riducono&nbsp;il testo alla sua essenzialit&agrave;</strong>, mettendo in evidenza i concetti pi&ugrave; importanti e quindi sono utili ai&nbsp;<span style="font-size: 13px;">bambini con difficolt&agrave; di comprensione del testo scritto</span>
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>organizzano le informazioni</strong> da ricordare, diventando cos&igrave; un ottimo strumento compensativo non solo in fase di studio, ma anche durante le interrogazioni scritte e orali, compensando le difficolt&agrave; di strutturazione del discorso e di organizzazione sequenziale
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>mettono in evidenza i termini tecnici e specifici </strong>di un dato argomento, facendo cos&igrave; fronte alle disnomie (non ricordo delle parole) spesso presenti nei bambini con DSA
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		stimolano l&#39;organizzazione del testo, l&#39;individuazione di relazione fra i nuovi concetti e con vecchie conoscenze e&nbsp;il porsi domande: tutto questo porta a una <strong>migliore e pi&ugrave; profonda comprensione dell&#39;argomento</strong>
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		permettono la <strong>personalizzazione del percorso di studio</strong>, perch&egrave; vengono&nbsp;create&nbsp;dal bambino in base al suo stile di apprendimento.
	</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
	Esistono alcuni <strong>siti</strong> dove si trovano <strong>valide mappe gi&agrave; costruite </strong>per molti argomenti, ma, a mio parere la vera <strong>utilit&agrave; delle mappe sta nel costruirle insieme al bambino</strong>, in modo tale da portarlo a sviluppare la capacit&agrave; di analisi,&nbsp;comprensione e rielaborazione del testo, indispensabile per la costruzione della mappa: portarlo, quindi, a sviluppare un proprio metodo di studio autonomo. Inoltre, in questo modo il bambino sviluppa un senso di autoefficacia:&nbsp;capisce che &egrave; in grado di costruire da solo (ovviamente all&#39;inizio va aiutato) una mappa, capisce che pu&ograve; studiare in autonomia e che pu&ograve; comprendere anche lui,&nbsp;oltrettutto utilizzando un metodo divertente e accattivante.<br />
	Consiglio quindi di usare i siti che propongono mappe concettuali (peraltro molto belle), come spunto per costruirne di proprie. Siti utili in questo senso sono:
</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">
		<a href="http://www.studioinmappa.it" target="_blank">http://www.studioin<font color="#0782c1"><u>mappa.it</u></font></a>: la particolarit&agrave; e utilt&agrave; &egrave; che tutti i materiali sono in formato WORD e quindi si possono modificare e personalizzare
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		<a href="http://www.librodiscuola.altervista.org" target="_blank">http://www.librodiscuola.altervista.org</a>
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		<a href="https://sites.google.com/site/dislessiapassodopopasso2/" target="_blank">https://sites.google.com/site/dislessiapassodopopasso2/</a>
	</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
	<span style="font-size: 13px;">&nbsp;Presenter&ograve; ora alcuni programmi che permettono di creare mappe concettuali:</span>
</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">
		<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/06/supermappe_logo.png"><img alt="supermappe_logo" class="alignnone size-full wp-image-80" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/06/supermappe_logo.png" style="width: 100px; margin: 5px; float: right; height: 100px;" /></a><strong>SUPERMAPPE</strong>, della cooperativa Anastasis, &egrave; un programma intutitivo, facile da usare e che&nbsp;<strong>permette</strong>, con pochi clic del mouse, di&nbsp;<strong>creare mappe multimediali&nbsp;</strong>graficamente accattivanti, in cui si possono combinare immagini, testo scritto e parlato. Ha un&#39;<strong>interfaccia semplice ed intuitiva</strong>, ma non infantile, quindi &egrave; adatto a tutti, dai bambini della scuola primaria agli studenti universitari. L&#39;interfaccia &egrave; particolarmente adatta a studenti con DSA perch&egrave; presenta anche icone visive, come per esempio la gomma per eliminare o la lente di ingrandimento per visualizzare&nbsp;la mappa pi&ugrave; in grande.<br />
		SuperMappe permette di&nbsp;<strong>creare mappe personalizzabili</strong>, non solo nei contenuti, ma anche nel format di scrittura (che pu&ograve; essere modificato in modo semplice ed intuitivo), nel colore del testo, del nodo e delle frecce: questo permette di rendere pi&ugrave; leggibile la mappa e di renderla&nbsp;personale e adattabile a tutte le esigenze, anche di persone di et&agrave; diversa.<br />
		Si possono&nbsp;<strong>inserire immagini&nbsp;</strong>relative al concetto di cui si sta trattando: le immagini si possono trovare nel ricco archivio in dotazione al programma o possono essere tratte da Internet con un collegamento diretto a partire da SuperMappe&nbsp;o prese da un qualsiasi archivio esterno (fotocamera digitale, per esempio).<br />
		Si possono&nbsp;<strong>inserire collegamenti ad oggetti digitali</strong>&nbsp;anche diversi dalle immagini, come videoclip, siti internet, registrazioni, documenti eccetera, creando cos&igrave; degli ipertesti che possono essere salvati ed esportati ad un altro computer (voce &quot;esporta file con allegati&quot;).<br />
		E&#39; possibile anche&nbsp;<strong>gestire delle tabelle&nbsp;</strong>all&#39;interno della mappa e creare&nbsp;<strong>mappe multilingua</strong>, gestendo, nella stessa mappa, voci di sintesi vocale di lingua diversa (se installate).<br />
		E&#39; possibile<strong> modificare in modo semplice </strong>in qualsiasi momento la <strong>dimensione e la posizione dei nodi</strong>, senza dover modificare o rifare l&#39;assetto dell&#39;intera mappa.<br />
		SuperMappe funziona come fosse un <strong>&quot;foglio infinito&quot;</strong>, senza, quindi, dimensioni prefissate (diversamente, per esempio, da un qualsiasi foglio Word o Power Point): questo permette al bambino di lavorare sulla mappa senza dover pianificare preventivamente ed in modo preciso la sua strutturazione (che pu&ograve; tranquillamente essere modificata anche alla fine).<br />
		Si possono&nbsp;<strong>importare testi</strong>&nbsp;direttamente da qualsiasi altro software Anastasis (SuperQuaderno o ePICO!): questo &egrave; molto utile per lo studio, perch&egrave; il bambino legge e sottolinea il testo nell&#39;altro software e&nbsp;porta il testo evidenziato in SuperMappe, che crea velocemente e facilmente una mappa concettuale.&nbsp;Comunque, usando il copia e incolla, si possono importare testi anche da altri software non Anastasis.<br />
		Vi &egrave; anche la funzione contraria, cio&egrave;&nbsp;<strong>esportare&nbsp;la mappa&nbsp;</strong>da SuperMappe ad altri programmi, come SuperQuaderno, ePICO!, Word, Writer e altri, cos&igrave; da avere una traccia per sviluppare un tema, un riassunto o una ricerca.<br />
		Le mappe create si possono&nbsp;<strong>salvare&nbsp;</strong>o anche&nbsp;<strong>esportare come immagini</strong>. Mediante il software gratuito &quot;Visualizzatore di SuperMappe&quot; si possono aprire,&nbsp;presentare e stampare, ma NON modificare,&nbsp;le mappe anche su pc dove non vi &egrave; installato SuperMappe.<br />
		Le mappe possono essere<strong>&nbsp;lette con sintesi vocale</strong>&nbsp;interna&nbsp;o mediante una sintesi gratuita, come per esempio LeggiXme.<br />
		<strong>Il programma &egrave; a pagamento</strong>, al costo di 99 euro (due licenze) e le&nbsp;informazioni sul programma e sui costi si trovano all&#39;indirizzo:<br />
		<a href="http://www.anastasis.it/?q=object/detail&amp;p=Prodotto/_a_ID/_v_51" target="_blank">http://www.anastasis.it/?q=object/detail&amp;p=Prodotto/_a_ID/_v_51</a><br />
		dove si pu&ograve; anche acquistare il programma o provare la&nbsp;<strong>versione dimostrativa gratuita</strong>&nbsp;che dura 10 giorni.<br />
		<em>Qui sotto un esempio di mappa, da me creata con SuperMappe, insieme ad un bambino (classe V elementare).</em><br />
		<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/LA-VISTA-1.jpg" target="_blank"><img alt="LA VISTA  1" class="alignnone size-medium wp-image-159" height="159" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/LA-VISTA-1-300x159.jpg" width="300" /></a><br />
		&nbsp;
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/06/untitled.png"><img alt="untitled" class="alignnone size-full wp-image-84" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/06/untitled.png" style="width: 200px; height: 97px; margin: 5px; float: right;" /></a><strong>C MAP TOOLS</strong>, &egrave; un&nbsp;<strong>software gratuito&nbsp;che permette di costruire mappe multimediali</strong>, ai cui nodi si possono collegare risorse digitali, documenti di testo, immagini, video, indirizzi internet, altre mappe.<br />
		Il programma ha un&nbsp;<strong>suggeritore di concetti</strong>, che suggerisce concetti relati a quello che si sta sviluppando.<br />
		L&#39;<strong>interfaccia</strong>&nbsp;&egrave; intuitiva, ma a mio parere&nbsp;<strong>non &egrave; grafica</strong>&nbsp;quanto Supermappe, perch&egrave; presenta i classici men&ugrave; a tendina (simil file word), senza l&#39;utilizzo anche di icone grafiche (per esempio la gomma per &quot;elimina&quot;), che invece sono pi&ugrave; semplici per bambini con DSA. In questo senso, per esempio, risulta complesso modificare lo stile del testo (carattere, colore&#8230;), anche perch&egrave; deve essere fatto interamente utilizzando suggerimenti verbali (scritte) e non visivi, come in Supermappe, dove, per esempio, i colori sono rappresentati da una tavolozza e vi sono icone che permettono di aumentare o ridurre il carattere.<br />
		L&#39;<strong>inserimento di immagini &egrave; possibile</strong>, ma secondo me,&nbsp;<strong>meno potente</strong>&nbsp;rispetto a Supermappe, in primis perch&egrave; non ha un archivio interno di immagini, inoltre&nbsp;l&#39;inserimento di esse offre meno possibilit&agrave; (solo come collegamento all&#39;immagine o come sfondo al nodo), non &egrave; intuitivo ed&nbsp;infine non vi &egrave; un collegamento diretto ad internet,&nbsp;ma l&#39;immagine va salvata a parte e poi importata in Cmap Tools, cosa che pu&ograve; risultare complessa per&nbsp;un bambino.<br />
		<strong>Non</strong> pu&ograve; essere usato come <strong>&quot;foglio infinito&quot;</strong>: questo obbliga a pianificare preventivamente, almeno in parte, la mappa.<br />
		<span style="font-size: 13px; text-align: justify;">Le mappe possono essere&nbsp;</span><strong style="font-size: 13px; text-align: justify;">lette con una sintesi vocale gratuita&nbsp;</strong><span style="font-size: 13px; text-align: justify;">come LeggiXme.<br />
		Le mappe costruite in Cmap Tools&nbsp;possono essere&nbsp;</span><strong style="font-size: 13px; text-align: justify;">salvate</strong><span style="font-size: 13px; text-align: justify;">&nbsp;sul computer locale o anche&nbsp;</span><strong style="font-size: 13px; text-align: justify;">condivise in rete</strong><span style="font-size: 13px; text-align: justify;">,&nbsp;</span><strong style="font-size: 13px; text-align: justify;">presentate direttamente</strong><span style="font-size: 13px; text-align: justify;">&nbsp;senza essere trasportate in altro programma o&nbsp;</span><strong style="font-size: 13px; text-align: justify;">esportate</strong><span style="font-size: 13px; text-align: justify;">, in formato PDF, JPG, PNG.</span><br />
		E&#39;, a mio parere, un p&ograve;&nbsp;<strong>complicato da usare in autonomia</strong>&nbsp;per bambini della scuola primaria e secondaria di primo grado, pi&ugrave; adatto per studenti della scuola secondaria di secondo grado o universitari.<br />
		E&#39; sicuramente un&nbsp;<strong>buon software&nbsp;</strong>e ha il grande vantaggio di essere&nbsp;<strong>gratuito</strong>,&nbsp;<strong>ma non &egrave; stato creato appositamente per alunni DSA&nbsp;</strong>e, quindi, per alcuni aspetti (interfaccia, immagini per esempio), pu&ograve; essere meno adatto di altri software specifici.<br />
		Informazioni utili sul funzionamento del programma e su come installarlo si trovano al <a href="http://www.sbilf.eu/sites/default/files/archivio/pubblica/dir_ddtolmezzo/guida_cmap11.pdf" target="_blank">LINK</a>.<br />
		Cmap Tools &egrave; scaricabile dal sito ufficiale all&#39;indirizzo:<br />
		<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://cmap.ihmc.us/download" target="_blank">http://cmap.ihmc.us/download</a></span></p>
<p>
			<em style="line-height: 1.6em;">Qui sotto un esempio di mappa creata con Cmap Tools.&nbsp;E&#39; la stessa mappa fatta con SuperMappe (vedi sopra)&nbsp;riprodotta ora con Cmap Tools.</em>
		</p>
<p>
			<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/LA-VISTA-2.jpg" target="_blank"><img alt="LA VISTA 2" class="alignnone size-medium wp-image-160" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/LA-VISTA-2-300x128.jpg" style="width: 300px; height: 128px; margin: 5px;" /></a><br />
			&nbsp;
		</p>
</li>
<li style="text-align: justify;">
		<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/06/freemind.png"><img alt="freemind" class="alignnone size-full wp-image-86" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/06/freemind.png" style="width: 100px; height: 100px; float: right; margin: 5px;" /></a><strong>FREE MIND</strong>, &egrave; un&nbsp;<strong>software gratuito che permette di creare mappe</strong>.<br />
		Permette di&nbsp;<strong>arricchire visivamente le mappe</strong>&nbsp;grazie a icone che sottolineano la natura di un concetto, come punti di domanda, indicatori di priorit&agrave; eccetera. Questo permette di rendere la mappa un p&ograve; pi&ugrave; visiva di Cmap Tools.<br />
		Le mappe di FreeMind possono essere&nbsp;<strong>esportate in svariati formati</strong>, tra cui, HTML, JPG e PDF.<br />
		<span style="font-size: 13px; text-align: justify;">L&#39;</span><strong style="font-size: 13px; text-align: justify;">interfaccia</strong><span style="font-size: 13px; text-align: justify;">&nbsp;di FreeMind, per&ograve;, &egrave;&nbsp;</span><strong style="font-size: 13px; text-align: justify;">un p&ograve; confusa</strong><span style="font-size: 13px; text-align: justify;">,&nbsp;complicata e poco accattivante e quindi non adatta a bambini piccoli e comunque non specifica per DSA.&nbsp;Di contro presenta la possibilit&agrave; di inserire delle icone visive (per esempio: punto esclamativo, punto interrogativo, numeri&#8230;) che servono a sottolineare la natura del concetto, che a mio parere risultano essere utili&nbsp;ed intuitive.<br />
		Per &nbsp;quanto concerne la <strong>formattazione del testo</strong> non permette di applicare con facilit&agrave; format differenti alle varie parti del testo all&#39;interno dello stesso nodo.<br />
		Riguardo alla gestione dei nodi, <strong>non permette di scrivere sulle frecce</strong> di collegamento e lo<strong> spostamento dei nodi risulta difficoltoso</strong>, in quanto spesso lo spostamento di un nodo subordina lo spostamento degli altri, cosa che rende difficile la modificazione della mappa in itinere.<br />
		L<strong>&#39;inserimento di immagine &egrave; possibile</strong>, ma <strong>meno potente </strong>di SuperMappe e, a mio parere, anche di Cmap Tools, infatti: non&nbsp;non ha un archivio interno di immagini,</span><span style="font-size: 13px; text-align: justify;">&nbsp;l&#39;inserimento di esse offre poche possibilit&agrave;, ovvero solo come collegamento all&#39;immagine o come immagine senza testo nel nodo</span><span style="font-size: 13px; text-align: justify;">,</span><span style="font-size: 13px; text-align: justify;">&nbsp;non si pu&ograve; ridimensionare facilmente l&#39;immagine (in SuperMappe l&#39;immagine si adatta al nodo ed in Cmap Tools pu&ograve; essere ridimensionata se troppo grande), non vi &egrave; un collegamento diretto ad internet, ma l&#39;immagine va salvata a parte e poi importata in FreeMind, cosa che pu&ograve; risultare complessa ad un bambino</span><br />
		Le mappe possono essere<strong>&nbsp;lette usando una sintesi vocale gratuita</strong>, come, per esempio, LeggiXme.<br />
		Anche le&nbsp;<strong>mappe</strong>&nbsp;create sono, come quelle di Cmap Tools,&nbsp;<strong>belle, ma pi&ugrave; adatte per meeting lavorativi o comunque per un pubblico adulto</strong>: per i bambini con DSA risulatano un p&ograve; complicate da creare e poco grafiche da vedere.<br />
		Il sito di FreeMind &egrave; solamente in inglese.<br />
		Per funzionare<strong> necessita l&#39;istallazione</strong> (gratuita) <strong>di Java</strong> sul proprio pc.<br />
		Il vantaggio &egrave; che &egrave; un&nbsp;<strong>software gratuito</strong>, scaricabile all&#39;indirizzo:<br />
		<a href="http://freemind.sourceforge.net/wiki/index.php/Main_Page" target="_blank">http://freemind.sourceforge.net/wiki/index.php/Main_Page</a></p>
<p>
			&nbsp;
		</p>
<p>
			&nbsp;
		</p>
<p>
			<em style="line-height: 1.6em;">Qui sotto un esempio di mappa creata con FreeMind.&nbsp;E&#39; la stessa mappa fatta con SuperMappe (vedi sopra)&nbsp;riprodotta ora con FreeMind.</em>
		</p>
<p>
			<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/LA-VISTA.3.jpeg" target="_blank"><img alt="LA VISTA.3" class="alignnone size-medium wp-image-161" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/LA-VISTA.3-300x180.jpeg" style="width: 300px; height: 180px; margin: 5px;" /></a>
		</p>
</li>
</ul>
<p>
	I programmi presentati non sono certo gli unici esistenti che permettono di creare mappe multimediali: mi sono concentrata principalmente su&nbsp;questi, perch&egrave; sono tra i pi&ugrave; noti e tra quelli da me meglio conosciuti e usati quotidianamente con i bambini. A titolo informativo, esistono anche, per esempio, <strong>IperMappe</strong>, della Erickson (a pagamento) (<a href="http://www.erickson.it/Multimedia/Pagine/Scheda-Minikit.aspx?ItemId=39948" target="_blank">http://www.erickson.it/Multimedia/Pagine/Scheda-Minikit.aspx?ItemId=39948</a>) e <strong>VUE&nbsp;</strong>(Visual Understanding Environment) (gratuito) (<a href="http://vue.tufts.edu/" target="_blank">http://vue.tufts.edu/</a>).<br />
	Tra i programmi di cui ho trattato, personalmente, consiglio SuperMappe: ha lo svantaggio di essere un software a pagamento, ma l&#39;interfaccia iconica e&nbsp;intuitiva, la facilit&agrave; nell&#39;inserimento delle immagini e la tipologia di mappe create lo rendono particolarmente adatto a studenti con DSA.<br />
	Se si vuole comunque prediligere un software gratuito, tra i due trattati, consiglio Cmap Tools, soprattutto per la qualit&agrave; della mappa creata.
</p>
<h3 style="text-align: justify;">
	SOFTWARE CHE CREANO AMBIENTI DI STUDIO PER LIBRI PDF<br />
</h3>
<p style="text-align: justify;">
	Come gi&agrave; accennato esistono software che, tra le altre funzioni, hanno anche la possibilit&agrave; di creare ambienti di studio per libri in pdf (libri digitali o scansioni del libro cartaceo fatte con l&#39;OCR).<br />
	Le&nbsp;<u>comodit&agrave; </u>di questi programmi sono che:
</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">
		permettono di utilizzare il libro digitale <strong>come fosse un libro cartaceo</strong>: sottolinearlo, evidenziarlo, prendere appunti (usando la tastiera e non a mano), copiare e incollare le parti importanti per creare riassunti o mappe multimediali e cos&igrave; via
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		permettono di <strong>leggere il libro digitale con la sintesi vocale</strong> (integrata o a parte)
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		permettono, quindi, uno <strong>STUDIO AUTONOMO</strong>.
	</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
	Un primo esempio di software di questo tipo &egrave; SuperQuaderno (di cui ho ampiamente trattato sopra), che oltre che essere utile come editor di testi che permette di associare immagini alle parole scritte, pu&ograve; anche <strong>aprire file<span style="font-size: 13px;">&nbsp;</span><strong style="font-size: 13px;">PDF</strong></strong><span style="font-size: 13px;"><strong>&nbsp;</strong>in una pagina con un&#39;apposita pulsantiera, con la quale il bambino potr&agrave; <strong>operare direttamente </strong>sul PDF, come su un libro cartaceo e <strong>leggerlo mediante la sintesi vocale</strong> (voci Loquendo). Il programma &egrave; utile nella scuola primaria.<br />
	Per una trattazione pi&ugrave; approfondita del programma si veda sopra.</span>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<span style="font-size: 13px;">Vediamo adesso altri esempi di programmi di questo tipo:</span>
</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">
		<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/07/epico-logo.png"><img alt="epico logo" class="alignnone size-medium wp-image-94" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/07/epico-logo-300x108.png" style="width: 150px; height: 54px; float: right; margin: 5px;" /></a><strong>e-PICO!</strong>, della cooperativa Anastasis, &egrave; uno software completo&nbsp;che&nbsp;<strong>favorisce l&#39;autonomia&nbsp;</strong>nell&#39;apprendimento e&nbsp;nell&#39;esecuzione dei compiti scolastici e che permette, grazie alla sua flessibilit&agrave;, di&nbsp;<strong>creare ed applicare il proprio metodo di studio</strong>.</p>
<p>
			&nbsp;
		</p>
<p>
			&nbsp;
		</p>
<p>
			E&#39; costituito da&nbsp;<strong>5 ambienti</strong>, tutti utilizzabili con la sintesi vocale Loquendo:<br />
			1- EDITOR<br />
			2- PDF<br />
			3- DOMANDE<br />
			4- LETTORE<br />
			5- CALCOLATRICE<br />
			<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/07/EPICO-AMBIENTI.png"><img alt="EPICO AMBIENTI" class="alignnone size-full wp-image-95" height="240" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/07/EPICO-AMBIENTI.png" width="138" /></a>
		</p>
<p>
			<span style="line-height: 1.6em;">1- L&#39;</span><strong style="line-height: 1.6em;">EDITOR</strong><span style="line-height: 1.6em;">&nbsp;&egrave; l&#39;ambiente che permette la&nbsp;</span><strong style="line-height: 1.6em;">produzione di testi propri</strong><span style="line-height: 1.6em;">&nbsp;e l&#39;</span><strong style="line-height: 1.6em;">utilizzo di testi digitali</strong><span style="line-height: 1.6em;">&nbsp;gi&agrave; esistenti (per esempio forniti dall&#39;insegnante).</span>
		</p>
<p>
			Sono presenti tutti i classici&nbsp;<strong>strumenti di un programma di videoscrittura</strong>, come, per esempio, la formattazione del testo, i colori del testo e dello sfondo, la gestione di tabelle, l&#39;inserimento di elenchi puntati, di simboli, immagini, documenti e collegamenti ipertestuali.<br />
			Ha anche alcune&nbsp;<strong>funzioni compensative specifiche&nbsp;</strong>per i DSA, quali<strong>&nbsp;l&#39;autocorrezione, i lessici di lettura e gli stili di lettura</strong>.<br />
			L&#39;<strong>autocorrezione</strong>&nbsp;sostituisce automaticamente durante la digitazione la parola errata con quella corretta.<br />
			I&nbsp;<strong>lessici di lettura&nbsp;</strong>permettono di associare una parola scritta alla lettura desiderata. Sono molto utili, per esempio, con i termini specifici delle varie discipline: per esempio i lessici permettono di leggere correttamente i numeri romani in storia (esempio: XVII letto come &quot;diciassettesimo&quot;).<br />
			Gli&nbsp;<strong>stili di lettura&nbsp;</strong>permettono allo studente di decidere che un blocco di testo sia letto in una lingua, da una voce e ad una velocit&agrave; diverse dal resto del documento. Questo &egrave; utile quando si ha, per esempio, un esercizio in una lingua straniera con parti scritte in italiano (per esempio le consegne) e parti scritte nell&#39;altra lingua, oppure quando si ha un dialogo a pi&ugrave; voci o &nbsp;quando una parte del documento &egrave; molto complessa e necessita de essere letta pi&ugrave; lentamente.<br />
			Ha anche una funzione che facilita la&nbsp;<strong>stesura di riassunti</strong>: si pu&ograve; dividere il testo in frasi o paragrafi, attribuire ad essi&nbsp;un&#39;importanza diversa,&nbsp;evidenziarne delle parti e copiare in un nuovo documento solo le parti selezionate, cos&igrave; da avere una buona base di partenza per un riassunto o per una mappa.<br />
			I testi creati possono essere&nbsp;<strong>salvati o esportati</strong>&nbsp;in formato RTF, PDF, MP3 o anche in SuperMappe.
		</p>
<p>
			2-<strong>&nbsp;L&#39;AMBIENTE PDF</strong>&nbsp;&egrave; dedicato alo studio dei libri digitali e possiede, oltre che gli strumenti presenti anche nell&#39;EDITOR (come i lessici e gli stili di lettura) tutti i classici&nbsp;<strong>strumenti che permettono di prendere appunti e personalizzare i file</strong>, come su un vero e proprio libro cartaceo, come per esempio evidenziatori di colori diversi, vari tipi di sottolineature, la possibilit&agrave; di inserire caselle di testo contenenti note, immagini, parti di testo copiate e collegamenti ipertestuali.<br />
			Ha anche funzioni innovative per modificare e gestire i file, come per esempio la possibilit&agrave; di&nbsp;<strong>estrarre dal file pagine singole</strong>&nbsp;(utile per esempio quando lo studente svolge un esercizio su una pagina: pu&ograve; cos&igrave; archiviare o mandare all&#39;ingnante solo qualla pagina e non tutto il libro digitale) oppure di&nbsp;<strong>inserire pagine vuote</strong>&nbsp;(cos&igrave; lo studente pu&ograve; svolgere un esercizio direttamente di seguito alla consegna) o&nbsp;<strong>pagine provenienti da altri file</strong>&nbsp;(utile per svolgere collegamenti con altre materie, per esempio quando il ragazzo deve svolgere una tesina).
		</p>
<p>
			3-<strong>&nbsp;L&#39;AMBIENTE DOMANDE&nbsp;</strong>&egrave; un&#39;innovativa funzione che<strong>&nbsp;favorisce l&#39;auto-organizzazione e la comprensione del materiale da studiare</strong>.<br />
			Esistono schemi predefiniti di domande per le varie materie, che suggeriscono un metodo di studio e preattivano il ragazzo nella ricerca di determinate informazioni importanti nel testo, ma si possono aggiungere anche nuove domande.<br />
			Nello spazio della risposta si pu&ograve; inserire testo, immagini, collegamenti multimediali, eccetera.<br />
			<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/07/epico-domande.png" style="line-height: 1.6em;" target="_blank"><img alt="epico domande" class="alignnone size-medium wp-image-97" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/07/epico-domande-200x300.png" style="opacity: 0.9; height: 200px; margin: 5px; width: 133px;" /></a>
		</p>
<p>
			4-&nbsp;<strong>Il LETTORE</strong>, che permette di&nbsp;<strong>leggere tutti i tipi di file selezionabili</strong>.<br />
			Permette di scegliere la lingua (se installata), la velocit&agrave; di lettura, impostare i lessici o gli stili di lettura.<br />
			<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/07/epico-lettore.png" target="_blank"><img alt="epico lettore" class="alignnone size-full wp-image-98" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/07/epico-lettore.png" style="width: 248px; height: 65px; margin: 5px;" /></a>
		</p>
<p>
			5-&nbsp;<strong>La CALCOLATRICE</strong>&nbsp;<strong>parlante</strong>, che permette di evitare gli errori di trascrizione e di controllare quanto digitato mediante la voce di ritorno, cosa non possibile con le normali calcolatrici, permettendo al ragazzo di concentrarsi, per esempio mentre risolve un problema, sulla procedura e non sui calcoli.<br />
			Essa, grazie alla sintesi vocale di cui &egrave; dotata, permette di ascoltare l&#39;intero numero scritto, le singole cifre ed&nbsp;i segni di operazione.<br />
			Permette anche di vedere l&#39;intera procedura seguita.
		</p>
<p>
			<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/07/epico-calcolatrice.png" target="_blank"><img alt="epico calcolatrice" class="alignnone size-medium wp-image-99" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/07/epico-calcolatrice-137x300.png" style="opacity: 0.9; height: 200px; margin: 5px; width: 91px;" /></a>
		</p>
<p>
			<span style="line-height: 1.6em;"><strong>Il programma &egrave; a pagamento</strong>, a partire da 129 euro (versione base con una licenza e senza sintesi vocale). Il prezzo varia in base al numero di licenze acquistate e al numero di voci (solo italiano o anche le voci per le lingue straniere) per la sintesi vocale.</span>
		</p>
<p>
			Informazioni sul programma e sui costi si trovano all&#39;indirizzo:<br />
			<a href="http://www.anastasis.it/?q=object/detail&amp;p=Prodotto/_a_ID/_v_100​" target="_blank">http://www.anastasis.it/?q=object/detail&amp;p=Prodotto/_a_ID/_v_100</a>
		</p>
</li>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>PDF X CHANGE VIEWER</strong>, &egrave; un visualizzatore di PDF che permette di&nbsp;<strong>aprire, modificare e salvare file in PDF</strong>, quindi anche i libri di testo digitali,&nbsp;<strong>creando un ambiente di studio&nbsp;</strong>idoneo per i bambini con DSA, che favorisce lo studio in autonomia.<br />
		Permette di&nbsp;<strong>aprire un file PDF selezionabile</strong>&nbsp;(libri digitali) o anche una scansione dal libro cartaceo, ma per poterla modificare &egrave; necessario usare un software OCR o cliccare il tasto &quot;OCR&quot; sulla barra degli strumenti del programma: questo render&agrave; il file selezionabile.<br />
		Il software permette di<strong>&nbsp;utilizzare il PDF come se fosse un vero e proprio libro cartaceo</strong>: sottolineare, evidenziare, eliminare con una barra le parti del testo non rilevanti, inserire note o commenti (quindi prendere appunti o segnare l&#39;importanza o meno di un determinato passaggio) nelle caselle di testo (esistono anche caselle di testo con frecce per fare riferimenti specifici al testo), inserire frecce per segnare l&#39;importanza di una parte di testo, inserire forme come cerchi o nuvolette, per esempio per mettere in evidenza le parole-chiave.<br />
		Il programma permette anche di inserire del testo (non in caselle di testo), funzione utile per completare, per esempio, una pagina di esercizi.<br />
		Si possono&nbsp;<strong>inserire pagine bianche&nbsp;</strong>(utile, per esempio, per svolgere un esercizio che richiede risposte aperte),&nbsp;<strong>pagine da un altro documento</strong>&nbsp;(per esempio quando serve fare collegamenti tra materie diverse, per esempio per le tesine) o&nbsp;<strong>esportare una o pi&ugrave; pagine su un file estreno</strong>&nbsp;(utile quando si vuole stampare o inviare all&#39;insegnante una sola pagina, magari di un esercizio svolto, e non l&#39;intero libro).<br />
		Il PDF&nbsp;modificato pu&ograve; essere<strong>&nbsp;salvato, esportato come immagine e stampato&nbsp;</strong>(meglio esportarlo e poi stamparlo).<br />
		Il programma&nbsp;<strong>non ha una sintesi vocale integrata</strong>, ma si pu&ograve; usare un&nbsp;qualsiasi altro software di sintesi vocale, come per esempio LeggiXme.<br />
		Esistono&nbsp;<strong>varie versioni del programma</strong>, di cui una gratuita&nbsp;e la versione PDF-X Change&nbsp;Viewer PRO che &egrave; a pagamento. La versione free permette di svolgere tutte le funzioni sopra descritte, la differenza &egrave; che per alcune funzioni (per esempio esportare un file o aggiungere una pagina) aggiunge un piccolo timbro sul file creato, che ricorda di acquistare la versione PRO, ma al di l&agrave; di questo non ha molte altre limitazioni.<br />
		Per avere informazioni sul programma, per scaricarlo o per acquistare la versione a pagamento:<br />
		<a href="http://www.tracker-software.com/" target="_blank">http://www.tracker-software.com/</a></p>
<p>
			<em style="line-height: 1.6em;">Qui di seguito un mio esempio di file utilizzato per lo studio utilizzando PDF-X Change Viewer.</em>
		</p>
<p>
			<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/PDF-X-CHANGE-ESEMPIO1.pdf" target="_blank">http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/PDF-X-CHANGE-ESEMPIO1.pdf</a>
		</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
	Questi programmi sono<strong> molto utili</strong> al ragazzo con DSA per arrivare a <strong>gestire lo studio in autonomia</strong>, consigliabili a partire dalla <strong>scuola secondaria di primo grado</strong>.<br />
	A mio parere sono entrambi validi: ePICO! &egrave; sicuramente un programma molto completo con pi&ugrave; funzioni di un semplice visualizzatore di PDF, io comunque consiglierei, visto il costo non indifferente del software, di provare prima ad usare PDF-X Change Viewer (anche la versione gratuita) ed integrarlo con una sintesi vocale gratuita come LeggiXme e vedere se il bambino si trova e al massimo passare ad usare ePICO! in seguito, se necessario.
</p>
<h2 style="text-align: justify;">
	ALTRI STRUMENTI COMPENSATIVI<br />
</h2>
<p>
	Altri strumenti compensativi utili sono:
</p>
<ul>
<li>
		il <strong style="color: rgb(0, 0, 0); font-style: normal;">REGISTRATORE</strong>, utile per<strong> registrare</strong> la lezione in classe per poi<strong> riascoltarla a casa</strong>,<strong> riascoltare la propria preparazione e ripassare</strong> quanto studiato
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		la&nbsp;<strong>CALCOLATRICE</strong>, meglio se <strong>parlante</strong>. Utile per permettere al bambino, per esempio, di concentrasi solo sul processo di svolgimento di un problema o anche di un espressione, senza dovere pensare ai calcoli.<br />
		Meglio usare una calcolatrice parlante, integrata in software come, per esempio, LEGGIXME, SuperQuaderno o ePICO!, perch&egrave;&nbsp;<span style="color: #000000;">permette di evitare gli errori di trascrizione e di controllare quanto digitato mediante la&nbsp;voce di ritorno.</span>
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		<span style="color: #000000;"><strong>TABELLE E FORMULARI</strong>, anche cartacei, molto<strong> utili per ricordare formule e procedure</strong>, per esempio in matematica,&nbsp;gemoetria e grammatica.<br />
		Possono essere costruiti direttamente con il bambino, scaricarate dal web (per esempio al sito&nbsp;<a href="https://sites.google.com/site/dislessiapassodopopasso2/" target="_blank">https://sites.google.com/site/dislessiapassodopopasso2/</a>), oppure vi sono utili libri, acquistabili in libreria, dove sono presenti tabelle compensative per varie materie, come, appunto matematica, geometria o italiano.<br />
		Un esempio sono:<br />
		<strong>il quadernino delle regole di matematica&nbsp;</strong>di Milena Catucci, Fabbrica dei Segni editore. Prezzo 16 euro.&nbsp;</span></p>
<p>
			<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/07/quad-milli-mate.jpg" style="line-height: 1.6em;" target="_blank"><img alt="quad milli mate" class="alignnone size-full wp-image-107" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/07/quad-milli-mate.jpg" style="width: 139px; height: 159px;" /></a>
		</p>
<p>
			<span style="color: #000000;"><strong>il quadernino delle regole di italiano&nbsp;</strong>di Milena Catucci, Fabbrica dei Segni editore. Prezzo 16 euro.&nbsp;</span>
		</p>
<p>
			<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/07/milli-italiano.jpg" target="_blank"><img alt="milli italiano" class="alignnone size-full wp-image-108" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/07/milli-italiano.jpg" style="width: 160px; height: 189px;" /></a>
		</p>
<p>
			<span style="color: #000000;"><strong>atlante di geometria a colori</strong>, di Rita Bartole e Marco Quaglino, Il Melograno. Prezzo 14 euro.</span>
		</p>
<p>
			<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/07/rita-bartole-geom.png" target="_blank"><img alt="rita bartole geom" class="alignnone size-full wp-image-109" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/07/rita-bartole-geom.png" style="width: 150px; height: 150px; border-width: 1px; border-style: solid;" /></a>
		</p>
</li>
</ul>
<p>
	I primi due sono utilizzabili gi&agrave; dalla scuola primaria, l&#39;atlante di geometria, invece &egrave; pi&ugrave; utile dalla scuola secondaria di primo grado.
</p>
<p>
	&nbsp;
</p>
<p>
	Questo articolo ha l&#39;obiettivo di fare un excursus generale sull&#39;ampia gamma di strumenti compensativi esistenti, per dare un&#39;idea di quali strumenti possono essere utili ai bambini con DSA e per quali scopi. Non &egrave; sicuramente del tutto esaustivo, infatti per ogni tipo di software vengono fatti solo alcuni esempi, focalizzandosi su quelli da me preferiti ed utilizzati. Si rimanda a successivi articoli per una spiegazione pi&ugrave; nel dettaglio di alcuni software e per la trattazione di argomenti qui non affrontati, come per esempio gli strumenti compensativi utili per la matematica, perch&egrave;, in quanto molto vasti, esulano dall&#39;obiettivo dell&#39;articolo stesso.</p>
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