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	<title>Francesca Cavaiani &#187; tema</title>
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		<title>DSA: SCRIVERE UN TEMA&#8230;QUALI STRATEGIE?</title>
		<link>https://www.francescacavaiani.it/2014/10/19/dsa-scrivere-un-tema-quali-strategie/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Oct 2014 14:25:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Cavaiani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Disturbi Specifici Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia]]></category>
		<category><![CDATA[didattica inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[dislessia]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi dell'apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi specifici dell'apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[dsa]]></category>
		<category><![CDATA[mappe concettuali]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere un tema]]></category>
		<category><![CDATA[tema]]></category>

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		<description><![CDATA[&#34;Non scrivere mai per piacere agli altri, ma per piacere a te.&#34; (W. Smith) Scrivere un tema pu&#242; risultare un&#39;impresa ardua per qualsiasi allievo: il titolo spesso strano e difficile da capire, le idee che non vengono o&#160;che comunque arrivano &#8230; <a href="https://www.francescacavaiani.it/2014/10/19/dsa-scrivere-un-tema-quali-strategie/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/09/0041.jpg"><img alt="0041" class="alignnone size-medium wp-image-274" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/09/0041-300x199.jpg" style="width: 300px; height: 199px; float: left; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" /></a><em>&quot;Non scrivere mai per piacere agli altri, ma per piacere a te.&quot; (W. Smith)</em>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<strong>Scrivere un tema pu&ograve; risultare un&#39;impresa ardua</strong> per qualsiasi allievo: il titolo spesso strano e difficile da capire, le idee che non vengono o&nbsp;che comunque arrivano in modo confuso e a cui non si riesce dare un&nbsp;ordine ed una una strutturazione, le varie parti che non si riescono ad unire logicamente tra loro, la difficolt&agrave; ad iniziare e a concludere&#8230;e molto altro!<br />
	Quest&#39;impresa pu&ograve; diventare<strong> ancora pi&ugrave; difficoltosa per un bambino</strong> con disturbi specifici dell&#39;apprendimento (<strong>DSA</strong>): alle <strong>difficolt&agrave;</strong> elencate si sommano quelle <strong>ortografiche e di conversione fonema-grafema</strong>, di <strong>scrittura</strong> (disgrafia), di <strong>rilettura</strong> del testo prodotto e quelle di <strong>organizzazione del discorso</strong>, spesso presenti in un bambino con DSA.<br />
	<u>Quali strategie si possono utilizzare per aiutare il bambino con DSA </u>(ma non solo) <u>a produrre un testo scritto</u>, cercando di arginare le difficolt&agrave; derivanti dal disturbo?<br />
	Vediamolo insieme.
</p>
<p>
	<span id="more-273"></span>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	La scrittura di un tema consta di due fasi, che &egrave; necessario dividere:
</p>
<ol>
<li style="text-align: justify;">
		l&#39;<b>IDEAZIONE DEI CONTENUTI</b>, ovvero la fase pi&ugrave; ideativa e costruttiva, in cui il bambino genera le idee
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		l&#39;<strong>ELABORAZIONE FORMALE DEL TESTO</strong>, ovvero la fase pi&ugrave; esecutiva, in cui le idee assumono la forma di un unico testo strutturato,&nbsp;coerente e corretto formalmente e grammaticalmente.
	</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">
	E&#39; importante che siano <strong>ben separate</strong>, in modo tale che le risorse attentive del bambino siano, inizialmente, tutte concentrate sul contenuto e, in secondo momento, tutte concentrate sulla forma.
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Analizziamole separatemente, concentrandoci sulle strategie pi&ugrave; utili in ciascuna delle due fasi.
</p>
<h2 style="text-align: justify;">
	L&#39;IDEAZIONE DEI CONTENUTI<br />
</h2>
<p style="text-align: justify;">
	E&#39; la<strong> prima fase </strong>di stesura di un testo scritto, quella in cui il bambino <strong>genera le varie idee</strong>.<br />
	Qui &egrave; utile <strong>utilizzare una mappa</strong>, poich&egrave; il foglio bianco pu&ograve; creare ansia.&nbsp;<br />
	<span style="line-height: 1.6em;">L&#39;uso di una mappa, infatti:</span>
</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">
		aiuta a <strong>organizzare le idee</strong>
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		permette una <strong>visualizzazione globale</strong>, preferita dai bambini con DSA (si veda anche l&#39;articolo<a href="http://www.francescacavaiani.it/2014/08/31/dsa-e-stili-di-apprendimento/" target="_blank"> DSA E STILI DI APPRENDIMENTO</a>)
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		evidenzia le <strong>relazioni ed i nessi logici tra le parti</strong>, aiutando la successiva strutturazione di un testo logico e coerente e favorendo lo sviluppo di associazioni (favorendo, quindi lo stile cognitivo divergente, tipico dei DSA. Si veda anche l&#39;articolo <a href="http://www.francescacavaiani.it/2014/08/31/dsa-e-stili-di-apprendimento/" target="_blank">DSA E STILI DI APPRENDIMENTO</a>)
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		permette di <strong>dividere il testo in diversi argomenti</strong> e di approfondirne uno alla volta
	</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
	Per quanto riguarda la <strong>costruzione della mappa</strong> si possono usare <strong>due modalit&agrave;</strong>: &egrave; utile allenare gli studenti ad entrambe le modalit&agrave;, anche perch&egrave;, dipendentemete dal tipo di testo e di titolo, pu&ograve; risultare pi&ugrave; appropriata una o l&#39;altra.
</p>
<ol>
<li style="text-align: justify;">
		Modalita&#39; del<b>&nbsp;BRAINSTORMING</b>, ovvero viene creata una <strong>mappa con una struttura a raggiera intorno ad una parola o espressione chiave</strong>, che pu&ograve; essere anche il titolo. Si mette il titolo/parola chiave al centro e si dice al bambino di <strong>scrivere in nodi diversi </strong>(un nodo per ogni idea)&nbsp;che partono dal titolo <strong>tutte le idee che gli vengono in mente</strong> legate a quel titolo. In questa fase <strong>non &egrave; importante la forma</strong> in cui vengono scritte le idee:&nbsp;l&#39;importante &egrave; scrivere tutto quello che viene in mente, senza prestare particolarmente attenzione all&#39;ortografia e alla morfologia.<br />
		Facciamo un esempio.<br />
		<em>Figura 1. Qui sotto riporto un&#39;iniziale mappa, fatta in modalit&agrave; di brainstormng, da una bamina di 11 anni (inizio della classe prima della scuola secondaria di primo grado). Cliccare sull&#39;immagine per visualizzarla pi&ugrave; in grande.</em><br />
		<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/09/LA-MIA-PRIMA-SETTIMANA-DI-SCUOLA-SECONDARIA-brutta.jpg" target="_blank"><img alt="LA MIA PRIMA SETTIMANA DI SCUOLA SECONDARIA brutta" class="alignnone size-medium wp-image-283" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/09/LA-MIA-PRIMA-SETTIMANA-DI-SCUOLA-SECONDARIA-brutta-300x210.jpg" style="width: 300px; height: 210px; margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" /></a><br />
		Successivamente si porta il bambino ad <strong>organizzare la mappa</strong>, cio&egrave;:<br />
		&#8211; lo si porta a capire se ci sono<strong> relazioni fra le varie idee</strong> e che tipo di relazioni<br />
		&#8211; si cerca di capire&nbsp;se pi&ugrave; idee possono essere <strong>idee secondarie</strong> che si dipartono da una principale<br />
		&#8211;&nbsp;si incomicia a dare un<strong> ordine di trattazione degli argomenti</strong> (o facendo una mappa piramidale, o mettendo i numeri o anche mettendo i nodi in ordine orario o antiorario, come preferisce il bambino)<br />
		&#8211;&nbsp;si possono scrivere delle<strong> domande sulle frecce</strong> (o in un altro nodo) che servono per legare i nodi&nbsp;tra di loro.<br />
		<em>Figura 2. Qui sotto riporto la versione della mappa precendente, organizzata insieme alla bambina. Cliccare sull&#39;immagine per visualizzarla pi&ugrave; in grande.</em><br />
		<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/09/LA-MIA-PRIMA-SETTIMANA-DI-SCUOLA-SECONDARIA1.jpg" target="_blank"><img alt="LA MIA PRIMA SETTIMANA DI SCUOLA SECONDARIA" class="alignnone size-medium wp-image-284" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/09/LA-MIA-PRIMA-SETTIMANA-DI-SCUOLA-SECONDARIA1-300x142.jpg" style="width: 300px; height: 142px; margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" /></a><br />
		Analizziamo meglio questi concetti basandoci sull&#39;esempio (figura 1 e figura 2).<br />
		La traccia del tema era: &quot;Descrivi le tue impressioni sulla tua prima settimana di scuola secondaria&quot;, titolo adatto per essere sviluppato in modalit&agrave; di brainstorming. Abbiamo messo il titolo/parole chiave in un nodo centrale e da qui la bambina ha incominciato a scrivere in nodi diversi tutte le idee che le venivano in mente su quell&#39;argomento, senza prestare particolarmente attenzione alla forma (figura 1).<br />
		Quando erano esaurite le idee, abbiamo incominciato ad organizzare la mappa (figura 2). Ha individuato quale idea potesse essere l&#39;introduzione e quale la conclusione del suo tema e ha chiamato cos&igrave; i due nodi corrispondenti. Abbiamo usato un colore uguale (il verde) per distinguere questi due nodi dagli altri, che si riferiscono, invece, allo svolgimento del tema (l&#39;idea &egrave; venuta alla bambina. Si consideri che questa bambina ha una memoria visiva sviluppatissima e riesce ad organizzare meglio i contenuti basandosi su colori di riferimento).<br />
		A questo punto ci siamo concentrati&nbsp;sulle altre idee e le abbiamo organizzate.<br />
		Partendo dall&#39;introduzione ha individuato i due concetti fondamentali intorno ai quali voleva sviluppare il tema, ovvero che la prima settimana di scuola era stata bella, ma anche faticosa.<br />
		<span style="font-size: 13px; line-height: 20.7999992370605px; text-align: justify;">Abbiamo creato due nodi separati per i due concetti (in colori diversi, possibilmente che al bambino evochino i concetti espressi): &quot;&egrave;&nbsp;stata bella perch&egrave;&quot; ed &quot;&egrave; stata faticosa perch&egrave;&quot;&nbsp;</span> e abbiamo cercato di capire se e quali nodi potevano legarsi al primo o al secondo concetto (relazione fra i nodi/idee sviluppati inizialmente e individuazione dei nodi principali e secondari).&nbsp;I&nbsp;nodi relativi ai nuovi e vecchi compagni ed ai professori erano nodi secondari che&nbsp;si potevano legare al nodo principle &quot;E&#39; stata bella perch&egrave;&quot;&nbsp;ed invece quelli relativi alla materia francese e alla struttura della scuola si legavano al nodo &quot;E&#39; stata faticosa perch&egrave;&quot; (inviduazione dei nodi principali e secondari).&nbsp;L&#39;ho portata a ragionare su come questi nodi potevano legarsi tra loro (per esempio i due nodi sui vecchi e nuovi compagni erano connessi oppure la grandezza della scuola poteva essere la causa del fatto che non trovasse l&#39;aula), dando cos&igrave; una struttura organizzata e ordinata al discorso (ordine di trattazione degli argomenti).<br />
		Infine abbiamo aggiunto delle domande o parole chiave sulle varie frecce (o nei nodi, dipende molto dalla strutturazione della mappa e dalla sua organizzazione prettamente grafica), che servono da connettivi e aiutano a legare le varie parti del discorso (i nodi) o a dividere i vari argomenti.</p>
<p>
			&nbsp;
		</p>
<p>
			<span style="line-height: 1.6em;">Successivamente, nel capitolo relativo all&#39;elaborazione formale del testo, vedremo come sviluppare il tema da questa mappa.</span>
		</p>
</li>
<li style="text-align: justify;">
		Utilizzo di una <b>MAPPA PREIMPOSTATA </b>come supporto alla scrittura. Si forniscono <strong>mappe preimpostate </strong>e si portano i bambini a <strong>sviluppare ogni nodo dei concetti come se fossero i titoli </strong>degli argomenti di cui trattare. Si pu&ograve; fornire la mappa preimpostata a pc, in programmi appositi, come SuperMappe per esempio e da l&igrave; aggiungere&nbsp;le varie informazioni nel nodo o come approfondimenti al nodo (&egrave; una scelta personale. Io personalmente uso poco gli approfondimenti e faccio inseririre direttamente nel nodo, in modo tale che si crea una nuova mappa con tutte le informazioni, che pu&ograve; essere stampata e portata all&#39;insegnante come &quot;scaletta&quot; da cui si &egrave; partiti per organizzare il tema. Si consideri anche che spesso per i bambini mostrare anche questi lavori prelimanari &egrave; motivo di orgoglio).<br />
		Mediante la mappa preimpostata&nbsp;si<strong> facilita la scrittura</strong>, in quanto:<br />
		&#8211; <strong>si affronta&nbsp;ogni parte del tema separatamente</strong>, come fossero tanti pezzetti separati<br />
		&#8211; <strong>aiuta ad organizzare e strutturare&nbsp;il discorso</strong>, cosa spesso difficile in un bambino con DSA<br />
		&#8211;&nbsp;d&agrave;&nbsp;un <strong>punto chiaro di partenza e di arrivo</strong><br />
		&#8211; fa <strong>superare l&#39;ansia generata dal foglio bianco</strong><br />
		Questo procedimento pu&ograve; essere fatto anche su carta: si fornisce la mappa e si chiede di riempire, su un foglio&nbsp;a parte,&nbsp;ogni nodo, o come se fosse una vera e propria mappa o scrivendo le informazioni relative ad i vari titoli dei nodi una sotto l&#39;altra, lasciando una riga tra una e l&#39;altra.<br />
		<em>Figura 3. Qui sotto riporto una mappa preimpostata che pu&ograve; essere utlizzata per lo sviluppo di un tema narrativo. La mappa &egrave; presa dal libro &quot;Come leggere la dislessia e i DSA&quot;, di G. Stella e L Grandi e in parte adattata da me (principalmente nei colori&nbsp;e nelle immagini). Cliccare sull&#39;immagine per visualizzarla pi&ugrave; in grande.</em><br />
		<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/10/IL-TEMA-NARRATIVO.jpg" target="_blank"><img alt="IL TEMA  (NARRATIVO)" class="alignnone size-medium wp-image-288" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/10/IL-TEMA-NARRATIVO-300x125.jpg" style="width: 300px; height: 125px; margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" /></a><br />
		<em style="font-size: 13px; line-height: 20.7999992370605px; text-align: justify;">Figura 4. Riporto qui sotto l&#39;esempio di un&#39;iniziale mappa creata da una bambina&nbsp;di 9 anni (inizio classe quarta della scuola primaria), a partire da questa mappa preimpostata. In questo caso la mappa preimpostata &egrave;&nbsp;stata leggermente modificata ad hoc, in quanto si partiva da un esercizio del libro e vi erano gi&agrave; alcune domande, che sono state usate anch&#39;esse come nodi della mappa preimpostata. L&#39;esercizio chiedeva di sviluppare un piccolo testo sulla tematica: &quot;Quella volta l&#39;ho combinata davvero grossa&#8230;&quot;.</em><br />
		<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/10/LE-SCARPE-NUOVE.jpg" target="_blank"><img alt="LE SCARPE NUOVE" class="alignnone size-medium wp-image-291" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/10/LE-SCARPE-NUOVE-300x148.jpg" style="width: 300px; height: 148px; margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" /></a></p>
<p>
			&nbsp;
		</p>
<p>
			&nbsp;
		</p>
<p>
			Analizziamo l&#39;esempio.<br />
			La bambina &egrave; partita dalla mappa preimpostata (figura 3), in questo caso modificata ad hoc insieme a lei (figura 4). Ha iniziato a completare ogni nodo della mappa separatamente, utilizzando le domande-stimolo poste sulle frecce, senza prestare particolare attenzione alla forma. Siamo partite dal primo nodo &quot;CHI?&quot;, proseguendo in senso orario a completare tutti i nodi: questo l&#39;ha aiutata a dare un&#39;organizzazione pi&ugrave; chiara al suo discorso, fornendole anche un punto di partenza e di arrivo.<br />
			E&#39; da notare, inoltre,&nbsp;che l&#39;avere una mappa preimpostata davanti l&#39;ha aiutata molto anche da un punto di vista emotivo, ovvero a superare la cosidetta&nbsp;&quot;ansia del foglio bianco&quot;. La bambina, infatti, appena ero arrivata in casa, mi aveva accolto dicendomi: &quot;Ho un compito di italiano da fare, ma &egrave; troppo difficile, non so cosa scrivere. Non lo faccio perch&egrave;&nbsp;tanto non ci riuscir&ograve; mai!Io queste cose non le so fare e non le riuscir&ograve; mai a fare&quot;.&nbsp;Il suo livello di autostima e la sua&nbsp;sensazione di autoefficacia erano bassissimi. L&#39;ho tranquilizzata un pochino e le ho detto: &quot;Eh s&igrave;, non &egrave; facile, neanche per me lo &egrave;, ma adesso ci proviamo e vedrai che lo farai tutto da sola, verr&agrave; bellissimo e sar&agrave; anche divertente farlo!!&quot;. Appena ha visto la mappa preimpostata e abbiamo iniziato a modificarla insieme sulla base dell&#39;esercizio, le sono incominciate a venire un sacco di idee&nbsp;grazie alle domande stimolo e la mappa l&#39;ha aiutata molto anche nell&#39;organizzazone e strutturazione delle idee stesse.<br />
			Alla fine era contentissima del risultato e mi ha detto: &quot;E&#39; bellissimo vero?E l&#39;ho fatto tutto da sola!Ed &egrave; stato anche facile e anche divertente!!&quot;. L&#39;avere una mappa preimpostata l&#39;ha aiutata a superare l&#39;ansia di non sapere cosa scrivere, da dove incominciare e come strutturare il discorso ed ha aumentato anche molto il suo senso di autoefficacia e la sua autostima.
		</p>
</li>
</ol>
<h2 style="text-align: justify;">
	L&#39;ELABORAZIONE FORMALE DEL TESTO<br />
</h2>
<p style="text-align: justify;">
	Dopo aver creato una mappa con una delle due modalit&agrave; descitte sopra, si passa alla <strong>stesura formale del testo</strong>.<br />
	Si pu&ograve; dividere questo procedimento in<strong> due fasi</strong>.
</p>
<ol>
<li style="text-align: justify;">
		Per prima cosa <strong>si copia e incolla la mappa in un editor di testi</strong>, quale per esempio Word (nel caso si usi SuperMappe per la creazione della mappa ed il bambino possedesse anche SuperQuaderno o altri programmi Anastasis il collegamento &egrave; ancora pi&ugrave; rapido).<br />
		Usando come editor Word, si copia e incolla un nodo alla volta (e, se utile, anche le parole sulle frecce), preferibilmente un pezzetto sotto l&#39;altro, lasciando una riga fra i vari &quot;nodi&quot; copiati.<br />
		Riporto qui sotto questo lavoro fatto per le due mappe prima utilizzate come esempio.<br />
		<em>Figura 5. Riporto l&#39;esempio di questa procedura di copia-incolla per il lavoro riguardante la prima settimana di scuola media, a partire dalla mappa della figura 2. Cliccare sul link sottostante per scaricare il documento e visionarlo.</em><br />
		<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/10/LA-MIA-PRIMA-SETTIMANA-DI-SCUOLA-SECONDARIA-BRUTTA.docx">LA MIA PRIMA SETTIMANA DI SCUOLA SECONDARIA (BRUTTA)</a><br />
		<em>Figura 6.&nbsp;</em><em style="font-size: 13px; line-height: 20.7999992370605px; text-align: justify;">Riporto l&#39;esempio di questa procedura di copia-incolla per il lavoro&nbsp;riguardante: &quot;Quella volta l&#39;ho combinata proprio grossa&#8230;&quot;, a partire dalla mappa della figura 4. Cliccare sul link sottostante per scaricare il documento e visionarlo.</em><br />
		<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/10/LE-SCARPE-NUOVE-BRUTTA.docx">LE SCARPE NUOVE (BRUTTA)</a><br />
		<span style="font-size: 13px; line-height: 20.7999992370605px; text-align: justify;">Come si nota dagli esempi <strong>risulteranno tanti piccoli pezzi di discorso </strong>poco connessi tra loro: l&#39;ultima parte del lavoro sar&agrave; proprio quella di legare le varie parti del testo mediante i connettivi, modificarlo dove opportuno e correggere gli eventuali errori morfologici ed ortografici.</span><br />
		&nbsp;
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		Ci si pu&ograve; ora dedicare alla <strong>stesura definitiva del testo</strong>.<br />
		Si parte dal testo che abbiamo copiato ed incollato e <strong>si legge</strong>, con l&#39;aiuto della sintesi vocale (io di solito uso LEGGIXME, ma va bene qualunque sintesi), <strong>un pezzetto alla volta</strong>. La rilettura aiuta a capire se il discorso pu&ograve; andare bene o non &egrave; connesso e si ragiona insieme al bambino su come e attraverso quali &quot;paroline&quot; (i connettivi) si possono unire le varie parti e se e come si debba modificare lo scritto. Ogni volta che si modifica una parte &egrave; bene rileggerla con la sintesi, per verificare che si abbia costruito un discorso coerente.<br />
		Si utilizzano, a questo punto,&nbsp;tutti gli <strong>strumenti messi a dispozione dal pc</strong>, quali, per esempio, oltre la <strong>sintesi vocale</strong>, il<strong> correttore ortografico</strong> ed il<strong> suggeritore di&nbsp;parole</strong>. Il correttore ortografico pu&ograve; essere molto utile dal punto di vista didattico se, una volta rilevato l&#39;errore,&nbsp;lo si lascia correggere al bambino, anche aiutandosi con le alternative proposte dal suggeritore di parole. E&#39; utile affiancare al correttore ed al suggeritore l&#39;uso della sintesi, facendo ascoltare al bambino la parola che ha scritto e portandolo a riflettere sull&#39;aspetto sonoro della parola (si pu&ograve; ascoltare la parola intera o anche lettera per lettera), ascoltando anche le varie alternative proposte dal suggeritore (che, appunto, &egrave; utile se affiancato da una &quot;lettura con le orecchie&quot;). L&#39;autocorrezione, inoltre,&nbsp; porta ad un&#39;aumento del senso di autoefficacia e quindi all&#39;aumento dell&#39;autostima.<br />
		E&#39; utile <strong>separare</strong> il momento&nbsp;in cui ci si focalizza&nbsp;sulla <strong>strutturazione della frase e del discorso</strong> da&nbsp;quello&nbsp;in cui si analizza&nbsp;la <strong>correttezza delle parole</strong>,&nbsp;altrimenti potrebbe essere troppo dispendioso e faticoso per il bambino. E&#39; consigliabile partire dalla strutturazione logica del discorso ed infine focalizzarsi sulle parole. Lo si pu&ograve; fare per tutto il testo insieme o anche parte per parte.<br />
		E&#39; utile, alla fine, una <strong>rilettura globale</strong>, sia per valutare il contenuto che la forma, morfologica e fonologica.&nbsp;Volendo, per l&#39;aspetto pi&ugrave; strettamente fonologico, si pu&ograve; rileggere anche parola per parola o anche dall&#39;ultima parola alla prima, per sganciarsi del tutto dal contenuto.<br />
		<em>Figura 7. Riporto qui sotto il testo definitivo relativo al<em style="font-size: 13px; line-height: 20.7999992370605px; text-align: justify;">&nbsp;lavoro riguardante la prima settimana di scuola media. Cliccare sul link qui sotto per scaricare il file e visualizzarlo.</em></em><br />
		<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/10/LA-MIA-PRIMA-SETTIMANA-DI-SCUOLA-SECONDARIA-BELLA.doc">LA MIA PRIMA SETTIMANA DI SCUOLA SECONDARIA BELLA</a><br />
		<em style="line-height: 1.6em;"><span style="line-height: 20.7999992370605px;">Figura 8. Riporto qui sotto il testo definitivo</span><em style="line-height: 20.7999992370605px;">&nbsp;riguardante il lavoro: &quot;Quella volta l&#39;ho combinata proprio grossa&#8230;&quot;.&nbsp;</em></em><em style="font-size: 13px; line-height: 20.7999992370605px; text-align: justify;"><em style="line-height: 20.7999992370605px;">Cliccare sul link qui sotto per scaricare il file e visualizzarlo.</em></em><br />
		<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/10/LE-SCARPE-NUOVE-BELLA.docx">LE SCARPE NUOVE BELLA</a>
	</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">
	&nbsp;
</p>
<p style="text-align: justify;">
	In conclusione, questo vuole essere un esempio del <strong>modo in cui si pu&ograve; portare un bambino con DSA (ma non solo!) ad approcciarsi alla scrittura di un tema in una modalit&agrave; pi&ugrave; idonea per lui</strong>, cercando di far fronte alle sue dificolt&agrave;, non eliminandole, ma &quot;compensandole&quot;, <u>in modo tale che scrivere possa diventare un momento di piacere, un momento in cui esprimere agli altri parte di s&egrave; e non solo una fonte di frustrazione.&nbsp;Il&nbsp;bambino potr&agrave;, quindi, incominciare ad avere voglia di scrivere&nbsp;per esprimere s&egrave; stesso,&nbsp;<em>&quot;per piacere a s&egrave; stesso&quot;</em>, come dirrebbe Smith, e non solo perch&egrave; gli &egrave; stato imposto e per far <em>&quot;piacere agli altri&quot;</em>.</u></p>
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