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	<title>Francesca Cavaiani &#187; stile divergente</title>
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		<title>DSA E STILI DI APPRENDIMENTO</title>
		<link>https://www.francescacavaiani.it/2014/08/31/dsa-e-stili-di-apprendimento/</link>
		<comments>https://www.francescacavaiani.it/2014/08/31/dsa-e-stili-di-apprendimento/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 31 Aug 2014 14:53:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Cavaiani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Disturbi Specifici Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[canale cinestesico]]></category>
		<category><![CDATA[canale uditivo]]></category>
		<category><![CDATA[canale visivo-non verbale]]></category>
		<category><![CDATA[canali sensoriali]]></category>
		<category><![CDATA[didattica inclusiva]]></category>
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		<category><![CDATA[dsa]]></category>
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		<description><![CDATA[&#34;Ogni studente suona il suo strumento, non c&#39;&#232; niente da fare. La cosa difficile &#232; conoscere bene i nostri musicisti e trovare l&#39;armonia. Una buona classe non &#232; un reggimento che marcia al passo, &#232; un&#39;orchestra che prova la stessa &#8230; <a href="https://www.francescacavaiani.it/2014/08/31/dsa-e-stili-di-apprendimento/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/emisferi_cervello.jpg"><img alt="emisferi_cervello" class="alignnone size-medium wp-image-236" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/emisferi_cervello-281x300.jpg" style="width: 281px; height: 300px; float: left; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" /></a><em>&quot;Ogni studente suona il suo strumento, non c&#39;&egrave; niente da fare. La cosa difficile &egrave; conoscere bene i nostri musicisti e trovare l&#39;armonia. Una buona classe non &egrave; un reggimento che marcia al passo, &egrave; un&#39;orchestra che prova la stessa sinfonia.&quot; (D. Pennac, 2008)</em>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Le persone <strong>apprendono&nbsp;in modo diverso</strong> uno dall&#39;altro, in base al loro &quot;<em>modo tipico e stabile di percepire, elaborare, immagazzinare e recuperare le informazioni&quot;</em> (Mariani, 2000), cio&egrave; in base al loro <strong>STILE DI APPRENDIMENTO</strong> preferenziale.<br />
	Quindi, per favorire l&#39;apprendimento di ogni bambino, &egrave; importante <strong>conoscere e&nbsp;valorizzare lo stile di apprendimento a lui preferenziale</strong>: un insegnamento che tenga conto dello stile di apprendimento dello studente<strong> facilita il raggiungimento degli obiettivi</strong> educativi e didattici.
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Come alcune ricerche dimostrano, gli studenti con disturbo specifico dell&#39;apprendimento (<strong>DSA</strong>) &nbsp;<strong>presentano stili di apprendimento specifici</strong>, che &egrave; importante <strong style="line-height: 1.6em;">riconoscere </strong><span style="line-height: 1.6em;">per <strong>applicare una didattica</strong> personalizzata efficace <strong>che gli permetta di raggiungere gli obiettivi</strong> di apprendimento con minor fatica: questo non significa agire sulle cause, &quot;eliminare la dislessia&quot;, ma agire sulle conseguenze, facilitare il bambino, usando una didattica che consideri le sue modalit&agrave; di apprendimento, nel rispetto delle normali differenze individuali.</span>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<u>Ma quali sono gli stili di apprendimento preferenziali per un DSA e come fare, nella pratica, a valorizzarli, permettendo al bambino di apprendere?</u><br />
	Vediamolo insieme.
</p>
<p>
	<span id="more-234"></span>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<span style="line-height: 1.6em;">In primis, come si pu&ograve; intuire dalla definizione prima data di stile di apprendimento (Mariani, 2000), lo <strong>stile di apprendimento</strong> tipico di una persona <strong>deriva</strong> sia <strong>da come percepisce l&#39;in</strong></span><span style="line-height: 1.6em;"><strong>formazione</strong>, ovvero</span><span style="line-height: 1.6em;">&nbsp;dai <strong>CANALI SENSORIALI</strong> preferenziali, sia <strong>da come la rielabora&nbsp;cognitivamente</strong>, cio&egrave; dai suoi <strong>STILI COGNITIVI</strong> favoriti.</span>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Vediamo in cosa consistono questi concetti in termini generale e focallizandoci poi sui canali sensoriali e gli stili cognitivi preferiti dai DSA e su come fare a favorirli e a non ostacolarli.
</p>
<h2 style="text-align: justify;">
	CANALI SENSORIALI<br />
</h2>
<p style="text-align: justify;">
	Vari studi (Mariani 1996; 1999; 2000) evidenziano la presenza di <strong>quattro canali sensoriali</strong>&nbsp;mediante i quali l&#39;informazione viene percepita, che portano ad un modo diverso di accedere alle informazioni e quindi a <strong>stili di apprendimento diversi</strong>.<br />
	Essi sono:
</p>
<ul>
<li>
		<strong>visivo-verbale</strong>
	</li>
<li>
		<strong>visivo-non verbale</strong>
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>uditivo</strong>
	</li>
<li>
		<strong><span style="line-height: 1.6em;">cinestesico</span></strong>
	</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
	<em>Qui di seguito uno schema che rappresenta graficamente questi quattro canali.<br />
	Cliccando sull&#39;immagine la si potr&agrave; visulaizzare pi&ugrave; in grande.</em><br />
	IMMAGINE 1<br />
	&nbsp;
</p>
<p>
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/CANALI-SENSORIALI.jpg" target="_blank"><img alt="CANALI SENSORIALI" class="alignnone size-medium wp-image-241" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/CANALI-SENSORIALI-300x182.jpg" style="width: 300px; height: 182px;" /></a>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<strong>Preferire un canale sensoriale</strong> o un altro, come detto, <strong>influisce sullo stile di apprendimento preferenziale</strong> di una persona: per esempio una preferenza per il canale visivo-verbale porter&agrave; ad uno stile di apprendimento basato sulle informazioni scritte. Questo vuol dire che la persona apprender&agrave; meglio facendo dei riassunti del testo, prendendo appunti, leggendo e ripetendo, facendosi elenchi scritti delle cose pi&ugrave; importanti e cos&igrave; via.
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<em>Qui sotto uno schema che rappresenta i quattro canali sensoriali, in relazione alle&nbsp;modalit&agrave; di apprendimento preferenziali e alle metodiche che sono pi&ugrave; idonee per apprendere mediante uno specifico canale (al modo, quindi, che pu&ograve; usare l&#39;insegnante e&nbsp;chi lo aiuta nei compiti per valorizzare l&#39;uso di quel canale&nbsp;e favorire l&#39;apprendimento ad un bambino che lo usa).<br />
	Pi&ugrave; avanti analizzer&ograve; e mi soffermer&ograve;, anche con esempi pratici, su alcune metodiche per favorire l&#39;uso di alcuni di questi canali (quelli favoriti dai bambini&nbsp;con DSA).</em><br />
	<em>Cliccando sull&#39;immagine la si potr&agrave; visualizzare pi&ugrave; in grande.</em><br />
	IMMAGINE 2
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/CANALI-SENSORIALI-E-STILI-APPRENDIMENTO.jpg" target="_blank"><img alt="CANALI SENSORIALI E STILI APPRENDIMENTO" class="alignnone size-medium wp-image-242" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/CANALI-SENSORIALI-E-STILI-APPRENDIMENTO-300x210.jpg" style="width: 300px; height: 210px;" /></a><br />
	&nbsp;
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Ci si pu&ograve; a questo punto chiedere <u>quali sono i canali preferenziali di un bambino con DSA</u>.
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<em>Qui sotto una rappresentazione grafica dei canali preferiti e non da un bambino con DSA.</em><br />
	IMMAGINE 3
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/CANALI-SENSORIALI-E-PREFERENZE-DEI-DSA.jpg" target="_blank"><img alt="CANALI SENSORIALI E PREFERENZE DEI DSA" class="alignnone size-medium wp-image-244" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/CANALI-SENSORIALI-E-PREFERENZE-DEI-DSA-300x153.jpg" style="width: 300px; height: 153px;" /></a>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Gli&nbsp;allievi con DSA incontreranno<strong> pi&ugrave; difficolt&agrave; con il canale visivo-verbale</strong>, basato sulla letto-scrittura, legato, appunto, alla difficolt&agrave; di decodifica&nbsp;dei grafemi (&quot;lettere&quot; scritte). In questo senso <strong>il disturbo condiziona</strong> inconsapevolmete <strong>la scelta dello stile di apprendimento </strong>preferenziale, portando la persona con DSA a prediligere altri stili di apprendimento.<br />
	Sicuramente<strong> lo stile preferenziale</strong>&nbsp;sar&agrave; quello<strong> visivo-non verbale</strong>, in quanto, spesso, le persone con DSA processano molto bene le informazioni che passano da questo canale, essendo questo un loro specifico <strong>punto di forza&nbsp;</strong>(<em>per quanto concerne i punti di forza che spesso si riscontrano in un DSA si veda lo schema riassuntivo riportato sotto</em>).<em> Cliccare sull&#39;immagine per ingrandirla</em>.<br />
	IMMAGINE 4
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/PUNTI-DI-FORZA-DEI-DSA.jpg" target="_blank"><img alt="PUNTI DI FORZA DEI DSA" class="alignnone size-medium wp-image-247" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/PUNTI-DI-FORZA-DEI-DSA-300x253.jpg" style="width: 300px; height: 253px;" /></a><br />
	Inoltre, spesso hanno<strong> buone capacit&agrave; uditive e cinestesiche</strong>, che comunque vanno allenate, come per esempio, per l&#39;ascolto, utilizzando gli audiolibri e la sintesi vocale.
</p>
<p style="text-align: justify;">
	In base a quanto detto, risulta chiaro che gli allievi con DSA <strong>prediligano i canali sensoriali visivo-non verbale, uditivo e cinestesico</strong> e quindi abbiamo <strong>stili di apprendimento basati sulle immagine, sull&#39;ascolto e sull&#39;esperienza pratica</strong>&nbsp;(si veda l&#39;IMMAGINE 2).<br />
	<u>Vediamo ora come pu&ograve; fare l&#39;insegnante e anche chi segue il bambino nei compiti a casa a valorizzare un apprendimento basato sui canali preferenziali</u>: riferiamoci all&#39;IMMAGINE 2 e analizziamone alcuni punti.
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Per&nbsp;favorire uno stile di apprendimento basato sul <strong>CANALE VISIVO-NON VERBALE</strong> &egrave; importante portare il bambino a <strong>riassumere il testo</strong> da studiare <strong>NON</strong> usando <strong>riassunti scritti</strong> o facendo <strong>leggere e ripetere il testo</strong>, <u>ma</u> con <strong>immagini, disegni, grafici e mappe concettuali</strong>.<br />
	In specifico &egrave; importante che le <strong>mappe concettuali </strong>siano<strong> molto grafiche</strong>, poco scritte e <strong>con </strong>riportate le <strong>parole chiave</strong> da ricordare: i bambini con DSA faticano a ricordare i termini specifici e sarano facilitati se essi sono inseriti in mappa, meglio ancora se affiancati da un&#39;immagine&nbsp;che rappresenti il termine. Le immagini sono importanti, perch&egrave; una mappa senza immagini, a colpo d&#39;occhio, &egrave; tutta uguale ed &egrave; difficile recuperare le informazioni richieste; inoltre una mappa non grafica non agevola la memoria visiva ed il canale visivo-non verbale, favorito nei DSA.<br />
	<em>Qui sotto un esempio di mappa di questo tipo, fatta insieme ad una bambina (classe V della&nbsp;scuola primaria). Cliccare sull&#39;immagine per ingrandirla.</em><br />
	IMMAGINE 5
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/I-LAGHI-MIO.jpg" target="_blank"><img alt="I LAGHI MIO" class="alignnone size-medium wp-image-253" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/I-LAGHI-MIO-300x267.jpg" style="width: 300px; height: 267px;" /></a><br />
	Inoltre, &egrave; importante cercare le immagini con il bambino e creare la mappa con lui.&nbsp;Questo perch&egrave; <strong>le immagini scelte devono essere evocative </strong>(cio&egrave; evocare e richiamare un determinato termine) <strong>per quello specifico&nbsp;bambino</strong>: un&#39;immagine che per noi pu&ograve; essere rappresentativa, pu&ograve; non esserlo per il bambino e la mappa non lo aiuter&agrave;&nbsp;nel recupero delle informazioni e nell&#39;esposizione in classe.<br />
	Un esempio reale.&nbsp;<em>Sara (nome di fantasia), 11 anni, quinta elementare. Stavamo facendo una mappa sui deserti ed in specifico stavamo lavorando sul nodo relativo agli animali del deserto. Il libro, tra i vari animali,&nbsp;riportava i roditori. La bambina non conosceva il termine &quot;roditore&quot; (da notare che Sara ha un accesso al lessico molto ridotto, ma, di contro, ha una capacit&agrave; di pensare per immagini sviluppatissima. Inoltre ha una dislessia che le compromette molto la decodifica grafema-fonema: fatica molto a leggere i termini che non conosce, quindi per lei &egrave; necessaria un immagine che sia davvero evocativa). L&#39;idea era, quindi, quella di mettere il termine specifico &quot;roditore&quot; nel nodo insieme ad un&#39;immagine che lo evocava. </em><a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/images.jpg"><img alt="images" class="alignnone size-full wp-image-250" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/images.jpg" style="width: 150px; height: 96px; float: right; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" /></a><em>Abbiamo cercato insieme i roditori caratteristici del deserto e abbiamo trovato un&#39;immagine carina del Gerboa (una specie di topo-canguro che vive nel deserto) (l&#39;immagine &egrave; quella a destra). A mio parere &egrave; un&#39;immagine evocativa e corretta, perch&egrave; si riferisce ad un roditore che effettivamente vive nel deserto, ma alla bambina non faceva venire in mente i roditori ed infatti, nel ripetere la mappa, saltava sempre questi animali. <a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/Mappa2.jpg"><img alt="Mappa2" class="alignnone size-medium wp-image-252" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/Mappa2-300x212.jpg" style="width: 100px; height: 71px; float: left; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" /></a>Le ho detto allora di cercare un&#39;immagine che le ricordasse i roditori e di sceglierla lei: ha scelto un&#39;immagine stilizzata di un topo (quella a sinistra), presente nell&#39;archivio immagini interno a&nbsp;SuperMappe. Sicuramente &egrave; meno precisa e corretta, ma a lei evocava i roditori e riusciva a ripetere correttamente e senza problemi la mappa (da notare che comunque le era chiaro che i roditori del deserto sono diversi dai topi e sapeva anche verbalizzarlo: &quot;sono dei topini ma con le zampe dietro pi&ugrave; lunghe e saltano di pi&ugrave;&quot;).</em>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Per aiutare il bambino nella comprensione del testo e nella strutturazione della mappa si pu&ograve;&nbsp;<strong style="font-size: 13px; text-align: justify;">associare un colore ad ogni categoria di informazioni </strong><strong style="font-size: 13px; text-align: justify;">presente</strong><span style="font-size: 13px; text-align: justify;">&nbsp;nel testo, <strong>sottolineare</strong> <strong>le parti</strong> del testo <strong>relative ad una certa informazione con il colore corrispondente</strong> e riportare le informazioni diverse con <strong>colori diversi anche nella mappa</strong>. Questo rende molto&nbsp;</span><strong style="font-size: 13px; text-align: justify;">pi&ugrave; visivo il processo di studio</strong><span style="font-size: 13px; text-align: justify;">, pi&ugrave; &quot;sganciato&quot; dalla mera informazione portata dalla parola (un&#39;analisi pi&ugrave; approfondita di questa metodica &egrave; presente nell&#39;articolo <a href="http://www.francescacavaiani.it/2014/08/07/dsa-come-studiare-con-efficacia/" target="_blank">DSA: COME STUDIARE CON EFFICACIA</a>).</span>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<span style="font-size: 13px; text-align: justify;">Per favorire un approccio al materiale da studiare che si basi sul canale visivo-non verbale &egrave; fondamentale anche, prima di leggere il testo, <strong>portare il bambino a guardare e a ragionare sugli indici testuali</strong>, cio&egrave; il <strong>titolo</strong>, i <strong>sottotitoli</strong>, le <strong>immagini</strong>, le <strong>didascalie</strong> e le <strong>parole chiave</strong>: sono necessari per aiutare il bambino a capire di cosa parler&agrave; il testo, quali saranno le informazioni importanti e a preattivarlo a cercarle nel testo (per una trattazione pi&ugrave; approfondita sull&#39;uso degl indici testuali si guardi l&#39;articolo <a href="http://www.francescacavaiani.it/2014/08/07/dsa-come-studiare-con-efficacia/" target="_blank">DSA: COME STUDIARE CON EFFICACIA</a>).</span>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<span style="font-size: 13px; text-align: justify;">L&#39;uso del canale visivo-non verbale viene facilitato anche dall<strong>&#39;aiutare il bambino a creare immagini mentali e&nbsp;ad associarle ad un concetto</strong> da imparare: si pu&ograve; creare un&#39;immagine per un concetto o anche immagini complesse, meglio se bizzarre e non convenzionali (si ricordano meglio), che uniscono pi&ugrave; concetti insieme.<br />
	Vediamo un esempio reale di associazione di un&#39;immagine mentale. In questo caso l&#39;&#39;immagine mentale &egrave; stata usata per imparare una regola, non un termine specifico.&nbsp;<em>Sara (nome di fantasia), 11 anni,quinta&nbsp;elementare&nbsp;(&egrave; la stessa bambina dell&#39;esempio precedente). Stavamo facendo un ripasso sugli articoli. La bambina ha la mappa sugli articoli, riesce ad analizzarli, ma fatica a distinguere l&#39;uso di&nbsp;<u>un</u>&nbsp;e di&nbsp;<u>un&#39;</u>. Avevamo associato il colore rosa&nbsp;(femminile) a&nbsp;<u>un&#39;</u> e azzurro (maschile) a&nbsp;<u>un</u>. La aiutava ma faticava ancora un p&ograve;. Le ho fatto due esempi di uso (con disegno): un orso e un&#39;anatra. Lei ha associato le immagini mentali ai due esempi e nello specifico l&#39;ha aiutata l&#39;immagine dell&#39;anatra. Mi ha detto: &quot;adesso &egrave; facile&#8230;Quando le parole sono femmine, come l&#39;anatra, metto l&#39;apostrofo, perch&egrave; l&#39;anatra ha l&#39;ala e l&#39;ala &egrave; l&#39;apostrofo. L&#39;orso, che &egrave; mascho, non ha l&#39;ala e quindi non ci va l&#39;apostrofo&quot;.&nbsp;</em>E&#39; sempre fondamentale che l&#39;associazione, per quanto possiamo aiutarli, venga da loro e non sia imposta.</span>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Per favorire l&#39;uso del <strong>CANALE CINESTESICO</strong> &egrave; importante non dare solo spiegazioni teoriche, ma <strong>utilizzare esempi pratici, concreti, usare materiale</strong> <strong>che il bambino possa vedere, toccare manipolare</strong>, infatti, tra i punti di forza dei DSA vi &egrave; proprio la capacit&agrave; di apprendere pi&ugrave; facilmente tramite esempi pratici ed esperienze.
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Per esempio per capire i concetti astratti di unit&agrave; e decine si pu&ograve; usare <strong>materiale manipolabile</strong>, come&nbsp;i<strong> regoli</strong> e farli usare al bambino: cos&igrave; capir&agrave;, nella pratica, che dieci unit&agrave; (dieci cubetti bianchi) formano una decina (rettangolo arancione). Questo pu&ograve; essere utile anche per imparare e capire il concetto del riporto nell&#39;addizione (cio&egrave;, per esempio, perch&egrave;&nbsp;7+5 fa 2 con il riporto di 1). Un altro strumento utile che pu&ograve; essere usato per capire il concetto di unit&agrave;, decine, centinaia &egrave; l&#39;<strong>abaco</strong> con colonne verticali, che pu&ograve; essere usato anche per fare le addizioni (o anche le sottrazioni, anche se &egrave; un pochino pi&ugrave; complicato, a mio parere), prima di fargliele fare in colonna sul foglio, cosa che risulta pi&ugrave; astratta e molto procedurale (si tenga conto della fatica fatta dai bambini con DSA con le procedure).
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Cosa si intende per<strong> esempi pratici</strong>? <em>Per esempio con Sara (la bambina gi&agrave; nominata precedentemente)&nbsp;stavamo studiando a cosa serve la vista. Per introdurle l&#39;argomento ho preso l&#39;astuccio e le ho detto (tenendolo in mano): &quot;Guardalo..Che cosa mi puoi dire sull&#39;astuccio solo guardandolo?E lei me l&#39;ha descitto: la forma, il colore eccetera. Cos&igrave; l&#39;ho portata a capire che la vista da informazioni, per esempio, sulla forma, sul colore, sulla dimensione degli oggetti, senza fare un mero elenco astratto delle informazioni che d&agrave;. Stessa cosa per il tatto, dandole in mano l&#39;oggetto e facendole chiudere gli occhi.</em><br />
	Un altro esempio: <em>sempre Sara.&nbsp;Stavamo studiando le proteine ed in specifico il fatto che le proteine siano formati da una catena di amminoacidi. Il concetto astratto di catena di amminoacidi non le era per niente chiaro, allora ho preso il mio bracciale,&nbsp;fatto&nbsp;tipo catena, con anelli legati uno all&#39;altro&nbsp;(oltrettutto a lei piaceva tanto quel bracciale e l&#39;idea di usarlo per capire un argomento di studio la stimolava molto e aumentava il suo interesse). L&#39;ho messo sul tavolo e le ho detto che quello era la protina e gli anelli gli amminoacidi. Ha capito con pi&ugrave; facilit&agrave; il concetto astratto di un insieme di &quot;cose&quot; pi&ugrave; piccole unite insieme per formarne una pi&ugrave; grande.</em>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Si possono fare anche<strong> esperimenti pratici</strong> o usare esperimenti che hanno fatto in classe come esempi. Per scienze questo &egrave; pi&ugrave; facile. Per esempio se devo spiegare gli stati della materia (solido e liquido, per esempio), posso prendere un oggetto solido,&nbsp;farglielo toccare e descriverne insieme le&nbsp;caratteristiche. Poi prendo un bicchiere d&#39;acqua e descriviamo insieme le caratteristiche dell&#39;acqua e le differenze con l&#39;oggetto solido.<br />
	Per il passaggio di stato, da liquido a solido, per esempio, si pu&ograve; far creare al bambino i cubetti di ghiaccio&nbsp;a partire dall&#39;acqua e farlo ragionare sul &quot;punto di partenza&quot; (stato liquido) e sulle caratteristiche del &quot;punto di arrivo&quot; (stato solido).<br />
	Di esempi di esperimenti di scienze ce ne sono tanti: &egrave; molto utile per bambini che apprenedono mediante il canale cinestesico (ma non solo a loro, anche agli altri bambini: in questo modo si pu&ograve; far sviluppare questo canale di apprendimento)&nbsp;far fare questi esperimenti anche in classe:<strong> il concetto teorico diventer&agrave; pratico e sar&agrave; ricordato con pi&ugrave; facilit&agrave;</strong>.
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Per quanto riguarda il fare delle pause e pianificarle, cos&igrave; come per l&#39;importanza di far muovere il bambino ogni tanto, si guardi l&#39;articolo<a href="http://www.francescacavaiani.it/2014/08/26/dsa-organizzazione-e-autonomia/" target="_blank"> DSA: ORGANIZZAZIONE E AUTONOMIA</a>, dove questi concetti sono trattati nello specifico.
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Per stimolare l&#39;uso del <strong>CANALE UDITIVO</strong>, &egrave; importante prediligere le <strong>spiegazioni orali</strong> senza troppi riferimenti al testo scritto, stimolare l&#39;utilizzo dei <strong>libri digtali</strong> con l&#39;uso della <strong>sintesi vocale</strong>, l&#39;uso degli <strong>audiolibri</strong> per leggere i libri di narrativa, la <strong>registrazione delle lezioni</strong>, per risentirle a casa e la <strong>registrazione di s&egrave; stesso mentre ripete la lezione</strong>. Questo pu&ograve; essere molto utile per favorire la <strong>capacit&agrave; di autocorrezzione,&nbsp;metacognizione e autoefficacia</strong>: il bambino diventa pi&ugrave; consapevole di cosa sbaglia, di come funziona, di quali sono le cose in cui fa pi&ugrave; fatica e quelle dove riesce bene (i suoi punti di forza, da valorizzare), capisce che riesce, ce la fa anche lui e aumenta la sua senzazione di autoeffcacia e la sua autostima.
</p>
<h2 style="text-align: justify;">
	STILI COGNITIVI<br />
</h2>
<p style="text-align: justify;">
	Gli stili cognitivi sono &quot;<em>la modalit&agrave; di elaborazione dell&#39;informazione che la persona adotta in modo prevalente, che permane nel tempo e si generalizza a compiti diversi&quot;&nbsp;</em>(Boscolo, 1981). Gli <strong>stili cognitivi preferenziali</strong> di una persona&nbsp;<strong>influenzano</strong>, quindi, <strong>le strategie che utilizza nel risolvere un compito</strong> e sono strettamente<strong> legati&nbsp;agli stili di apprendimento</strong> (si veda anche la definizione di stile di apprendimento data all&#39;inizio).<br />
	Una persona utilizzer&agrave; uno stile cognitivo piuttosto che un altro anche in base alle sue caratteristiche personali: per esempio, se ha buone abilit&agrave; visuo-spaziali tender&agrave; ad utilizzre uno stile visuale pittosto che verbale. La<strong> scuola </strong>ha il compito di <strong>promuovere l&#39;utilizzo dei diversi stili cognitivi</strong> (apprendimento plurimo), cos&igrave; che il bambino pu&ograve;, sperimentando varie modalit&agrave; di apprendere, capire qual &egrave; lo stile a lui pi&ugrave; congeniale e usare quindi strategie di apprendimento per lui pi&ugrave; efficaci.
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<p style="text-align: justify;">
	<u>Vediamo adesso alcuni stili cognitivi</u> (Cornoldi, De Beni e Gruppo MT, 2001), <u>focalizzandoci principalmente sulle dicotomie di maggior interesse negli studenti con DSA, analizzando anche le metodiche che l&#39;insegnate pu&ograve; utilizzare per favorire e non ostacolare il bambino che predilige un determinato stile cognitivo.</u><br />
	<em>Qui di seguito una rappresentazione grafica di alcuni stili cognitivi, le loro caratteristiche generali,&nbsp;le preferenze nei DSA e come, in pratica, favorire l&#39;uso dello stile cognitivo favorito nell&#39;alunno con DSA.<br />
	Non esistono solo le tre dicotomie qui presentate, ma anche quelle tra stile cognitivo sistematico vs intuitivo, impulsivo vs riflessivo, dipendente vs indipendente dal campo (Cornoldi, De Beni e gruppo MT, 2001). Qui ho preferito trattare pi&ugrave; approfonditamente gli stili cognitivi per cui esiste una chiara preferenza nel bambino con DSA, non essendo il mio obiettivo di questo articolo una trattazione globale e teorica su tutti gli stili cognitivi esistenti.<br />
	Cliccare sull&#39;immagine per vederla pi&ugrave; in grande.</em><br />
	IMMAGINE 6
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	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/STILI-COGNITIVI-E-DSA.jpg" target="_blank"><img alt="STILI COGNITIVI E DSA" class="alignnone size-medium wp-image-260" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/STILI-COGNITIVI-E-DSA-300x179.jpg" style="width: 300px; height: 179px;" /></a>
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	In primis, lo <strong>studente con DSA </strong>tende ad avere uno <strong>stile cognitivo</strong> <strong>GLOBALE </strong>piuttosto che analitico, ovvero tende ad <strong>evidenziare l&#39;aspetto generale</strong> dell&#39;argomento, a<strong> farsi un&#39;idea d&#39;insieme</strong>, a<strong> fare associazioni</strong> fra pi&ugrave; concetti, a <strong>ragionare</strong>, quindi,<strong> in parallelo </strong>e non in serie. Questo, infatti, si lega a quelli che sono i punti di forza dei&nbsp;bambini&nbsp;con DSA (IMMAGINE 4), che, appunto, riescono facilmente a crearsi una visione globale dell&#39;argomento e fanno pi&ugrave; fatica ad analizzare le informazione una a una in serie ed a cogliere i nessi causali. E&#39; bene, quindi, <strong>spiegare dando un&#39;idea generale dell&#39;argomento</strong>, a partire dalle idee fondamentali e portanti e <strong>non segmentarlo</strong> in parti (si guardi l&#39;IMMAGINE 6 per una spiegazione pi&ugrave; dettagliata di quali metodologie mettere in atto per aiutare un bambino con stile di apprendimento globale). Si pu&ograve; portare il bambino a <strong>svilupparsi un&#39;idea &quot;grafica&quot; dell&#39;argomento</strong>, una sorta di <strong>immagine dell&#39;argomento con tutte le sue relazioni</strong>: una sorta di mappa prelimiare, cosa che lo aiuta a <strong>cogliere l&#39;argomento come un insieme</strong> e non come formato da parti separate (si guardi anche l&#39;articolo<a href="http://www.francescacavaiani.it/2014/08/07/dsa-come-studiare-con-efficacia/"> DSA: COME STUDIARE COME EFFICIA</a>, dove questo concetto era stato trattato). In questo modo, inoltre, si fa leva sul canale visivo-non verbale, molto sviluppato nei bambini con DSA. Il pensiero globale, infatti, &egrave; spesso legato ad uno <strong>stile cognitivo</strong> <strong>VISUALE </strong>pittosto che verbale (IMMAGINE 6) (Krupska e Klein, 1995; Morgan e Klein, 2000).<br />
	Si veda l&#39;IMMAGINE 6 per una spiegazione dettagliata di come favorire questo stile cognitivo e si faccia anche riferimento a quanto detto sopra per favorire il canale visivo-non verbale.
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	Infine, alcune ricerche avvallano l&#39;ipotesi che i bambini con DSA abbiano <strong>uno stile cognitivo DIVERGENTE</strong> pi&ugrave; sviluppato della popolazione normativa (Grenci, Amodio, Bandello, 2007), che li portebbe (si vedano anche i punti di forza, IMMAGINE 4) ad essere <strong>creativi, siluppare facilmente nuove idee e soluzioni, trovare nessi e connessioni inusuali, approccaiare le materie scolastiche in modo nuovo, vedere le cose da varie prospettive</strong>.<br />
	E&#39; importante <strong>avvallare</strong> e non ostacolare <strong>questo modo di approcciare l&#39;apprendimento</strong>, per esempio (si veda l&#39;IMMAGINE 6 per una spiegazione pi&ugrave; approfondita) <strong>stimolando</strong>&nbsp;il suo <strong>uso spontaneo di associazioni</strong>, anche con materiale ed esperienze non scolastiche, favorendo la<strong> creativit&agrave;</strong>,&nbsp;il <strong>ragionamento</strong> e l&#39;uso di esso per risolvere i problemi e <strong>non </strong>facendogli applicare <strong>procedure routinarie e mnemoniche</strong> (anche per la difficolt&agrave;&nbsp;che il DSA ha con l&#39;uso standardizzato delle procedure), <strong>evitare lo studio mnemonico</strong>, ma favorire la comprensione, le associazioni e la rieloborazione da parte del bambino.<br />
	Ecco un esempio dell&#39;uso di associazioni spontanee, inusuali e anche con materiale non scolastico (con anche l&#39;uso del canale visivo-non verbale e del pensiero visuale). <em>Michele (nome di fantasia) (&egrave; lo stesso bambino del mio precedente articolo), 12 anni, prima media. Stavamo studiando l&#39;Italia e le isole maggiori (Sicilia e Sardegna) che fanno parte dell&#39;Italia. Non riusciva a ricordarsi da un punto di vista di mero elenco che la Sicilia e la Sardegna fanno parte dell&#39;Italia e la Corsica no. Poi ad un certo punto guarda bene la cartina, mi guarda e mi dice: &quot;ah, adesso ho capito&#8230;e&#39; come quando si gioca a calcio e si tira&nbsp;un rigore!!!&quot;. Per favorire l&#39;associazione, la sua creativit&agrave; e dargli un feedback di autoefficacia e bravura&nbsp;(e sinceramente anche perch&egrave; non avevo capito cosa intendesse) gli ho chiesto spiegazioni: &quot;Ma che bella idea! Spiegami cosa intendi, cos&igrave; capisco anch&#39;io!&quot;. E lui mi fa: &quot;L&#39;Italia &egrave; il piede che tira, la Sicilia il dischetto del rigore e la Sardegna &egrave; la palla che &egrave; stata tirata. La Corsica non pu&ograve; far parte dell&#39;Italia, perch&egrave; &egrave; la porta degli avversari.</em>
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	In conclusione si pu&ograve; dire che i<strong> bambini con DSA</strong> tendono ad avere <strong>stili di apprendimento visuali, uditivi, cinestesici, di tipo globale e principalmente creativi e divergenti</strong>. Ovviamente &egrave;, per&ograve;, <strong>molto importate non generalizzare</strong>: bisogna proporre stimoli diversi al bambino per capire cosa lo facilita e cosa no, bisogna imparare a consocere lui e le sue caratteristiche, seguendo gli input e gli stimoli che lui ci da, senza obbligarlo ad imparare nel modo preferito da noi. <u>I bambini sono tutti diversi, non sono un esercito di soldatini che seguono i nostri ordini marciando al passo, ma, riprendendo Pennac, sono un&#39;orchestra, bella da sentire proprio perch&egrave; composta da strumenti diversi che suonano insieme la stessa melodia, melodia che probabilmente non sarebbe altrettanto bella se suonata dallo stesso strumento!</u>
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