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	<title>Francesca Cavaiani &#187; metodo di studio</title>
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		<title>DSA: ORGANIZZAZIONE E AUTONOMIA</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Aug 2014 14:05:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Cavaiani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Disturbi Specifici Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia]]></category>
		<category><![CDATA[dislessia]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi specifici dell'apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[dsa]]></category>
		<category><![CDATA[metacognizione]]></category>
		<category><![CDATA[metodo di studio]]></category>
		<category><![CDATA[organizzazione dello studio]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Aiutare il bambino nelle difficolt&#224;, ma, allo stesso tempo, accompagnarlo&#160;all&#39;autonomia,&#160;&#232;&#160;come far volare un aquilone: all&#8217;inizio bisogna correre forte&#160;tenendolo ben stretto nella mano, in alto tanto quanto il nostro&#160;braccio ci consente, finch&#232; l&#8217;aria comincia a sollevarlo. Solo&#160;adesso si pu&#242;&#160;mollare la presa, &#8230; <a href="https://www.francescacavaiani.it/2014/08/26/dsa-organizzazione-e-autonomia/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/disordine-1.png"><img alt="disordine 1" class="alignnone size-full wp-image-213" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/disordine-1.png" style="width: 200px; height: 161px; float: left; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" /></a><em>&ldquo;Aiutare il bambino nelle difficolt&agrave;, ma, allo stesso tempo, accompagnarlo&nbsp;all&#39;autonomia,&nbsp;&egrave;&nbsp;come far volare un aquilone: all&rsquo;inizio bisogna correre forte&nbsp;tenendolo ben stretto nella mano, in alto tanto quanto il nostro&nbsp;braccio ci consente, finch&egrave; l&rsquo;aria comincia a sollevarlo. Solo&nbsp;adesso si pu&ograve;&nbsp;mollare la presa, ma &egrave; importante continuare a&nbsp;correre mantenendo il filo corto. Questo &egrave; il momento pi&ugrave;&nbsp;difficile e faticoso ed &egrave; quello determinante per la riuscita del&nbsp;volo. Quando l&rsquo;aquilone ha&nbsp;preso quota, lo si affida alla forza del&nbsp;vento perch&eacute; lo sostenga. Ora non &egrave; pi&ugrave; necessario correre&nbsp;con&nbsp;lui. Bisogna solo allungare il filo, piano piano, controllando&nbsp;sempre che non perda quota.<br />
	L&rsquo;aquilone andr&agrave; sempre pi&ugrave; in alto e, col naso all&rsquo;ins&ugrave;, lo si potr&agrave;&nbsp;ammirare, austero, luccicare al sole.&quot;</em>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Spesso i ragazzi con Disturbi Specifici dell&#39;Apprendimento (DSA) hanno <strong>difficolt&agrave; di organizzazione e di pianificazione</strong>, sia del <strong>tempo</strong> che del <strong>materiale</strong> (scolastico e non). In termini pratici capiter&agrave; non di rado che&nbsp;si dimentichino di scrivere i compiti, li scrivano sul giorno sbagliato, non portino tutto il materiale necessario a scuola, si apprestino a fare i compiti senza il quaderno o la penna o il libro o le mappe, non riescano ad organizzare i tempi di studio delle varie materie in autonomia e cos&igrave; via.<br />
	<u>Come fare per aiutarli ad organizzarsi</u>, senza per&ograve; sostituirsi a loro (deleterio per l&#39;autonomia e l&#39;autostima) <u>ed accompagnarli&nbsp;piano piano verso l&#39;autonomia</u>, aumentando cos&igrave; anche il loro senso di autoefficacia?<br />
	Vediamolo insieme.
</p>
<p>
	<span id="more-211"></span>
</p>
<h2 style="text-align: justify;">
	ORGANIZZAZIONE DEL MATERIALE<br />
</h2>
<h3>
	DIARIO<br />
</h3>
<p>
	<strong>Il tipo di diario</strong> che si sceglie <strong>&egrave; importante</strong>. Dovrebbe essere:
</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>abbastanza grande</strong>, cosicch&egrave;&nbsp;il bambino abbia spazio per scrivere i compiti
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		con<strong> pochi disegni &nbsp;e scritte</strong> nelle pagine, che tolgono spazio per la scrittura dei compiti
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		con <strong>i giorni scritti sulle pagine</strong>, cio&egrave; con indicata la data gi&agrave; corrispondente al giorno della settimana. I bambini con DSA hanno difficolt&agrave; nel ricordare le sequenze, quindi anche i giorni della settimana: un diario con i giorni da segnare in corrispondenza della data li metterebbe in difficolt&agrave;, infatti&nbsp;potrebbero fare errori nel segnare il giorno e quindi anche i compiti
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		con <strong>cordino</strong>, che li aiuti&nbsp;ad identificare pi&ugrave; facilmente il giorno ed il mese
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		con le singole pagine divise, cos&igrave; da avere degli<strong> spazi gi&agrave; predisposti</strong> dove scrivere le singole materie, gli esercizi e le pagine da studiare
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		con <strong>mesi di colori diversi</strong>, cos&igrave; da identificarli pi&ugrave; facilmente. I bambini con DSA, avendo difficolt&agrave; con tutto ci&ograve; che ha caratteristiche di sequenzialit&agrave;, faticano nel ricordare la sequanza dei mesi.
	</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
	Un buon esempio di diario&nbsp;che ha tutte queste caratteristiche, &egrave;, a mio parere, il &quot;Diario Easy&quot;, edizione Fabbrica dei Segni, costo circa 18 euro. Lo potete trovare a questo link:<br />
	<a href="http://fabbricadeisegni.it/index.php?id_product=111&amp;controller=product" target="_blank">http://fabbricadeisegni.it/index.php?id_product=111&amp;controller=product</a>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Inoltre &egrave; importante che l<strong>&#39;orario settimanale sia molto chiaro</strong>, meglio se<strong> figurato</strong>, cio&egrave; accostando un&#39;immagine di &quot;riconoscimento&quot; ad ogni singola materia e&nbsp;creato insieme al bambino, cos&igrave; da renderlo facilmente comprensibile a lui, in base alle sue caratteristiche e preferenze.<br />
	<em>Ecco un esempio creato da me (&egrave; solo a titolo esemplificativo). Cliccando sull&#39;immagine la&nbsp;si potr&agrave; visualizzare pi&ugrave; in grande.</em>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/ORARIO-SCUOLA.jpg" target="_blank"><img alt="ORARIO SCUOLA" class="alignnone size-medium wp-image-217" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/ORARIO-SCUOLA-247x300.jpg" style="width: 247px; height: 300px;" /></a>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	A questo si pu&ograve; accostare un <strong>elenco</strong>, diviso per materia (magari usando la stessa immagine usata sull&#39;orario per la singola materia)&nbsp;<strong>dei materiali</strong> che servono, in generale,&nbsp;per quella materia e attaccare entrambi all&#39;inizio del diario.
</p>
<h3 style="text-align: justify;">
	QUADERNI, LIBRI E MAPPE<br />
</h3>
<p style="text-align: justify;">
	Per aiutare nel riconoscimento di quaderni e libri, &egrave; consigliabile usare delle<strong> copertine colorate</strong>, un colore per materia, magari utilizzando lo stesso colore per i libri e i quaderni della stessa materia e delle <strong>etichette </strong>con il nome della materia/titolo del libro.<br />
	E&#39; meglio porre in librerie separate quaderni e libri, per evitare confusione.<br />
	<span style="line-height: 1.6em;">Per quanto riguarda gli strumenti compensativi cartacei, ovvero, per esempio, formulari e&nbsp;</span><span style="line-height: 1.6em;">mappe, &egrave; consigliabile riporli in quaderni ad anelli (raccoglitori) o a listino. A mio parere, sarebbe meglio avere un raccoglitore per materia, magari dello stesso colore delle copertine di libri/quaderni di quella materia, cos&igrave; il ragazzo &egrave; facilitato sia nel portarlo a scuola il gorno di quella specifica materia (colore), sia nella ricerca delle mappe. Si pu&ograve; anche tenere un raccoglitore unico con divisori colorati per le varie materie: diminuisce il peso e la quantit&agrave; di cose</span><span style="line-height: 1.6em;">&nbsp;da portare a scuola, ma potrebbe risultare difficoltosa la ricerca delle mappe idonee per una certa interrogazione/verifica. La scelta dipende molto dalle caratteristiche e dall&#39;et&agrave; del bambino.</span>
</p>
<h2 style="text-align: justify;">
	<span style="line-height: 31.200000762939453px;">ORGANIZZAZIONE DELLA SETTIMANA</span><br />
</h2>
<p style="text-align: justify;">
	Per aiutare il bambino ad organizzare bene il proprio pomeriggio, inteso come attivit&agrave; scolastiche ed extrascolastiche, si pu&ograve; definire insieme al bambino il momento dedicato allo studio, ovvero creare un <strong>programma settimanale</strong>, dove sono segnate tutte le attivit&agrave; del bambino.<br />
	Nel programma saranno segnate le attivit&agrave; ricreative e di svago, lo sport, ma anche i momenti da dedicare allo studio (da dedicidere con il bambino), in modo <strong>fissare il numero di ore da dedicare allo studio tutti i giorni</strong>, <strong>alternandole</strong> in maniera coerente <strong>con le attivit&agrave; extrascolastiche</strong> e cercando di mettere <strong>tutti i giorni qualche ora dedicata ai compiti</strong>. In questo modo si porta il bambino ad <strong>avere degli impegni, a rispettarli e&nbsp;si evita la frammentariet&agrave;</strong>.<br />
	E&#39; bene che il programma sia<strong> realistico</strong> e tenga conto di possibili imprevisti, altrimenti si rischia di sovraccaricare il bambino che non riuscir&agrave; a far fronte a tutti gli impegni e questo andr&agrave; a discapito della sua autostima.<br />
	Il programma, ovviamente, &egrave; <strong>variabile</strong>: verr&agrave; fatto settimanalmente, alcuni impegni resteranno i medesimi (per esempio gli sport), ma potranno esserci impegni nuovi (per esempio qualche festa di compleanno), che porter&agrave; alcune modifiche nell&#39;organizzazione (per esempio qualche ora di studio in meno il giorno della festa, ma magari un&#39;ora di studio in pi&ugrave; il giorno precedente).<br />
	Il programma settimale va posto ben in vista.<br />
	Questo lavoro non<strong> va fatto</strong> senza il bambino, ma <strong>CON LUI&nbsp;</strong>e portarlo a farlo in autonomia: questo aumenta la sua capacit&agrave; di organizzazione, la sua autonomia, la sua capacit&agrave; di metacognizione, ovvero di ragionare su di s&egrave; e sul suo funzionamento e di fare un piano che ne tenga conto (per esempio lo pu&ograve; portare a capire che lui non riesce a studiare di sera dopo due ore di calcio, ma &egrave; meglio fare i compiti prima dello sport oppure a capire che non riesce a studiare due ore di fila senza pause, ma necessita di una pausa pi&ugrave; o meno lunga) ed anche il&nbsp;senso di autoefficacia e la sua autostima (il fare da solo un piano e portarlo a termine lo aiuta a capire che riesce anche lui ed &egrave; bravo).
</p>
<p>
	<em>Qui sotto riporto, a titolo esemplificativo, un programma settimanale (non &egrave; reale, funge da esempio). Qui non sono considerati i sabati e le domeniche: nel planning reale &egrave; meglio metterli (dipende poi dall&#39;et&agrave; del bambino, dalla mole di studio e dai suoi impegni). Qui non ho segnato le varie materie, ma &quot;studio&quot; in termini generali: volendo, almeno per compiti gi&agrave; dati tempo prima o verifiche gi&agrave; programmate, si pu&ograve; gi&agrave; indicativamente segnare che materie si vogliono studiare ed in che giorno (&egrave; un passo ulteriore, molto utile). Cliccando sull&#39;immagine la&nbsp;si potr&agrave; visualizzare pi&ugrave; in grande.</em>
</p>
<p>
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/ORGANIZZAZIONE-SETTIMANA1.jpg" target="_blank"><img alt="ORGANIZZAZIONE SETTIMANA" class="alignnone size-medium wp-image-222" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/ORGANIZZAZIONE-SETTIMANA1-262x300.jpg" style="width: 262px; height: 300px;" />​</a>
</p>
<h2>
	ORGANIZZAZIONE DELLO STUDIO GIORNALIERO<br />
</h2>
<p style="text-align: justify;">
	Pu&ograve; essere molto utile<strong> pianificare</strong>, oltre che la settimana in termini generali, anche<strong> le ore di studio giornaliere</strong>.
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<em>Di seguito una esempio di &quot;tabella di pianificazione&quot; giornaliera che si pu&ograve; compilare&nbsp;con il bambino (e con il tempo lo si porter&agrave; a farlo da solo) prima dell&#39;inizio dello svolgimento dei compiti. E&#39; stata creata da me prendendo spunto dal libro &quot;Come Leggere la dilessia e i DSA&quot; (Stella G., Grandi L.; Giunti Scuola).&nbsp;(Per visualizzarla in grande cliccare sull&#39;immagine).</em>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/STUDIO.jpg" target="_blank"><img alt="STUDIO" class="alignnone size-medium wp-image-226" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/STUDIO-300x133.jpg" style="width: 300px; height: 133px;" /></a>
</p>
<p>
	Analizziamola meglio, almeno i punti pi&ugrave; salienti.
</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>DOVE</strong>. In primo luogo &egrave; importante che il ragazzo scelga <strong>un luogo idoneo per lo studio</strong>, possibilmente <strong>dedicato</strong> e con <strong>meno distrazioni possibili</strong>. La scelta del luogo &egrave; <strong>importante nella strada verso lo sviluppo dell&#39;autonomia e della metacognizione</strong>, infatti il ragazzo imparar&agrave; a conoscersi, a capire dove preferisce studiare, dove, quindi, riesce a concentrarsi di pi&ugrave;, con meno distrazioni e con tutti i materiali vicini e a portata di mano.<br />
		Io, personalmente, <strong>non osteggio la scelta di un determinato luogo</strong>:&nbsp;certo, inizialmente d&ograve;&nbsp;dei consigli (per esempio, meglio evitare luoghi molto rumorosi, con il fratellino che guarda la televisione e&nbsp;la mamma che prepara da mangiare!!) e dei suggerimenti, lo aiuto a capire cosa sarebbe meglio fare, ma faccio scegliere a lui, in modo tale che piano piano impari a conoscere meglio le sue esigenze, senza vedere la scelta del luogo come un&#39;imposizione.<br />
		Esempio reale: <em>Carlo (nome di fantasia), 8 anni, terza elementare. Insiste affinch&egrave; il gatto stia nella sua cameretta mentre facciamo i compiti e, quando la&nbsp;mamma lo porta nell&#39;altra stanza continua a distrarsi, a guardare la porta da dove &egrave; uscito il gatto e a chiedermi: &quot;Quando posso andare ad accarezzare Romeo?Non &egrave; che Romeo si sente solo di l&agrave;?&nbsp;Lo portiamo di qua?A me non da fastidio&quot;. Decido di far rientrare il gatto (cucciolo che non stava fermo un minuto). Alla quinta volta che Romeo saltava sulla scrivania rovesciando tutti i pennereli e macchiando il quaderno, il bambino prende il gatto da solo, lo porta fuori e mi dice:&quot;Cos&igrave; non riuscivo a studiare&quot;. Da l&igrave; in poi&nbsp;non ha pi&ugrave; perso la concentrazione. Ha capito le condizioni idonee per lui, senza prenderla come un&#39;imposizione.</em><br />
		Inoltre, &egrave; importante fare una considerazione sulle &quot;distrazioni&quot;: <strong>non sempre il muoversi o scarabocchiare sono distrazioni</strong>. Alcune persone hanno bisogno di tenere occupati due canali sensoriali per rimanere concentrati, quindi il bambino non va osteggiato, ma, magari, va aiutato a cercare una modalit&agrave; accettabile per attuare la sua metodica di apprendimento.<br />
		Esempio reale: <em>Michele (nome di fantasia), 12&nbsp;anni, prima media. E&#39; un bambino che difficilmente riesce a stare fermo mentre studia. Se gli si impone di farlo perde totalmente la concentrazione. Stavamo ripassando (con le mappe fatte in precedenza) geografia per l&#39;interrogazione. Continuava a lanciare una piccola palla da baseball e la riprendeva al volo, sfiorando il lampadario e vari soprammobili per pi&ugrave; volte. Lui comunque, nel mentre, rispondeva correttamente a tutte le domande usando le mappe in autonomia, scegliendo quella giusta per la domanda. Cosa fare? Impedigli di muoversi voleva dire perdere la sua attenzione, ma continuare a lanciare la palla cos&igrave; non era il massimo per l&#39;integrit&agrave; della casa. Ho proposto un gioco: stavamo a piccola distanza, in modo tale da essere lontani da soprammobili vari e da far s&igrave; che comunque lui fosse comodo per usare le mappe. Io gli lanciavo la palla e gli facevo una domanda, lui me la rilanciava dandomi la risposta e cos&igrave; via. Inoltre, su suggerimento suo, una volta la domanda la facevo io a lui e una volta lui a me (sempre con lanci della palla). Questo pu&ograve; essere utile per stimolare una maggiore comprensione della strutturazione della mappa: potevo valutare se aveva ben compreso la funzione delle parole/domande stimolo sulle frecce e la loro utilit&agrave; a funzionare da incipit per un discorso. In conclusione, interrogazione=8</em>.
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>PER QUANTO TEMPO</strong>. Lo <strong>stabilire un&#39;ora d&#39;inizio e fine</strong> &egrave; utile, come gi&agrave; visto per l&#39;organizzazione settimanale, per aiutare il bambino ad <strong>organizzarsi in autonomia il suo tempo</strong> in modo realistico e proficuo e anche <strong>per dargli un obiettivo</strong> (deve essere realizzabile!!).<br />
		Le <strong>pause</strong> sono importanti per fargli riprendere la concentrazione e farlo riposare. Il <strong>programmarle prima</strong> lo aiuta a <strong>prendere coscienza di s&egrave; stesso e delle proprie capacit&agrave; e anche necessit&agrave;</strong>, il tutto per portarlo a <strong>regolarsi autonomamente</strong>. Due esempi estremi: se pianifica una pausa ogni 5 minuti, inizialmente lo si pu&ograve; lasciar fare (poi dipende dai casi, dalle caratteristiche del bambino e dall&#39;et&agrave;) e alla terza pausa sar&agrave; lui autonomamente che tender&agrave; a non farla perch&egrave; non ne ha bisogno e quindi lo si pu&ograve; portare a ragionare sul fatto che forse ne ha pianificate troppe e che a lui cos&igrave; tante non servono (metacognizione). All&#39;opposto se non mette pause o la pianifica dopo 1 ora e 30/ 2 di lavoro lo si lascia fare e si vedr&agrave; che spesso sar&agrave; lui dopo 45 minuti -1 ora a chiedere una piccola pausa: anche in questo caso lo si pu&ograve; portare a ragionare sulle sue necessit&agrave; (metacognizione).<br />
		Un discorso analogo vale per la<strong> lunghezza delle pause</strong>.
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>ORGANIZZAZIONE DELLE MATERIE</strong>. E&#39; molto utile stabilire, prima di iniziare, in base al singolo bambino, l<strong>&#39;ordine delle materie da svolgere</strong> (&egrave; consigliabile andare a &quot;scalare&quot;, partendo dalle pi&ugrave; lunghe e pesanti o anche alternare materie pi&ugrave; lunghe/pesanti ad altre pi&ugrave; sempilci/brevi. Dipende dal bambino): all&#39;inizio lo si pu&ograve; aiutare e consigliare, ma piano piano <strong>lo si deve portare ad organizzare l&#39;ordine autonomamente</strong>, man mano aumenta la sua capacit&agrave; di metacognizione, cio&egrave; piano piano capir&agrave; cosa &egrave; pi&ugrave; lungo e difficile per lui e quando &egrave; meglio farlo.<br />
		Per ogni materia lo si porta a ragionare su <strong>che compiti</strong> ha da fare e <strong>che materiale serve</strong>, cos&igrave; da prepararlo in anticipo (strumenti compensativi inclusi): questo, oltre che <strong>ottimizzare i tempi</strong> e risparmiare spreco inutile di energie con strument sbagliati, lo porta a <strong>diventare autonomo</strong>, anche in classe, <strong>nella scelta delle strategie </strong>migliori (materiali e strumenti compresi) per la soluzione di un certo compito.<br />
		In ultimo, ma non meno importante, gli si pu&ograve; far fare una <strong>stima approssimativa del tempo che pensa di utilizzare per ogni materia</strong> (in base a quello che deve fare). Dopo avere svolto il compito si fa scrivere al bambino il tempo effettivamente impiegato.<br />
		Il confronto pu&ograve; essere utile per vari motivi. Nel caso di una sottostima del tempo il bambino sar&agrave; portato a riflettere su stesso e le sue caratteristiche, cos&igrave; come su quelle del compito (metacognizione): questo lo porter&agrave; a pianificare meglio il suo tempo e ad usare &quot;metodologie&quot; pi&ugrave; idonee per affrontare un certo compito. Nel caso di una sovrastima del tempo necessario vi sar&agrave; sempre un aumento della metacognizione e sar&agrave; anche di aiuto per la crescita dell&#39;autostima personale.
	</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
	E&#39; utile <strong>compilare la tabella in modo scritto </strong>(a computer o manulamente) con il bambino: cos&igrave; gli eventuali problemi di pianificazione (luogo o tempi stimati per materia, per esempio)&nbsp;gli saranno pi&ugrave; evidenti e sar&agrave; pi&ugrave; facile discuterne.
</p>
<p style="text-align: justify;">
	&nbsp;
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Questi vogliono essere dei semplici suggerimenti per aiutare il bambino a <u>migliorare la propria capacit&agrave; di organizzazione e pianificazione dello studio, cosa fondamentale nel processo verso l&#39;autonomia, processo di cui &egrave; il bambino il protagonista: l&#39;adulto lo aiuta e lo indirizza facendogli sperimentare vari metodi e strategie</u> (intendendo anche luoghi, tempi, odine delle materie eccetera), <u>ma sar&agrave; lui che conoscendosi sempre di pi&ugrave; riuscir&agrave; a scegliere quelle pi&ugrave; idonee a s&egrave;&nbsp;e a diventare autonomo nell&#39;apprendimento e nello studio, proprio come l&#39;aquilone della citazione iniziale, che, alla fine, vola alto nel cielo</u>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>DSA: COME STUDIARE CON EFFICACIA!</title>
		<link>https://www.francescacavaiani.it/2014/08/07/dsa-come-studiare-con-efficacia/</link>
		<comments>https://www.francescacavaiani.it/2014/08/07/dsa-come-studiare-con-efficacia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Aug 2014 16:29:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Cavaiani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Disturbi Specifici Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[comprensione del testo]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi specifici dell'apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[dsa]]></category>
		<category><![CDATA[mappe concettuali]]></category>
		<category><![CDATA[metodo di studio]]></category>

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		<description><![CDATA[&#34;Se non riesco ad imparare nel modo in cui insegni&#8230; Potresti insegnare nel modo in cui imparo?&#34; Il bambino&#160;con Disturbo&#160;Specifico&#160;dell&#39;Apprendimento (DSA) non pu&#242;&#160;permettersi di adottare il metodo di studio pi&#249; diffuso tra i coetanei, ovvero leggere&#160;il testo e ripetere pi&#249; &#8230; <a href="https://www.francescacavaiani.it/2014/08/07/dsa-come-studiare-con-efficacia/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/immagine-per-articolo.jpg"><img alt="immagine per articolo" class="alignnone size-medium wp-image-195" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/immagine-per-articolo-300x168.jpg" style="margin: 5px; width: 300px; height: 168px; float: left;" /></a>
</p>
<p>
	<em style="text-align: justify; line-height: 1.6em;">&quot;Se non riesco ad imparare nel modo in cui insegni&#8230;</em><br />
	<em style="text-align: justify; line-height: 1.6em;">Potresti insegnare nel modo in cui imparo?&quot;</em>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Il bambino&nbsp;con Disturbo&nbsp;Specifico&nbsp;dell&#39;Apprendimento (DSA) <strong>non</strong> <strong>pu&ograve;</strong>&nbsp;permettersi di adottare il metodo di studio pi&ugrave; diffuso tra i coetanei, ovvero <strong>leggere&nbsp;il testo e ripetere</strong> pi&ugrave; volte. Infatti, le difficolt&agrave; di decodifica dei grafemi (le &quot;lettere&quot; scritte) gli <strong>rallenterebbe</strong> notevolmente i tempi, lo <strong>affaticherebbe</strong> e avrebbe anche un&#39;<strong>influenza negativa sulla comprensione </strong>del significato del testo, in quanto la maggior parte delle sue risorse attentive sono focalizzate sul&nbsp;processo di decodifica stesso.
</p>
<p>
	<span id="more-194"></span>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Inoltre, il <strong>classico metodo di studio</strong> si fonda su uno <strong>stile di apprendimento</strong> principalmente basato sul canale<strong> visivo-verbale</strong> (ovvero le parole scritte), che <strong>non &egrave; il canale preferenziale</strong> per uno studente con <strong>DSA</strong>, che predilige il canale uditivo, cinestesico (l&#39;esperienza pratica) e soprattutto quello visivo non verbale (immagini, mappe&#8230;).<br />
	Leggere e ripetere un testo presuppone&nbsp;uno stile di <strong>apprendimento sequenziale</strong>, sviluppando nessi di causa-effetto fra le varie parti del testo: il bambino con<strong> DSA</strong>, tendenzialmente, invece, ha uno <strong>stile di apprendimento globale</strong>, tende ad avere una visione d&#39;insieme&nbsp;e a sviluppare associazioni simultanee tra concetti.<br />
	Per queste ed altre ragioni, meglio approfondite nel sottocapitolo relativo alle mappe&nbsp;dell&#39;articolo <a href="http://www.francescacavaiani.it/2014/08/05/strumenti-compensativi-quali-e-perche/" target="_blank">&quot;STRUMENTI COMPENSATIVI QUALI E PERCHE&#39;?&quot;</a>, il bambino con DSA pu&ograve; essere <strong>molto agevolato dall&#39;utilizzo di mappe</strong> concettuali e mentali per lo studio ed il ripasso (oltre che nella fase di interrogazione scritta o orale).<br />
	<u>Ma come si pu&ograve; portare il bambino a costruire una mappa</u>, ovvero <u>come portarlo ad una piena comprensione del testo</u>, preliminare e necessaria per la costruzione della mappa e per la successiva memorizzazione?
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<em>Qui sotto riporto, in veste grafica,&nbsp;il processo di studio che a mio parere pu&ograve; essere utile applicare ed insegnare ad un bambino con DSA (e non solo!)</em> (cliccando sull&#39;immagine&nbsp;la&nbsp;potrete visualizzare in dimensioni maggiori).<br />
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/PER-STUDIARE.jpg" target="_blank"><img alt="PER STUDIARE" class="alignnone size-medium wp-image-197" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/PER-STUDIARE-300x191.jpg" style="margin: 5px; width: 300px; height: 191px;" /></a><br />
	&nbsp;
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Vediamo adesso, passo dopo passo questo metodo.
</p>
<h2 style="text-align: justify;">
	<strong>1- ALL&#39;INIZIO: gli indicatori testuali</strong><br />
</h2>
<p style="text-align: justify;">
	La prima cosa da fare &egrave; <strong>prestare attenzione e discutere</strong> insieme al ragazzo&nbsp;riguardo agli<strong> INDICATORI TESTUALI</strong>, ovvero:
</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>TITOLO </strong>principale e dei paragrafi
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>IMMAGINI </strong>e loro didascalie
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>PAROLE IN GRASSETTO</strong> (parole chiave)
	</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
	Inoltre &egrave; importante anche leggere<strong> LE DOMANDE</strong> poste a fine capitolo/paragrafo (quando sono presenti).
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Gli indicatori testuali e le domande, infatti:
</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">
		fanno <strong>capire l&#39;argomento</strong> e&nbsp;di che cosa parler&agrave; il testo
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		fanno <strong>capire</strong> <strong>quali sono le cose pi&ugrave; importanti</strong>
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		portano il ragazzo ad<strong> avere delle aspettative</strong>, a pensare che il testo dar&agrave; certe informazioni e a cercarle durante la successiva fase di lettura. In questo senso le domande sono fondamentali: il ragazzo, leggendole prima sar&agrave; portato a cercare la risposta nel testo. Comunque anche le immagini e le parole chiave fungono da anticipatori delle informazioni che si troveranno. In questo modo il ragazzo non legge &quot;a caso&quot;, ma ha gi&agrave; una traccia di lettura
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		in base alle varie informazioni che si aspetter&agrave; di trovare (aiutano molto le parole chiave) pu&ograve; iniziare a <strong>suddividere il testo in parti per la mappa</strong> che creer&agrave; in seguito, vedendo le varie informazioni come nodi della mappa. Si cre&agrave; cos&igrave; una visione globale della struttura del testo, una sorta di &quot;fotografia&quot;
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>attivano le conoscenze pregresse</strong>, spesso necessarie per una comprensione pi&ugrave; profonda dell&#39;argomento e facilitano la creazioni di legami e associazioni fra informazioni
	</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
	Mentre si svolge questo lavoro preliminare sul testo si pu&ograve; anche <strong>associare un colore ad ogni categoria di informazioni che il bambino si aspetta </strong>di trovare ed in seguito, durante la lettura,&nbsp;sottolineare le parti del testo relative ad una certa informazione con il colore corrispondente. Questo rende molto <strong>pi&ugrave; visivo il processo di studio</strong>, pi&ugrave; &quot;sganciato&quot; dalla mera informazione portata dalla parola.<br />
	In contemporanea si pu&ograve; anche <strong>fare un piccolo &quot;schizzo&quot;</strong>, anche su carta, <strong>della possibile mappa</strong>, ovvero legare le varie informazioni (con i loro colori di riferimento) tra di loro: ovviamente il tutto &egrave; un&#39;ipotesi, non avendo ancora letto il testo, ma aiuta il bambino a farsi un&#39;idea globale del testo, come un&#39;isieme interconnesso (una mappa preliminare, appunto).
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Facciamo un esempio pratico.<em> Riporto sotto le immagini di due pagine di un libro di testo su cui &egrave; stato fatto questo lavoro da me insieme ad una bambina della classe quinta della scuola primaria (da notare: le parole chiave sono quelle evidenziate in azzurro, questo perch&egrave; essendo un libro con poche parole in grassetto la maestra fa sottolineare in classe le parole chiave ai bambini).</em>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/libri-i-deserti-1.jpg" target="_blank"><img alt="libri i deserti 1" class="alignnone size-medium wp-image-200" height="300" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/libri-i-deserti-1-222x300.jpg" width="222" /></a>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/libro-i-deserti-2.jpg" target="_blank"><img alt="libro i deserti 2" class="alignnone size-medium wp-image-201" height="300" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/libro-i-deserti-2-236x300.jpg" width="236" /></a><br />
	&nbsp;
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Solamente guardando le immagini ed il titolo il bambino potr&agrave; capire che l&#39;argomento principale (il &quot;titolo&quot; della sua mappa) sar&agrave; il deserto e che si parler&agrave; delle piante e degli animali del deserto, cosa confermata anche da alcune parole chiave. Dalle immagini capir&agrave; che il deserto &egrave; fatto da sabbia e non ci vivono molte persone, ma (immagine dell&#39;oasi) ci sono anche dei posti nel deserto che sono abitati&nbsp;e che si chiamano oasi (didascalia). Le parole chiave suggeriscono che altre informazioni (oltre, piante, animali e oasi)&nbsp;sono: l&#39;origine della parola deserto, il clima e&nbsp;dove si trovano i principali deserti.<br />
	La bambina ha associato colori diversi ad ogni informazione. Nelle scansioni&nbsp;si vedono gi&agrave; anche le sottolineature perch&egrave; il lavoro &egrave; stato completato, ma in questa fase baster&agrave; sottolineare le varie parole chiave che si riferiscono alle varie informazioni da cercare in colori diversi oppure farsi un piccolo elenco &quot;colorato&quot; delle categorie da cercare su un foglietto a parte.<br />
	A questo punto si pu&ograve; anche fare un piccolo schema preliminare, su un foglio per esempio, che rappresenti le varie informazioni che si potrebbero trovare nel testo e come si potrebbero legare tra loro. Ovviamente non &egrave; definitivo e dovr&agrave; essere ampliato leggendo il testo, ma aiuta il bambino a costruirsi una buona visione d&#39;insieme, una &quot;fotografia&quot; del testo: questo facilita i bambini con uno uno stile di apprendimento globale, come, appunto, i DSA.
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<em>Sotto l&#39;esempio pratico di questo schema fatto sulla base dell&#39;osservazione degli indicatori testuali delle due pagine sui deserti.</em>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/schema-i-deserti.jpg" target="_blank"><img alt="schema i deserti" class="alignnone size-medium wp-image-202" height="174" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/schema-i-deserti-300x174.jpg" width="300" /></a>
</p>
<h2 style="text-align: justify;">
	<strong>2- DOPO: leggo e sottolineo</strong><br />
</h2>
<p style="text-align: justify;">
	Una volta finito questo lavoro preliminare <strong>si pu&ograve; iniziare a leggere il testo</strong>. Per la lettura del testo &egrave; consigliabile utilizzare una <strong>sintesi vocale </strong>(per una trattazione pi&ugrave; approfondita dei libri digitali e dei software di gestione delle sintesi&nbsp;vocali si veda l&#39;articolo <a href="http://www.francescacavaiani.it/2014/08/05/strumenti-compensativi-quali-e-perche/" target="_blank">&quot;STRUMENTI COMPENSATIVI: QUALI E PERCHE&#39;?&quot;</a>, in specifico il capitolo &quot;Per leggere&quot;).<br />
	Si consiglia di <strong>leggere un paragrafo per volta</strong>, spiegando al bambino le parole difficili&nbsp;(magari scrivere sopra alla parola il significato) e i passaggi pi&ugrave; complessi e <strong>portandolo a cercare le informazioni prima messe in evidenza</strong> e rappresentate visivamente nello schemino. In ogni paragrafo si chiede al bambino di cosa parla, facendo riferimento soprattutto alle informazioni selezionate in precedenza, e si chiede se &egrave; rilevante. A questo punto <strong>si sottolineano le informazioni pi&ugrave; importanti</strong>, utilizzando i colori di riferimento.<br />
	Nell&#39;esempio prima fatto (si guardino le due immagini relative alle pagine del libro) le prime informazioni riguardano l&#39;etimologia della parola deserto: si chiede al bambino:<em> &quot;Questo pezzo &egrave; importante? Di cosa parla? C&#39;&egrave; nello schema che abbiamo fatto? Di che colore &egrave;?&quot;</em> e si sottolineano solo le cose importanti, aiutando il bambino a riassumenre e sintetizzare.<br />
	Cos&igrave; via per ogni paragrafo.<br />
	<strong>Per ogni parte importante sottolineata si pu&ograve; dare un &quot;titoletto&quot;</strong>, che in linea di masima riprender&agrave; il nome delle informazioni precedentemente evidenziate: nel nostro esempio &quot;la parola&quot;, &quot;cos&#39;e&#39; il deserto&quot;, &quot;il clima&quot; e cos&igrave; via. Questi &quot;titoletti&quot; saranno il &quot;titolo&quot; del nodo della mappa e potranno<strong> essere scritti sulle frecce </strong>(o nel nodo, dipende poi dalla grafica della mappa).<br />
	I &quot;titoletti&quot; sono utili quando si trovano, per un argomento, pi&ugrave; informazioni diversificate, che saranno poi poste in sotto-nodi: servono per suddividerle meglio. Si veda, per esempio, nei nostri deserti, &quot;le oasi&quot;: qui ci sono informazioni su cosa sono, sul lavoro dell&#39;uomo nell&#39;oasi e sulle piante dell&#39;oasi: si pu&ograve; portare il bambino a capire che sono tre cose diverse, sempre legate all&#39;oasi&nbsp;e che&nbsp;&egrave; meglio scriverle in tre caselle diverse che partono dall&#39;oasi. Dagli un &quot;nome&quot; (&quot;cosa sono le oasi&quot;, &quot;uomo&quot;, &quot;piante dell&#39;oasi&quot;) &egrave; utile per classificarle meglio.
</p>
<h2 style="text-align: justify;">
	<strong>3- ALLA FINE: la mappa</strong><br />
</h2>
<p style="text-align: justify;">
	Una volta analizzato tutto il testo (o anche pezzetto per pezzetto) <strong>si pu&ograve; costruire la mappa</strong>. Si pu&ograve; costruire tutta alla fine o anche paragrafo per paragrafo.<br />
	Qui non mi concentrer&ograve; sulla strutturazione della mappa, essendo un discorso lungo che merita una trattazione a parte.<br />
	In linea generale, comunqe, sulle frecce si riporter&agrave; il &quot;titoletto&quot;, ovvero la categoria di informazione e nel nodo le informazioni relative alla categoria. Se per una categoria generale vi sono pi&ugrave; informazioni di tipo diverso, &egrave; bene fare partire dei nodi secondari dal nodo principale (si veda &quot;le oasi&quot;&nbsp;del nostro esempio).
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<em>Sotto riporto la mappa (cliccando sulla mappa la si pu&ograve; vedere in grande)&nbsp;costruita con la bambina, in relazione alle due pagine riguardanti i deserti.</em>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/I-DESERTI.jpg" target="_blank"><img alt="I DESERTI" class="alignnone size-medium wp-image-198" height="197" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/I-DESERTI-300x197.jpg" width="300" /></a>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	&nbsp;
</p>
<p style="text-align: justify;">
	In conclusione &egrave; importante sottolineare che questo vuole essere <strong>uno spunto per utilizzare un metodo di studio pi&ugrave; idoneo ad un bambino con DSA</strong>, ma ovviamente <strong>non &egrave; qualcosa di immodificabile</strong> e &quot;giusto&quot; in toto: ogni bambino, al di l&agrave; delle caratteristiche generali, &egrave; diverso dall&#39;altro, ha le sue caratteristiche specifiche che devono essere comprese e rispettate. <u><strong>Il metodo di studio va quindi plasmato e rimodellato sullo specifico bambino</strong></u>, in base anche alle sue idee e suggerimenti (per esempio l&#39;idea dei colori diversi per ogni argomento viene da una bambina!): per insegnare ad un bambino, DSA e non, in primo luogo dobbiamo<strong> <u>imparare noi il modo in cui lui impara e modellare il nostro metodo di insegnamento su di esso</u>.</strong></p>
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