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	<title>Francesca Cavaiani &#187; comprensione del testo</title>
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		<title>DSA: COME STUDIARE CON EFFICACIA!</title>
		<link>https://www.francescacavaiani.it/2014/08/07/dsa-come-studiare-con-efficacia/</link>
		<comments>https://www.francescacavaiani.it/2014/08/07/dsa-come-studiare-con-efficacia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Aug 2014 16:29:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Cavaiani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Disturbi Specifici Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[comprensione del testo]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi specifici dell'apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[dsa]]></category>
		<category><![CDATA[mappe concettuali]]></category>
		<category><![CDATA[metodo di studio]]></category>

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		<description><![CDATA[&#34;Se non riesco ad imparare nel modo in cui insegni&#8230; Potresti insegnare nel modo in cui imparo?&#34; Il bambino&#160;con Disturbo&#160;Specifico&#160;dell&#39;Apprendimento (DSA) non pu&#242;&#160;permettersi di adottare il metodo di studio pi&#249; diffuso tra i coetanei, ovvero leggere&#160;il testo e ripetere pi&#249; &#8230; <a href="https://www.francescacavaiani.it/2014/08/07/dsa-come-studiare-con-efficacia/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/immagine-per-articolo.jpg"><img alt="immagine per articolo" class="alignnone size-medium wp-image-195" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/immagine-per-articolo-300x168.jpg" style="margin: 5px; width: 300px; height: 168px; float: left;" /></a>
</p>
<p>
	<em style="text-align: justify; line-height: 1.6em;">&quot;Se non riesco ad imparare nel modo in cui insegni&#8230;</em><br />
	<em style="text-align: justify; line-height: 1.6em;">Potresti insegnare nel modo in cui imparo?&quot;</em>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Il bambino&nbsp;con Disturbo&nbsp;Specifico&nbsp;dell&#39;Apprendimento (DSA) <strong>non</strong> <strong>pu&ograve;</strong>&nbsp;permettersi di adottare il metodo di studio pi&ugrave; diffuso tra i coetanei, ovvero <strong>leggere&nbsp;il testo e ripetere</strong> pi&ugrave; volte. Infatti, le difficolt&agrave; di decodifica dei grafemi (le &quot;lettere&quot; scritte) gli <strong>rallenterebbe</strong> notevolmente i tempi, lo <strong>affaticherebbe</strong> e avrebbe anche un&#39;<strong>influenza negativa sulla comprensione </strong>del significato del testo, in quanto la maggior parte delle sue risorse attentive sono focalizzate sul&nbsp;processo di decodifica stesso.
</p>
<p>
	<span id="more-194"></span>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Inoltre, il <strong>classico metodo di studio</strong> si fonda su uno <strong>stile di apprendimento</strong> principalmente basato sul canale<strong> visivo-verbale</strong> (ovvero le parole scritte), che <strong>non &egrave; il canale preferenziale</strong> per uno studente con <strong>DSA</strong>, che predilige il canale uditivo, cinestesico (l&#39;esperienza pratica) e soprattutto quello visivo non verbale (immagini, mappe&#8230;).<br />
	Leggere e ripetere un testo presuppone&nbsp;uno stile di <strong>apprendimento sequenziale</strong>, sviluppando nessi di causa-effetto fra le varie parti del testo: il bambino con<strong> DSA</strong>, tendenzialmente, invece, ha uno <strong>stile di apprendimento globale</strong>, tende ad avere una visione d&#39;insieme&nbsp;e a sviluppare associazioni simultanee tra concetti.<br />
	Per queste ed altre ragioni, meglio approfondite nel sottocapitolo relativo alle mappe&nbsp;dell&#39;articolo <a href="http://www.francescacavaiani.it/2014/08/05/strumenti-compensativi-quali-e-perche/" target="_blank">&quot;STRUMENTI COMPENSATIVI QUALI E PERCHE&#39;?&quot;</a>, il bambino con DSA pu&ograve; essere <strong>molto agevolato dall&#39;utilizzo di mappe</strong> concettuali e mentali per lo studio ed il ripasso (oltre che nella fase di interrogazione scritta o orale).<br />
	<u>Ma come si pu&ograve; portare il bambino a costruire una mappa</u>, ovvero <u>come portarlo ad una piena comprensione del testo</u>, preliminare e necessaria per la costruzione della mappa e per la successiva memorizzazione?
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<em>Qui sotto riporto, in veste grafica,&nbsp;il processo di studio che a mio parere pu&ograve; essere utile applicare ed insegnare ad un bambino con DSA (e non solo!)</em> (cliccando sull&#39;immagine&nbsp;la&nbsp;potrete visualizzare in dimensioni maggiori).<br />
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/PER-STUDIARE.jpg" target="_blank"><img alt="PER STUDIARE" class="alignnone size-medium wp-image-197" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/PER-STUDIARE-300x191.jpg" style="margin: 5px; width: 300px; height: 191px;" /></a><br />
	&nbsp;
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Vediamo adesso, passo dopo passo questo metodo.
</p>
<h2 style="text-align: justify;">
	<strong>1- ALL&#39;INIZIO: gli indicatori testuali</strong><br />
</h2>
<p style="text-align: justify;">
	La prima cosa da fare &egrave; <strong>prestare attenzione e discutere</strong> insieme al ragazzo&nbsp;riguardo agli<strong> INDICATORI TESTUALI</strong>, ovvero:
</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>TITOLO </strong>principale e dei paragrafi
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>IMMAGINI </strong>e loro didascalie
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>PAROLE IN GRASSETTO</strong> (parole chiave)
	</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
	Inoltre &egrave; importante anche leggere<strong> LE DOMANDE</strong> poste a fine capitolo/paragrafo (quando sono presenti).
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Gli indicatori testuali e le domande, infatti:
</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">
		fanno <strong>capire l&#39;argomento</strong> e&nbsp;di che cosa parler&agrave; il testo
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		fanno <strong>capire</strong> <strong>quali sono le cose pi&ugrave; importanti</strong>
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		portano il ragazzo ad<strong> avere delle aspettative</strong>, a pensare che il testo dar&agrave; certe informazioni e a cercarle durante la successiva fase di lettura. In questo senso le domande sono fondamentali: il ragazzo, leggendole prima sar&agrave; portato a cercare la risposta nel testo. Comunque anche le immagini e le parole chiave fungono da anticipatori delle informazioni che si troveranno. In questo modo il ragazzo non legge &quot;a caso&quot;, ma ha gi&agrave; una traccia di lettura
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		in base alle varie informazioni che si aspetter&agrave; di trovare (aiutano molto le parole chiave) pu&ograve; iniziare a <strong>suddividere il testo in parti per la mappa</strong> che creer&agrave; in seguito, vedendo le varie informazioni come nodi della mappa. Si cre&agrave; cos&igrave; una visione globale della struttura del testo, una sorta di &quot;fotografia&quot;
	</li>
<li style="text-align: justify;">
		<strong>attivano le conoscenze pregresse</strong>, spesso necessarie per una comprensione pi&ugrave; profonda dell&#39;argomento e facilitano la creazioni di legami e associazioni fra informazioni
	</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
	Mentre si svolge questo lavoro preliminare sul testo si pu&ograve; anche <strong>associare un colore ad ogni categoria di informazioni che il bambino si aspetta </strong>di trovare ed in seguito, durante la lettura,&nbsp;sottolineare le parti del testo relative ad una certa informazione con il colore corrispondente. Questo rende molto <strong>pi&ugrave; visivo il processo di studio</strong>, pi&ugrave; &quot;sganciato&quot; dalla mera informazione portata dalla parola.<br />
	In contemporanea si pu&ograve; anche <strong>fare un piccolo &quot;schizzo&quot;</strong>, anche su carta, <strong>della possibile mappa</strong>, ovvero legare le varie informazioni (con i loro colori di riferimento) tra di loro: ovviamente il tutto &egrave; un&#39;ipotesi, non avendo ancora letto il testo, ma aiuta il bambino a farsi un&#39;idea globale del testo, come un&#39;isieme interconnesso (una mappa preliminare, appunto).
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Facciamo un esempio pratico.<em> Riporto sotto le immagini di due pagine di un libro di testo su cui &egrave; stato fatto questo lavoro da me insieme ad una bambina della classe quinta della scuola primaria (da notare: le parole chiave sono quelle evidenziate in azzurro, questo perch&egrave; essendo un libro con poche parole in grassetto la maestra fa sottolineare in classe le parole chiave ai bambini).</em>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/libri-i-deserti-1.jpg" target="_blank"><img alt="libri i deserti 1" class="alignnone size-medium wp-image-200" height="300" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/libri-i-deserti-1-222x300.jpg" width="222" /></a>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/libro-i-deserti-2.jpg" target="_blank"><img alt="libro i deserti 2" class="alignnone size-medium wp-image-201" height="300" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/libro-i-deserti-2-236x300.jpg" width="236" /></a><br />
	&nbsp;
</p>
<p style="text-align: justify;">
	Solamente guardando le immagini ed il titolo il bambino potr&agrave; capire che l&#39;argomento principale (il &quot;titolo&quot; della sua mappa) sar&agrave; il deserto e che si parler&agrave; delle piante e degli animali del deserto, cosa confermata anche da alcune parole chiave. Dalle immagini capir&agrave; che il deserto &egrave; fatto da sabbia e non ci vivono molte persone, ma (immagine dell&#39;oasi) ci sono anche dei posti nel deserto che sono abitati&nbsp;e che si chiamano oasi (didascalia). Le parole chiave suggeriscono che altre informazioni (oltre, piante, animali e oasi)&nbsp;sono: l&#39;origine della parola deserto, il clima e&nbsp;dove si trovano i principali deserti.<br />
	La bambina ha associato colori diversi ad ogni informazione. Nelle scansioni&nbsp;si vedono gi&agrave; anche le sottolineature perch&egrave; il lavoro &egrave; stato completato, ma in questa fase baster&agrave; sottolineare le varie parole chiave che si riferiscono alle varie informazioni da cercare in colori diversi oppure farsi un piccolo elenco &quot;colorato&quot; delle categorie da cercare su un foglietto a parte.<br />
	A questo punto si pu&ograve; anche fare un piccolo schema preliminare, su un foglio per esempio, che rappresenti le varie informazioni che si potrebbero trovare nel testo e come si potrebbero legare tra loro. Ovviamente non &egrave; definitivo e dovr&agrave; essere ampliato leggendo il testo, ma aiuta il bambino a costruirsi una buona visione d&#39;insieme, una &quot;fotografia&quot; del testo: questo facilita i bambini con uno uno stile di apprendimento globale, come, appunto, i DSA.
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<em>Sotto l&#39;esempio pratico di questo schema fatto sulla base dell&#39;osservazione degli indicatori testuali delle due pagine sui deserti.</em>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/schema-i-deserti.jpg" target="_blank"><img alt="schema i deserti" class="alignnone size-medium wp-image-202" height="174" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/schema-i-deserti-300x174.jpg" width="300" /></a>
</p>
<h2 style="text-align: justify;">
	<strong>2- DOPO: leggo e sottolineo</strong><br />
</h2>
<p style="text-align: justify;">
	Una volta finito questo lavoro preliminare <strong>si pu&ograve; iniziare a leggere il testo</strong>. Per la lettura del testo &egrave; consigliabile utilizzare una <strong>sintesi vocale </strong>(per una trattazione pi&ugrave; approfondita dei libri digitali e dei software di gestione delle sintesi&nbsp;vocali si veda l&#39;articolo <a href="http://www.francescacavaiani.it/2014/08/05/strumenti-compensativi-quali-e-perche/" target="_blank">&quot;STRUMENTI COMPENSATIVI: QUALI E PERCHE&#39;?&quot;</a>, in specifico il capitolo &quot;Per leggere&quot;).<br />
	Si consiglia di <strong>leggere un paragrafo per volta</strong>, spiegando al bambino le parole difficili&nbsp;(magari scrivere sopra alla parola il significato) e i passaggi pi&ugrave; complessi e <strong>portandolo a cercare le informazioni prima messe in evidenza</strong> e rappresentate visivamente nello schemino. In ogni paragrafo si chiede al bambino di cosa parla, facendo riferimento soprattutto alle informazioni selezionate in precedenza, e si chiede se &egrave; rilevante. A questo punto <strong>si sottolineano le informazioni pi&ugrave; importanti</strong>, utilizzando i colori di riferimento.<br />
	Nell&#39;esempio prima fatto (si guardino le due immagini relative alle pagine del libro) le prime informazioni riguardano l&#39;etimologia della parola deserto: si chiede al bambino:<em> &quot;Questo pezzo &egrave; importante? Di cosa parla? C&#39;&egrave; nello schema che abbiamo fatto? Di che colore &egrave;?&quot;</em> e si sottolineano solo le cose importanti, aiutando il bambino a riassumenre e sintetizzare.<br />
	Cos&igrave; via per ogni paragrafo.<br />
	<strong>Per ogni parte importante sottolineata si pu&ograve; dare un &quot;titoletto&quot;</strong>, che in linea di masima riprender&agrave; il nome delle informazioni precedentemente evidenziate: nel nostro esempio &quot;la parola&quot;, &quot;cos&#39;e&#39; il deserto&quot;, &quot;il clima&quot; e cos&igrave; via. Questi &quot;titoletti&quot; saranno il &quot;titolo&quot; del nodo della mappa e potranno<strong> essere scritti sulle frecce </strong>(o nel nodo, dipende poi dalla grafica della mappa).<br />
	I &quot;titoletti&quot; sono utili quando si trovano, per un argomento, pi&ugrave; informazioni diversificate, che saranno poi poste in sotto-nodi: servono per suddividerle meglio. Si veda, per esempio, nei nostri deserti, &quot;le oasi&quot;: qui ci sono informazioni su cosa sono, sul lavoro dell&#39;uomo nell&#39;oasi e sulle piante dell&#39;oasi: si pu&ograve; portare il bambino a capire che sono tre cose diverse, sempre legate all&#39;oasi&nbsp;e che&nbsp;&egrave; meglio scriverle in tre caselle diverse che partono dall&#39;oasi. Dagli un &quot;nome&quot; (&quot;cosa sono le oasi&quot;, &quot;uomo&quot;, &quot;piante dell&#39;oasi&quot;) &egrave; utile per classificarle meglio.
</p>
<h2 style="text-align: justify;">
	<strong>3- ALLA FINE: la mappa</strong><br />
</h2>
<p style="text-align: justify;">
	Una volta analizzato tutto il testo (o anche pezzetto per pezzetto) <strong>si pu&ograve; costruire la mappa</strong>. Si pu&ograve; costruire tutta alla fine o anche paragrafo per paragrafo.<br />
	Qui non mi concentrer&ograve; sulla strutturazione della mappa, essendo un discorso lungo che merita una trattazione a parte.<br />
	In linea generale, comunqe, sulle frecce si riporter&agrave; il &quot;titoletto&quot;, ovvero la categoria di informazione e nel nodo le informazioni relative alla categoria. Se per una categoria generale vi sono pi&ugrave; informazioni di tipo diverso, &egrave; bene fare partire dei nodi secondari dal nodo principale (si veda &quot;le oasi&quot;&nbsp;del nostro esempio).
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<em>Sotto riporto la mappa (cliccando sulla mappa la si pu&ograve; vedere in grande)&nbsp;costruita con la bambina, in relazione alle due pagine riguardanti i deserti.</em>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	<a href="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/I-DESERTI.jpg" target="_blank"><img alt="I DESERTI" class="alignnone size-medium wp-image-198" height="197" src="http://www.francescacavaiani.it/wp-content/uploads/2014/08/I-DESERTI-300x197.jpg" width="300" /></a>
</p>
<p style="text-align: justify;">
	&nbsp;
</p>
<p style="text-align: justify;">
	In conclusione &egrave; importante sottolineare che questo vuole essere <strong>uno spunto per utilizzare un metodo di studio pi&ugrave; idoneo ad un bambino con DSA</strong>, ma ovviamente <strong>non &egrave; qualcosa di immodificabile</strong> e &quot;giusto&quot; in toto: ogni bambino, al di l&agrave; delle caratteristiche generali, &egrave; diverso dall&#39;altro, ha le sue caratteristiche specifiche che devono essere comprese e rispettate. <u><strong>Il metodo di studio va quindi plasmato e rimodellato sullo specifico bambino</strong></u>, in base anche alle sue idee e suggerimenti (per esempio l&#39;idea dei colori diversi per ogni argomento viene da una bambina!): per insegnare ad un bambino, DSA e non, in primo luogo dobbiamo<strong> <u>imparare noi il modo in cui lui impara e modellare il nostro metodo di insegnamento su di esso</u>.</strong></p>
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